Bologna
31 giorni a Milano
Il fuoco di Pasolini e Dalla
Oggi la fiaccola di Olimpia va a dormire a Bologna – e qui non lo dobbiamo neppure dire che cos’è Bologna.
La luna, le mani, la pelle. È la triade intorno a cui Lucio Dalla ha costruito il suo immaginario. Il fuoco non è centrale quanto il mare o la notte, ma appare in momenti chiave come un simbolo di memoria, passione o tensione sociale. In Passato, presente [dall’album Storie di casa mia, 1971], Dalla dice che “Il passato è un fuoco che brucia i pensieri”. È la forza distruttrice ma anche purificatrice del tempo, consuma i ricordi e le riflessioni dell’uomo. Esiste una canzone meno nota ma esplicita nel titolo, La ballata del fuoco [1986] scritta con Andrea Guerra per un documentario, e poi durante la collaborazione con Roberto Roversi, il fuoco assunse una connotazione più dura e civile. In Tu parlavi una lingua meravigliosa, il testo parla di un fuoco violento dei prati, una vitalità quasi brutale della natura. Alcuni critici leggono delle canzoni di quel periodo [Automobili] dei riferimenti al mondo che bruciava, la metafora delle tensioni sociali e dell’Italia sventrata degli anni di piombo. Ma pure in Caruso, sebbene Dalla non usi la parola fuoco in modo esplicito, quella “catena che scioglie il sangue nelle vene” è il calore della passione e del sentimento, davanti al mare di Sorrento.
In Pier Paolo Pasolini, il tema del fuoco oscilla tra la sacralità arcaica e la denuncia della distruzione culturale. L’immagine più celebre è quella delle lucciole, utilizzata nel famoso saggio del 1975 Il vuoto del potere in Italia, e poi in Medea il fuoco è stato l’elemento della magia da contrapporre alla razionalità moderna di Giasone. Il sole-fuoco è il padre divino, fonte di un potere ancestrale e violento. Le ceneri di Gramsci suggerivano invece cosa resta dopo un incendio, un’eredità che deve essere raccolta ma che testimonia una fine.
E nel romanzo postumo Petrolio, il riferimento al fuoco si sposta verso l’energia industriale e i lampi del potere economico – l’Eni e il caso Mattei. Il fuoco perde qui del tutto la sua aura sacra. Si fa strumento di potere oscuro e distruzione.