
di Roberto Liberale
① Prospettive – La costruzione di un campione
Finalmente, e forse prima di quanto si potesse sperare, è arrivato il grande giorno di Andrea Kimi Antonelli, ragazzo perbene ed educato, nato e cresciuto in una famiglia in cui il motorsport era ed è il pane quotidiano, ma che lo ha prima di tutto educato al rispetto per il lavoro e per le persone. La sua passione e determinazione non hanno mai offuscato le sue buone maniere e la considerazione per chi lavora nel mondo dei motori, dai meccanici sconosciuti ai media fino a quelli che lavorano nel team Mercedes e che lo supportano quotidianamente.
Chi lo conosce non può essere sorpreso nel vederlo salutare e ringraziare con il “cinque” tutti i suoi meccanici prima ancora di salire in macchina per la gara dei suoi sogni. Quando torna a casa, Kimi non dimentica di fare un salto a salutare le persone che sin dai suoi inizi lo hanno seguito, cresciuto e coccolato. Dagli addetti al kartodromo vicino casa, ai suoi amici kartisti che battagliavano con lui fino ad appena quattro anni fa.
Tutti i numeri relativi alla sua prima vittoria sono già stati tutti snocciolati. Parlare di mondiale è fuori luogo, soprattutto perché è già tanta la pressione che dovrà sostenere dopo la prima vittoria. Nella Formula Uno non si smette mai di imparare e studiare, lasciamo che Kimi continui a farlo e migliori tutti quei dettagli che possono farlo diventare un top driver. Lasciamo che assapori ancora per un po’ l’emozione del gradino più alto del podio, condiviso con il campione che fino a qualche anno fa guardava con ammirazione in TV, quell’Hamilton che su quel gradino ci è salito per la prima volta quando Andrea aveva appena 9 mesi.
② Discussioni – La rivincita di Toto Wolff
La scelta di Antonelli per sostituire Hamilton somiglia molto a quella che Enzo Ferrari fece nel 1977 mettendo Gilles Villeneuve al posto di Niki Lauda, scappato alla Brabham. Le due motivazioni sono però diverse. Il Drake voleva dimostrare che la Ferrari poteva produrre monoposto in grado di far vincere chiunque. Il peso di Niki Lauda aveva messo in ombra il valore della scuderia e Enzo Ferrari aveva sempre sostenuto che il merito delle vittorie in Formula Uno fosse più nella macchina che nel pilota.
Toto Wolff ha voluto dimostrare invece che un grande pilota si può coltivare in casa, basta scegliere il ragazzino giusto, quello più predisposto, bravo, determinato, intelligente e veloce nell’imparare, per insegnargli tutto fino a farlo diventare un campione.
Toto si è tolto un peso che portava addosso fin da quando si fece sfuggire l’adolescente più bravo di tutti, quel Max Verstappen che lo ha fatto piangere sportivamente più volte, togliendogli un mondiale già vinto e dominando la F1 per quattro anni.
Il 15 marzo 2026 è il giorno della rivincita per Toto Wolff, criticato per la scelta di Kimi, chiamato a sostituire ad appena 18 anni un gigante come Hamilton. Ma il diamante grezzo che Toto stava affinando giorno dopo giorno sta iniziando a luccicare e impreziosirsi sempre di più.
③ Orizzonti – Il nuovo Lewis Hamilton
Il ritorno sul podio di Hamilton è l’altra grande notizia di giornata. È già da un po’ che Lewis non è più imbronciato, la Ferrari che guida deve piacergli davvero molto. E quanto la testa sia importante in questo sport lo dimostra il fatto che Hamilton ha battuto Leclerc per la prima volta dopo un filotto di otto Gran Premi senza riuscirci.
Il ritorno sul podio dopo 477 giorni e 28 Gran Premi, con una macchina finalmente competitiva, ne è la logica conseguenza. Anche se non è stata una passeggiata. Il duello per il podio tra i due ferraristi è stato un momento di grande spettacolo automobilistico.
Comprensibilmente, nei box della Rossa e tra i tifosi ferraristi si è sparsa inquietudine fino al panico, ma per fortuna non è successo nulla di irreparabile. Uno zero con una macchina così sarebbe stato davvero inaccettabile. Al secondo Gran Premio è difficile impartire ordini di scuderia, bisognerà giustamente aspettare altre gare prima di assegnare a uno dei due i galloni di capitano. La Ferrari sta gestendo alla maniera “papaya rules”, magari tra un po’ si parlerà di “cavallino rules”, o “regole cavallino”. Nel frattempo, anche Leclerc, dopo aver parlato di funghetti e Mario Kart, si sta convincendo che questa nuova Formula Uno non è poi da buttare. Anzi, trova che queste macchine in gara siano molto divertenti.
④ Scenari – La nausea di Max Verstappen
Chi invece combatte ostinatamente contro il nuovo regolamento è Max Verstappen. La sua contrarietà è comprensibile, lui già combatte contro una macchina che fa di tutto per creargli problemi. Solo la sua immensa classe gli consente di galleggiare nelle posizioni a ridosso dei primi, almeno fino a quando non succede qualcosa che rovina tutto, come è successo a Shangai, dove è stato costretto al ritiro mentre era sesto e con Bearman nel mirino. Tutto per un problema al sistema di raffreddamento del sistema ERS, con un ritiro ordinato dal muretto per proteggere i componenti.
Max non è più abituato ai ritiri per problemi tecnici. Nelle ultime due stagioni gli era successo solo nel GP di Australia 2024 per un problema ai freni. Poi bisogna tornare indietro fino al 2022, quando la sua Red Bull lo tradì nel primo e terzo Gran Premio stagionale, Bahrein e Australia, cosa che però non gli impedì di vincere il suo secondo titolo mondiale con quattro gare di anticipo.
