Un diamante è quasi per sempre, l’atletica che verrà

❝Casa è dove voglio essere❞

Talking Heads

Il posto è questo, come cantava David Byrne. Il posto è Keqiao, la Cina manifatturiera distante dalla cartolina. Distretto di Shaoxing, nello Zhejiang. Una provincia ricca, ma senza grattacieli. Lo stadio è il China Textile City Sports Centre, e il nome già racconta molto. Come se un impianto italiano si chiamasse Centro Sportivo Distretto della Ceramica o Stadio del Mobile. La Diamond League comincia qui la sua stagione, domani mattina, in un anno senza Olimpiadi e senza Mondiali. Il nostro piccolo vecchio mondo antico andrà a correre, saltare e lanciare in agosto a Birmingham, ma per vedere l’Europa contro l’Africa, contro le Americhe, contro l’Asia e l’Oceania, bisognerà tenere gli occhi grosso modo sui diamanti.

La stagione mondiale dell’atletica parte da uno stadio che non ha storie da raccontare o memoria da offrire. Si è preso in carico di ospitare il meeting di Shanghai nato nel 2005 ed entrato nel circuito grande dal 2010. Lo Shanghai Stadium è in ristrutturazione, così Keqiao è diventato un surrogato che gli organizzatori presentano come un modo per allargare la presenza dell’atletica in Cina. In questo angolo, poi, dove il mercato del tessile è esploso negli anni Ottanta, con migliaia di negozi e società di commercio, con compratori giunti da decine di Paesi. Oggi è il più grande hub del mondo. Nel 2019 il giro d’affari veniva indicato attorno ai 120 miliardi di yuan. Lo stadio è stato aperto nel 2014, costruito per i Giochi provinciali dello Zhejiang, ha una capienza attorno ai 40mila posti. La stampa locale parla della volontà di fare di Keqiao una City of Sporting Events.

Ma è soprattutto la prima Diamond che nasce con un nemico dentro casa. Il nemico si chiama Ultimate Championship – un nuovo evento biennale ideato da World Athletics. Debutterà a Budapest dall’11 al 13 settembre e si propone come una rivoluzione del format tradizionale, con l’obiettivo di attrarre un pubblico più giovane e televisivo. Un evento d’élite con 400 atleti, 8-16 per specialità. Gareggeranno con le maglie delle proprie nazionali in tre giorni, sessioni serali brevi di velocità, ostacoli, mezzofondo, salti, lanci e staffette. Montepremi: 10 milioni di dollari, con 150.000 al vincitore di ogni gara.

I diamanti dovranno resistere all’idea che il grande appuntamento 2026 per il quale preservare il corpo è quello. Il grande tema della stagione è proprio il calendario nuovo. L’atletica sta provando a darsi più appuntamenti visibili, cerca di non vivere solo di Olimpiadi e Mondiali. L’Ultimate Championship è il segnale. Una resa dei conti a fine anno per un mondo che sta cercando volti e storie senza svendere la sua natura. Il tennis ha Sinner, il calcio ha marchi storici, la Formula 1 un campionato facile da seguire e un diciannovenne come dono del cielo. L’atletica vive di isole sparse: un’asta, un 200, un lungo, un 1500, una siepe. Il suo futuro funziona se riesce a trasformare queste isole in un arcipelago, in tanti fili che tornano in un posto solo.

Il filo più grande e più spesso si chiama Mondo Duplantis, ma gareggia contro se stesso.

 

CONTINUA A LEGGERLO NELLA VERSIONE COMPLETA SU SUBSTACK

 


ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER


scopri la newsletter di oggi

Un diamante è quasi per sempre, l’atletica che verrà di Lo Slalom

Dove si legge della Diamond League che si apre domani in Cina nella stagione del debutto dell’Ultimate Championship

Leggi su Substack


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.