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Una nuova Emma, dice lei. Una Emma migliore, insiste. Cinque anni dopo il titolo di New York, al Queen’s gioca la prima grande finale. Cosa è cambiato? Il dato più vistoso è la riunificazione con Andrew Richardson, l’allenatore del miracolo allo US Open. Dopo aver cambiato guide tecniche a ritmi forsennati – l’ultimo è stato lo spagnolo Francisco Roig, liquidato dopo l’Australian Open – Emma ha capito che per ritrovare sé stessa doveva guardarsi indietro. Il Telegraph evidenzia che questa scelta non è una regressione, ma un atto di maturità. Raducanu voleva tornare allo stile di gioco aggressivo e offensivo di quando era ragazzina. Richardson è l’unico che sa esattamente come sbloccare quel tennis istintivo, particolarmente devastante sull’erba.
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