Sì, davvero la Mercedes ha indovinato la macchina

 

di Roberto Liberale

  LA SCENA  – Lamentarsi delle innovazioni

Fino a qualche giorno fa si parlava [e in parte si parla ancora] di Formula Uno snaturata, di macchine fuori dalla tradizione del motorsport, di un regolamento quasi indecente. E di spettacolo probabilmente assente. E le voci di molti piloti andavano e ancora vanno in questa direzione. 

Le prime fasi della prima gara hanno però mostrato scenari sorprendenti. Duelli, sorpassi e controsorpassi, rallentamenti e accelerazioni improvvise, piloti che rimontavano e altri che si piantavano. 

Tante volte in passato si è parlato di “formula noia”, il GP di Australia ha avuto sviluppi attesi in testa e un po’ meno a centro gruppo, ma di sicuro non è stato noioso come si temeva. Poi di appassionati che storceranno la bocca se ne troveranno sempre, soprattutto da quando il termometro della passione è costituito dai tribunali permanenti dei social network. 

Per ora è inutile parlare di promozione o bocciatura del nuovo regolamento. È troppo presto e solo i prossimi Gran Premi ci chiariranno le idee. 

Lamentarsi delle innovazioni è tipico della natura umana, ma non dimentichiamo che la Formula Uno è stato sempre il terreno di coltura delle grandi innovazioni automobilistiche. Motori elettrici, recupero di energia, biocarburanti e aerodinamica attiva sono il futuro della tecnologia automobilistica, e sarebbe assurdo non tenerne conto. 

È solo una questione di tempo, e forse ci abitueremo ad una Formula Uno più elettrica, come viene definita oggi quasi con disprezzo, che endotermica. 

Si chiama progresso, e come in tanti altri sport che hanno cambiato pelle e materiali, sarà difficile tornare indietro. 

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  ARTEFICI – La Mercedes che avevamo dimenticato

Toto Wolff non sorrideva così soddisfatto da almeno sei anni, quando le doppiette Mercedes erano quasi la normalità. A Brackley hanno forse costruito la macchina migliore, anche se è presto per dare giudizi definitivi. Basti ricordare l’inizio del campionato 2022, all’alba dell’ultimo regolamento, con la Ferrari che iniziò con due vittorie in tre gare, di cui una con doppietta e cinque podi, tranne poi smarrirsi nel corso della stagione. 

Il vantaggio di Russell e Antonelli è stato inferiore al previsto, o almeno rispetto a quanto si era intravisto il venerdì e il sabato. Ma la superiorità delle frecce d’argento è stata chiara, nonostante l’iniziale duello con le due Ferrari. Che sia realmente una questione di motore è difficile da stabilire, anche perché le altre monoposto motorizzate Mercedes hanno subito distacchi notevoli. 

Russell raggiunge le sei vittorie, un numero pari alle vittorie di leggende della Formula Uno come Rindt, Surtees e Gilles Villeneuve. Antonelli è al suo quarto podio, diventando il 15° pilota italiano come numero di podi, sui 29 che ne hanno conquistato almeno uno. Lontanissimo dai 37 di Riccardo Patrese, ma Kimi ha tanto tempo davanti per inseguire record e sogni. Soprattutto al volante di una Mercedes. 

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 ORIZZONTI  –  Che sarà della Ferrari

La Ferrari inizia con un podio non scontato, dopo un inizio di Gran Premio che aveva fatto sognare i tifosi della Rossa. A fine gara Hamilton si è mostrato più soddisfatto di Leclerc, anche per il ritrovato “animus pugnandi” smarrito nella stagione scorsa. 

Sul giudizio finale pesa la scelta di non fermarsi alla prima “virtual safety car”, anche se probabilmente il risultato finale non sarebbe cambiato. 

Per Charles si tratta del 51° podio, come Hakkinen, 16° assoluto nella speciale classifica. Per Lewis, dall’alto delle sue 105 vittorie, il quarto posto sembrerebbe abbastanza insignificante, tranne che nella scorsa stagione fu il suo miglior risultato, ripetuto appena quattro volte. Iniziare subito finendo ai piedi del podio è di buon auspicio per il prosieguo della stagione, anche dal punto di vista psicologico e motivazionale.

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 PANORAMI  – Il nuovo compagno di Max Verstappen 

Un cilindro tutto suo lo merita ancora una volta Max Verstappen. È il pilota che più si è lamentato del nuovo regolamento, quello che ha sentito il suo talento velocistico maggiormente ingabbiato dai parametri che bisogna gestire per far funzionare al meglio le nuove macchine. Nonostante questo, ancora una volta Max ha fatto Max. Partito 20° per uno stranissimo incidente con totale bloccaggio del retrotreno nelle qualifiche del sabato, ha rimontato fino al sesto posto, ultimo pilota a pieni giri. Sembrava potesse raggiungere e superare il suo ex amico Norris, ma alla fine la McLaren ha retto all’assalto della Red Bull. 

