La fiaccola olimpica a Udine, il fuoco di Carlo Sgorlon

 

Udine

13 giorni a Milano

Il fuoco di Carlo Sgorlon

Dopo aver dormito a Trieste, oggi la fiaccola olimpica arriva a Udine, la città di Carlo Sgorlon – che il fuoco l’ha messo nel titolo di un romanzo scritto nel 1975 ma uscito postumo nel 2022. Nel segno del fuoco è un omaggio a Pier Paolo Pasolini. Oreste, il protagonista, è un suo alter ego e il fuoco sta nella passione divorante, la smania di vivere e la creatività bruciante che ha caratterizzato la vita del poeta. Sgorlon utilizza il fuoco per descrivere il tormento interiore, il senso di colpa e il legame viscerale con le radici e la madre. 

Nella poetica di Sgorlon, dai critici definita spesso realismo magico o mitico, il fuoco assume un senso legato alla civiltà contadina. Ne Il trono di legno [1973] il fuoco è il centro della casa e della narrazione, simbolo di una tradizione che resiste all’avanzare della modernità. Rappresenta la memoria che scalda e illumina il passato. Ne L’armata dei fiumi perduti [Premio Strega 1985] cambia segno e diventa il fuoco dei bombardamenti e dei villaggi bruciati durante l’occupazione in Friuli [1943-1945], perdendo la sua funzione domestica per diventare simbolo di una tragedia collettiva e del destino ineluttabile di quei popoli travolti dalla storia. 


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