La gestione controversa del calcio in Ghana

 

 

Una vera e propria struttura di stampo coloniale sta svuotando e depredando il Ghana dei suoi talenti. È la tesi sviluppata da Richard Harris nella sua newsletter Sporting Intelligence. Il caso emblematico è quello di Kobbie Mainoo, stella del Manchester United nata da genitori ghanesi e stasera nazionale inglese. Secondo Harris è la prova del fatto che prima il Ghana esportava cacao per poi ricomprare i prodotti finiti fabbricati in Inghilterra, oggi fa lo stesso con il calcio. Manda adolescenti grezzi all’estero, consuma calcio europeo in televisione, raccoglie il loro ritorno in nazionale. Qualche volta il meccanismo si inceppa.

Dei 10 miliardi di dollari spesi nel calciomercato globale nel 2023, dice Harris, appena 76 centesimi ogni 1.000 sono tornati ai club africani. I calciatori ghanesi hanno generato 162 milioni di commissioni, ma in Ghana ne sono arrivati 20. Il sistema delle accademie ha industrializzato questa estrazione.

 

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