Ad ogni buon conto, la monoposto austro-britannica sembra una buona macchina. Hadjar era quinto quando la sua macchina si è fermata in panne al decimo giro. Isack ha retto bene fino ad allora, chissà se la Red Bull non ha finalmente trovato il pilota che resiste alla pressione di Verstappen mangia-compagni.

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⑤  SCENARI  – Aiuto, si è ristretta la McLaren 

La McLaren inizia maluccio nei panni della scuderia detentrice di entrambi i titoli mondiali. È il peggior risultato per un esordio da campioni sin dal doppio ritiro per noie meccaniche delle due Red Bull nel primo Gran Premio del 2022, in Bahrain, sempre all’inizio di una nuova era regolamentare. Se il dato può consolare Andrea Stella, a fine stagione la Red Bull vinse con Verstappen il mondiale piloti, oltre a quello costruttori. 

Anche nel caso delle macchine papaya vale lo stesso discorso delle altre scuderie, è troppo presto per tirare conclusioni. Nel caso di Norris e Piastri ancora di più, visto che il cuore delle loro monoposto è un motore Mercedes. Piuttosto preoccupa la tenuta di Oscar, coinvolto in uno degli strani incidenti che hanno colpito varie vetture. Un surplus di potenza elettrica, mal gestita dal pilota australiano, lo ha messo fuori gioco ancor prima del via. Piastri si è comunque assunto la responsabilità dell’incidente, ma preoccupa il fatto che dalla sua ultima vittoria nel GP di Olanda 2025, quando comandava il mondiale con 34 punti di vantaggio su Norris, sembra essere vittima di un’involuzione sorprendente, con risultati non all’altezza di quanto fatto vedere fino ad allora, uniti ad errori inattesi.

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  PROSPETTIVE – Come se l’è cavata il rookie Lindblad

L’unico rookie di stagione ha fatto un figurone. Lindblad ha mostrato coraggio e sfrontatezza. Nessun timore reverenziale, e una gara sempre a ridosso dei migliori. Ha persino fatto arrabbiare un po’ Verstappen quando ha resistito ai suoi attacchi senza alcuna soggezione. Ma conoscendolo, forse a mente fredda Max ha apprezzato la faccia tosta di Arvid nel non soccombere facilmente al campione affermato. Il vivaio Red Bull potrebbe aver trovato un pilota con quelle doti che tanto piacciono a Helmut Marko. Il suo ottavo posto finale lo posiziona tra i soli 6 piloti che negli ultimi dieci campionati sono andati a punti alla loro prima gara in Formula Uno, su un totale di 27 esordienti. Gli altri esordienti a punti erano stati Tsunoda, Zhou, De Vries, Bearman e Antonelli.

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  DISCUSSIONI – Otto scuderie su 11 sono andate a punti

Gran Premio amaro per tanti. Oltre ai già citati Piastri e Hadjar, giornata nera per Hulkenberg, non partito per un problema tecnico, e soprattutto per le due Aston Martin, come era purtroppo già ampiamente previsto. Entrambe le monoposto progettate da Adrian Newey hanno provato a correre il GP di Australia, ma di fatto hanno girato per raccogliere dati utili per il futuro. Insomma, un test drive. 

Esordio a due facce anche per la Cadillac, con Bottas fermo all’ingresso dei box al 15° giro, con conseguente virtual Safety Car, e Perez 16° a tre giri di distacco dalle Mercedes, ma almeno al traguardo di un Gran Premio di F1 per la prima volta nella sua storia. 

Neanche le Williams, motorizzate Mercedes, hanno avuto una buona giornata. Sia Albon che Sainz sono finiti fuori dalla zona punti e doppiati. 

Le cose sono invece andate meglio per la Haas, grazie a Bearman, e per la Audi, grazie a Bortoleto, oltre alla Racing Bulls del già citato Lindblad. Tutte a punti, insieme alla Alpine di Gasly, che ancora una volta è andato oltre i limiti della sua macchina, anche se favorito dai tanti ritiri. 

Già a punti otto scuderie su undici, ed è quasi una novità. 

In molti dovranno fare i compiti a casa, e in fretta, visto che domenica 15 marzo si correrà in Cina. E tante cose potrebbero già cambiare, in meglio o in peggio. Soprattutto perché il circuito di Shangai presenta caratteristiche particolari, come un rettilineo di 1,2 km e una serie di curve dopo il via che sembrano girare all’infinito. Una prova del nove per la nuova Formula Uno.


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