Il brigante Vingegaard

In attesa che metta la maglia rosa nell’armadio accanto a quella gialla e quella roja, Jonas Vingegaard ha completato la trilogia di tappe, entrando nel club di chi ha vinto almeno una volta al Giro, al Tour e alla Vuelta. Non è una lista ristrettissima, onestamente,. L’anno scorso fu un traguardo per Kaden Groves, Tim Wellens e Wout Van Aert. Ma è un primo passo necessario. Si è pascolato quattro km e mezzo da solo, non tantissimi, eppure sufficienti per essere la undicesima distanza mai percorsa in carriera senza la compagnia di nessuna. Vingegaard non è Pogacar e non è mai andato oltre i 29 km di fuga, quel pomeriggio verso Valle Castellana nella Tirreno-Adriatico del 2024.

Il Blockhaus ha detto molto, ma non ha fatto sfracelli. Carlos Arribas per El Pais dice che guidato dai suoi scout preferiti, Piganzoli e Kuss, Vingegaard è salito su questa montagna “il cui nome stesso è spaventoso, terra di banditi, eroi ribelli contro i proprietari terrieri Borbone che trasformavano le loro preziose pecore Merino tosate in gustosi kebab: che disgusto”.

Felix Gall, l’austriaco quinto allo scorso Tour, tutto sommato ha retto. Hanno fatto primo e secondo come a La Molina/Coll de Pal nel Giro di Catalogna. Ora in classifica è a 17 secondi dal danese spaccatutto. Certo, a guardare Sepp Kuss non c’è confronto per bellezza di pedalata e rotondità. Ma pazienza. Ci teniamo Gall come avversario. Rouleur ipotizza che sia un rivale vero. “Gall non è un pessimo cronoman, ma basandosi sulle sue precedenti prestazioni a cronometro, si prevede che incasserà dai 60 ai 90 secondi da Vingegaard. Questo gli darebbe un distacco di oltre due minuti dal danese a metà gara, un distacco che Vingegaard si sarebbe aspettato fin dall’inizio. E anche Gall. È un distacco discreto, ma non insormontabile”.

Ma per far cosa? 

 

CONTINUA A LEGGERLO NELLA VERSIONE COMPLETA SU SUBSTACK

 


ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER


scopri la newsletter di oggi

Lo scudetto che commosse mezza Italia di Lo Slalom

Dove si legge dei cinquant’anni del settimo titolo del Torino, il primo dopo Superga, l’ultimo tuttora della sua storia

Leggi su Substack


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.