Wembanyama e l’incubo San Antonio per Oklahoma

Il ragazzo del poster è Victor Wembanyama, perché questa serie nasce dal modo in cui Oklahoma City proverà a contenerlo. Gli Spurs sono arrivati alle finali di Conference anche perché lui ha cambiato il livello delle partite con protezione del ferro, vantaggio fisico in area, soluzioni sopra la difesa e pressione costante su ogni scelta avversaria. Contro i Thunder il punto è ancora più chiaro: se Wembanyama costringe Oklahoma City a collassare in area, San Antonio può aprire tiri per gli esterni e togliere ai campioni in carica la loro difesa più naturale, fatta di pressione sulla palla, aiuti rapidi e campo aperto dopo ogni errore.

L’Oklahoma City arriva alla serie come la squadra più dominante della NBA. Ha chiuso la regular season al primo posto a Ovest con 64 vittorie e 18 sconfitte, conquistando il fattore campo per tutti i playoff, poi ha eliminato Phoenix 4-0 e i Lakers 4-0. Il percorso è stato quasi senza scosse. Contro i Suns ha vinto gara-1 di 35 punti, poi ha controllato anche le altre, con l’ultima chiusa 131-122 come partita meno larga ma mai davvero fuori controllo. Contro i Lakers lo schema si è ripetuto: Los Angeles è rimasta dentro per un tempo, poi i Thunder hanno accelerato nella ripresa e hanno preso il controllo.

Il dato più forte è che l’Oklahoma City non sembra ancora al massimo. Ha perso Jalen Williams per un problema al bicipite femorale durante la serie con Phoenix, e il suo status resta questionable. È un’assenza pesante, perché nella corsa al titolo dell’anno scorso Williams era stato il secondo riferimento accanto a Shai Gilgeous-Alexander. Porta creazione, taglia, difesa, punti nei momenti in cui Shai veniva caricato dalla difesa. Anche senza di lui, però, la rotazione ha retto. I Thunder hanno distribuito responsabilità, hanno difeso con continuità e hanno chiuso le due prime serie senza consumare troppe energie.

Ora arriva il primo vero test. San Antonio è stata l’unica squadra dell’Ovest ad avvicinarsi davvero al livello dei Thunder in regular season: 62-20, secondo posto, solo due vittorie di distanza. In più, negli scontri diretti gli Spurs hanno vinto quattro partite su cinque. Non è un dettaglio secondario, perché racconta una difficoltà reale di matchup: la taglia di Wembanyama, la velocità di De’Aaron Fox, la crescita di Stephon Castle e la profondità di una squadra giovane ma già molto strutturata.

Gli Spurs hanno avuto qualche inciampo nei playoff, ma mai una vera crisi. Al primo turno hanno perso gara-2 in casa contro Portland e hanno dovuto gestire anche la concussion di Wembanyama, poi hanno vinto tre partite di fila e hanno chiuso la serie. Contro Minnesota hanno perso gara-1 104-102, segnale che l’esperienza dei Timberwolves poteva pesare, ma hanno risposto con un 133-95 in gara-2. Dopo il 115-108 di gara-3, hanno perso gara-4 anche per l’espulsione precoce di Wembanyama, poi hanno chiuso con due vittorie durissime: +29 in gara-5, +30 in gara-6. È il modo migliore per arrivare a una finale di Conference.

Per San Antonio è la prima finale dell’Ovest dal 2017, quando venne eliminata 4-0 da Golden State. Questa volta il contesto è diverso: gli Spurs sono giovani, ma non sembrano una squadra arrivata qui per caso. Mitch Johnson ha trovato risposte dopo ogni sconfitta, e il gruppo ha mostrato una qualità importante per i playoff: non si è scomposto quando ha perso, ha corretto subito. Contro Oklahoma City, però, servirà una versione ancora più matura. I Thunder puniscono ogni palla persa, ogni rientro difensivo pigro, ogni possesso chiuso con un tiro forzato.

La serie passa da due domande. La prima: quanto può incidere Gilgeous-Alexander se San Antonio riesce a proteggere l’area con Wembanyama senza concedere troppi tiri aperti? La seconda: quanto può reggere Oklahoma City vicino al ferro se Wembanyama riceve profondo e obbliga la difesa a scegliere tra raddoppio e uno contro uno? Thomas Sorber è fuori per i Thunder, Jalen Williams resta da valutare; dall’altra parte David Jones ha chiuso la stagione. Il fattore campo è dell’Oklahoma City, ma San Antonio ha già dimostrato di avere gli strumenti per dare fastidio. E se Wembanyama mette subito la serie dentro la sua misura, questa finale dell’Ovest può diventare molto meno scontata di quanto dica il dominio dei Thunder fin qui.

 

 

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