In tutto ciò Max si è detto nauseato dalla nuova F1. Lui afferma che lo direbbe anche se vincesse e, conoscendolo, c’è da giurare che è sincero. Lui è il leader del partito contrario al nuovo regolamento, le cui fila si stanno però iniziando a sfaldare gara dopo gara, soprattutto in funzione dei risultati ottenuti dai vari piloti, uniti alla volontà di imparare a gestire queste nuove monoposto, visto che ormai il regolamento è questo e la stagione va avanti. Max proverà a consolarsi e a divertirsi con le gare endurance. Infatti, il 16 e 17 maggio Verstappen sarà uno dei quattro piloti del team Mercedes-AMG Team Verstappen Racing, supportato da Red Bull, nella 24 ore del Nürburgring sulla pista Nordscheleife tanto amata da Max. Sarà interessante veder fare a Verstappen ciò che era comune tra i piloti della F1 “romantica”, ovvero suddividere la propria attività tra la Formula Uno e le macchine con le ruote coperte.
⑤ Crepe – Il mondo capovolto delle McLaren
L’apocalisse McLaren è arrivata all’improvviso. Due macchine ritirate senza neanche correre. Il motivo sembra essere stato nella parte elettrica dei motori delle due monoposto. Finora Piastri ha percorso zero Km, non essendo riuscito a partire neanche in Australia. E pensare che le due vetture papaya montano lo stesso motore delle due Mercedes che hanno portato a casa due doppiette. Il caso di una scuderia campione del mondo che porta al traguardo una sola macchina nelle prime due gare stagionali è davvero raro. Bisogna tornare al campionato 2014, nel quale la Red Bull, da scuderia campione del mondo, portò ufficialmente al traguardo il solo Vettel nelle prime due gare, terzo classificato nel secondo Gran Premio, in Malesia.
In realtà, nel primo GP, in Australia, anche Ricciardo era arrivato al traguardo con un secondo posto, ma era stato squalificato per eccessiva pressione del carburante. I 15 punti della Red Bull nei primi due GP stagionali erano e restano ancora il record negativo per una scuderia campione del mondo, ma solo perché la McLaren ha conquistato 8 punti nella Sprint del sabato, portandola a 18 punti totali.
⑥ Panorami – I primi punti per la Williams
La giornata degli “altri” regala la maggiore soddisfazione a Oliver Bearman sulla Haas, quinto e di nuovo a punti, completando la striscia di tre motori Ferrari nei primi cinque posti. Ollie è addirittura quinto in classifica mondiale con 17 punti, dietro i quattro piloti Mercedes e Ferrari.
Una bellissima giornata per l’ex coppia di piloti Prema F2 del 2024, quando Bearman e Antonelli condivisero lo stesso box, con tre vittorie per Oliver e due per Kimi.
Altro pilota soddisfatto è sicuramente Franco Colapinto, decimo e in zona punti per la terza volta in carriera. Franco è stato addirittura in zona podio per cinque giri, quando il muretto Alpine ha deciso di non fermarlo per il cambio gomme all’ingresso della Safety Car. Un incidente con Ocon, poi penalizzato di 10 secondi, ha rischiato di rovinargli la giornata. Per fortuna Colapinto è riuscito a recuperare la decima posizione. È il suo primo punto al volante di una Alpine, sulla quale non aveva conquistato neanche un punto nella stagione passata, unico pilota a zero insieme a Doohan. Nelle altre due occasioni guidava una Williams, era il 2024 ed era subentrato a Logan Sargeant.
E, a proposito di Williams, sono arrivati i primi due punti per la gloriosa scuderia di Grove. Nove scuderie su undici hanno conquistato almeno un punto, restano a zero solo la Cadillac e la Aston Martin, quest’ultima in preda a una inattesa crisi tecnica.
Restano i dubbi sulle quattro macchine non partite, insieme agli innumerevoli ritiri per problemi tecnici legati soprattutto all’elettronica e alla parte elettrica. Ma questo argomento merita un cilindro a parte.
⑦ Prospettive – I rimedi contro la zona grigia
Un altro Gran Premio spettacolare, soprattutto nella prima metà, come già successo in Australia. Alcune riflessioni saranno però necessarie.
Perché alcune auto riescono a partire a razzo e altre sembrano ferme? Questo problema potrebbe inficiare la sicurezza delle partenze dei prossimi Gran Premi?
Come mai alcune macchine sono costrette a ritirarsi prima ancora di partire? Se i tanti ritiri, sei in Australia e sette in Cina, più altri tre nella Sprint, riportano da un lato la Formula Uno all’era romantica in cui le macchine al traguardo era pochissime, dall’altro creano un gap tecnico che potrà spaccare la classifica in più tronconi, rendendo meno combattuta la lotta per il campionato.
Soprattutto bisognerà però capire se è un problema dovuto ai progetti delle singole scuderie o se si tratta di un buco nero regolamentare in cui sono andati a finire alcuni team. Il mese senza gare tra Giappone e Miami, dopo la cancellazione dei Gran Premi di Bahrein e Arabia Saudita, potrà e dovrà essere sfruttato da tutte le scuderie, soprattutto quelle in difficoltà, per capire l’origine dei problemi, e magari aggiornare i progetti e sperimentare nuove soluzioni.
Intanto già sono pronti i primi emendamenti al regolamento, a cominciare dalla misurazione del rapporto di compressione delle power unit. Dal 1° giugno 2026 i motori saranno testati sia a temperatura ambiente sia a 130 °C. Tutto ciò per cercare di mettere una toppa a una zona grigia di cui, secondo indiscrezioni non verificate, avrebbe approfittato la Mercedes per avere un motore più potente.
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