
❝A me non piacciono i gioielli, solo i diamanti❞
Holly Golightly – Audrey Hepburn. Colazione da Tiffany

Quando martedì è partita la prevendita dei biglietti per le finali, i tifosi indignati dei Knicks hanno invaso i social per raccontare che i prezzi andavano da poco meno di 2.000 dollari a oltre 6.000. Sui siti di rivendita, alcuni posti già venivano messi in vendita per più di 85.000 dollari. Un seggiolino dietro le panchine costa dai 145 mila ai 259 mila dollari, un courtside 575 mila. Ma fanno uno sconto a chi ne compra due. Quando il New York Times ha chiesto un commento alle piattaforme di vendita, Chase non ha risposto e Ticketmaster ha rinviato le domande ai Knicks.
Nello stesso giorno si è aperta anche la prevendita per gli US Open di tennis, nel Queens. Un pass per l’area ristoro fuori dall’Arthur Ashe Stadium, per il Louis Armstrong Stadium e per i campi esterni si compra per non meno di 350 dollari. I biglietti per le partite del Mondiale di calcio al MetLife Stadium, nel New Jersey, sono così cari che il sindaco Zohran Mamdani è intervenuto mettendo a disposizione 1.000 posti da 50 dollari con una lotteria. Non solo. Ieri Letitia James, procuratrice generale di New York, e Jennifer Davenport, procuratrice generale del New Jersey, hanno annunciato un’indagine sulla FIFA e sulle procedure della vendita. C’è qualcosa che non torna [qui ne parla il Guardian].
Alcuni tifosi sostengono di essere stati indotti in errore di proposito dalla posizione delle poltroncine sulle piantine dello stadio. La comunicazione della FIFA avrebbe contribuito a gonfiare i prezzi. Neppure i dirigenti della FIFA hanno risposto a una richiesta di commento del New York Times. La procuratrice Davenport ha accusato in modo esplicito la federazione di Infantino di praticare una «finta scarsità» nella vendita dei biglietti, tenendo di proposito fuori dal mercato blocchi di posti. È un’accusa che circola da tempo tra tifosi e giornalisti ma è la prima volta che viene formulata da un’autorità giudiziaria competente.
Secondo Samuel A. A. Levine, commissario del Dipartimento per la tutela dei consumatori e dei lavoratori di New York City, la condotta attribuita alla FIFA viola «la legge cittadina sulla tutela dei consumatori». Il prezzo medio di un biglietto per una partita del Mondiale è andato sopra i 1.000 dollari da quando i biglietti sono stati messi in vendita, anche se teoricamente ne esistono di economici da 60 dollari. E sono comunque 60. Un’analisi del Guardian all’inizio dell’anno ha mostrato che i biglietti più popolari sono stati quelli colpiti dagli aumenti più pesanti.
Ora i Knicks sono dentro una tempesta social e il gruppo Madison Square Garden ha dovuto annunciare un’iniziativa per arginare la piena, il regalo di 250 biglietti per gara-3 e gara-4 ai ragazzi svantaggiati della città. Ci sono alcune belle parole imbiancate dei dirigenti che accompagnano l’operazione. In un’intervista a PIX 11, il sindaco Mamdani ha detto di credere che «lo sport non dovrebbe diventare un bene di lusso», ma ha riconosciuto che è proprio ciò che sta accadendo sia con il Mondiale sia con le finali NBA. «Esamineremo tutto quello che possiamo fare. Non voglio fare una promessa che non posso mantenere, ma è una cosa a cui tengo molto».
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Lo sport continua a raccontarsi come popolare perché resta tale nei bar e nelle conversazioni. Ma la presenza fisica – essere lì, allo stadio, nel momento irripetibile – sta diventando una faccenda sempre più selettiva. Il popolo è il pubblico, l’élite diventa testimone. Tutti possono partecipare alla febbre dei Knicks. Pochissimi possono entrare al Garden.
Il caso dei Knicks è quasi caricaturale. …
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