
È come se i Mondiali di calcio cominciassero con Brasile-Spagna o Francia-Argentina [ma tanto quest’anno vince l’Inghilterra]. I temi forti del Sei Nazioni che comincia stasera si concentrano quasi tutti attorno a Francia-Irlanda, l’apertura che può già indirizzare il torneo. Una partita-snodo per debutto. Il calendario anticipato al giovedì per non sovrapporsi alla cerimonia olimpica non cambia la sostanza delle cose, una sconfitta può innescare il saluto alla Coppa. È successo al Galles nel 2025, potrebbe succedere di nuovo stavolta. Il torneo è sempre più denso e concentrato, non concede margini di recupero.
La Francia ci arriva con nomi pesanti fuori [Penaud, Fickou, Flament, Atonio], ma con una sensazione opposta a quella del ridimensionamento. Esiste un’abbondanza di talento. I nomi di Jégou, Jalibert, Depoortère, Attissogbe, Bielle-Biarrey dicono di una squadra che non dipende più da un solo asse generazionale.
Il rientro di Antoine Dupont riapre il dibattito sulla convivenza con Jalibert: sono due registi e hanno due personalità forti. Ma la Francia di Fabien Galthié sembra aver scelto di accumulare soluzioni, e non di semplificare.
L’Irlanda invece è costretta a reinventarsi. Ha più infortuni del Napoli e un assetto instabile. È una prova doppia: deve tenere competitivo il presente e deve aprirsi al futuro. Ha spesso pagato l’ossessione per il Sei Nazioni sacrificando la crescita e lo sviluppo dei giovani. Questa edizione diventa un banco di prova strategico su esperienza e programmi. L’esempio più simbolico sono i fratelli Prendergast, Sam e Cian, titolari insieme per la prima volta. Senza tutti gli infortuni, non sarebbero stasera a Parigi.
Jacob Stockdale torna nel Sei Nazioni dopo cinque anni. Jalibert gioca il torneo della consacrazione, Dupont rientra con aspettative immediate. Il Guardian dice allora che si tratta di “una vigilia in cui molte carriere incrociano il proprio punto di svolta”.
La Francia riabbraccia il suo prodigio, tornato per riprendere da dove aveva lasciato la sua carriera internazionale, interrotta da un infortunio quasi un anno fa proprio nel torneo. Due mesi dopo il suo ritorno in campo, il mediano di mischia è già in ottima forma. Le sue partite con il Tolosa hanno dimostrato che è tornato al meglio, regista, passatore, marcatore di mete, tutto in un corpo solo, e si percepisce bene la sua eccitazione per questo Sei Nazioni, una tappa cruciale sulla strada verso la Coppa del Mondo 2027. Dupont ha 29 anni ed è quello il suo obiettivo finale. È l’unico titolo importante che manca al suo palmarès.
Dal 2000 e dal passaggio dal Cinque al Sei Nazioni, la Francia ha il maggior numero di titoli [7], inclusi 4 Grandi Slam. Anche l’Inghilterra ha vinto la competizione sette volte, ma ha raggiunto il Grande Slam solo due volte.
Eurosport France ha dedicato un bel pezzo a Dupont raccontando come sia diventato famoso senza cambiare postura, e perché questo lo rende così trasversalmente amato. “Anche la Torre Eiffel tifa per lui” è la frase chiave. Serve a dire che Dupont è arrivato a un livello di notorietà tale che il suo nome funziona anche fuori dal rugby. Lo citi e tutti capiscono.
ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Dopo il Mondiale 2023, Dupont ha fatto un salto simbolico.Era fortissimo ma quasi invisibile fuori dal campo. Dopo, è diventato una figura pubblica. Non perché abbia cercato lo show, ma perché si è trovato dentro situazioni nuove: interviste, sfilate di moda, eventi, le Olimpiadi giocate con la nazionale a sette. Ha scoperto che uscire dal suo orticello non lo ha snaturato, anzi, lo ha rafforzato. Lui stesso racconta di non avvertire una contraddizione tra il ritorno al paese dove è cresciuto e una passerella sul tappeto rosso a Cannes. Fa entrambe le cose senza che nessuna costruisca in esclusiva il personaggio. Questa normalità è ciò che lo rende poco divisivo, soprattutto al confronto di altri grandi campioni molto più esposti mediaticamente, come Kylian Mbappé.
Dopo il 2023, Dupont ha iniziato a parlare di più. Prima evitava qualsiasi polemica. L’eliminazione col Sudafrica lo ha spinto a commentare l’arbitraggio. In modo misurato ma netto. Non ha più smesso. Ha iniziato a prendere posizione anche su temi più seri, come la salute dei giocatori o il salary cap. È cresciuto. Ha accettato il ruolo che ha. Oggi è una star. Vive in ambienti che il ragazzo timido di qualche anno fa non frequentava nemmeno. Ma quando conta davvero, il centro resta il rugby. Si allena come mai prima d’ora, è rientrato da un infortunio pesante, continua a farsi definire prima dal campo e dopo dall’immagine. Eurosport dice che è diventato enorme senza smettere di essere riconoscibile.
Ora la Francia s’aspetta che gli esploda di fianco Matthieu Jalibert, il mediano d’apertura dell’UBB che non si è mai veramente affermato con la nazionale. “Spesso è sembrato esitante – spiega L’Equipe nella sua guida ai temi del torneo, arrivando fino a pagina 9 del numero di oggi – come intrappolato da una strategia restrittiva, inibito da una mancanza di fiducia. Ma il Jalibert di oggi, ancora 27enne, il Jalibert che brilla ogni fine settimana con il suo club, sembra essere maturato tanto nel gioco quanto nell’atteggiamento”. Nel titolo il giornale dice che è “nella forma della sua vita”. Molti pronosticano un grande Sei Nazioni per lui. Soprattutto perché il suo diretto avversario nel ruolo, Romain Ntamack, è ancora alle prese con un infortunio ai reni e salterà almeno le prime due partite. Tuttavia il duello chiave della partita sembra quello fra il terza linea Anthony Jelonch e la stella irlandese Caelan Doris.
🍿 ORE 21 su Sky Sport

🗞️ Times: “Farrell sa che l’Irlanda è in declino: la Francia ne sarà entusiasta”. Alex Lowe ha scritto: “L’Irlanda ha bisogno di nuovo slancio e atteggiamento, ma è improbabile che inizi a Parigi, con la squadra indebolita in diversi ruoli per l’incontro inaugurale del Sei Nazioni”.
🗞️ Times: “Il ritorno di Stockdale. Cinque anni nel buio, ma ora sta meglio” – Dopo anni di infortuni, la stella nascente del torneo 2018 torna a giocare ala per l’Irlanda a Parigi, insistendo sul fatto che il suo gioco a tutto tondo è notevolmente migliorato.
LA NEWSLETTER DI OGGI