La casa invenduta di Freddie Mercury

 

La casa invenduta di Freddie Mercury

Garden Lodge è lì da sempre. Otto camere da letto, muri alti, un giardino chiuso come un cortile privato nel cuore di Kensington. È la casa dove Freddie Mercury ha vissuto gli ultimi anni e dove è morto nel 1991. È anche una casa che due anni dopo essere stata messa sul mercato a 30 milioni di sterline non ha ancora trovato un compratore. Resta sospesa. Come la disputa che la circonda.

Nel racconto di Marianka Swain per The Telegraph, l’invenduto immobiliare è solo la superficie di una frattura molto più profonda: quella tra Mary Austin, storica compagna ed erede di Mercury, e Kashmira Bulsara, la sua sorella minore. Due figure che rivendicano, in modi diversi, la custodia della sua memoria. Austin, oggi 74enne, ha ereditato Garden Lodge direttamente da Mercury, insieme alla parte più consistente del suo patrimonio. È stata lei a decidere nel 2024 di mettere la casa in vendita. Una scelta che secondo fonti vicine alla famiglia, ha riaperto ferite mai rimarginate.

Per Mary quella casa non è solo un bene immobiliare, ma un deposito di ricordi: di Freddie come persona, delle sue passioni, della loro vita condivisa. Il legame tra loro andava ben oltre l’attrazione sessuale ed era diventato una forma di famiglia.

Non era la prima volta che Austin prendeva una decisione del genere. Nel 2023 aveva affidato a Sotheby’s il contenuto di Garden Lodge: circa 35.000 oggetti battuti in 1.400 lotti. C’erano il pianoforte Yamaha su cui era nata Bohemian Rhapsody, manoscritti, costumi di scena, opere d’arte, la giacca di pelle di We Will Rock You, la veste di velluto e la corona indossate nell’ultimo concerto dei Queen. Perfino il libro degli ospiti delle cene che Mercury organizzava per amici celebri.

Mettere in vendita quegli oggetti è stato, per lei, uno strappo emotivo. Ma arriva un momento in cui trattenere i ricordi diventa impossibile, e lasciarli andare sembra l’unica strada.

L’asta ha fruttato circa 40 milioni di sterline. Parte del ricavato è stato devoluto al Mercury Phoenix Trust, la fondazione contro l’Aids creata in memoria del cantante, di cui Austin è trustee.

Kashmira Bulsara, 73 anni, ha vissuto tutta l’operazione come una profanazione. Secondo indiscrezioni, lo scorso anno avrebbe speso circa 3 milioni di sterline per riacquistare in incognito alcuni dei cimeli messi all’asta, tramite offerte anonime presentate dal figlio Jamal Zook. Non voleva che Austin sapesse. Voleva che gli oggetti restassero in famiglia.

Vedere i beni del fratello diventare accessibili a chiunque è stato per lei fonte di rabbia e dolore dice il Telegraph.

Il conflitto affonda le radici molto più indietro nel tempo. Quando Mercury morì, lasciò a Mary Austin Garden Lodge e il 50% del suo patrimonio, comprese le royalties future. Il restante fu diviso tra i genitori e Kashmira. Una decisione che secondo la biografa Lesley-Ann Jones ha innescato un risentimento mai risolto, la scoperta che la maggior parte dell’eredità andava non alla famiglia di sangue, ma alla donna che Mercury considerava l’amore della sua vita.

A rendere tutto ancora più delicato c’è un altro segreto. Dopo il funerale zoroastriano del cantante, Austin prese l’urna con le sue ceneri e le seppellì in un luogo che non ha mai rivelato. Disse di aver rispettato una volontà precisa di Mercury. Neppure la famiglia seppe dove. Negli anni successivi, con la morte dei genitori di Mercury, le loro quote di eredità sarebbero passate ad Austin, portando la sua parte al 75%. Nel 2024, la vendita del catalogo dei Queen a Sony avrebbe così garantito ad Austin un’ulteriore entrata stimata in oltre 180 milioni di sterline. Il film Bohemian Rhapsody del 2018 ha fissato definitivamente l’immagine pubblica di questo equilibrio: Mary Austin al centro del racconto, interpretata da Lucy Boynton; la famiglia relegata ai margini. Una scelta narrativa che molti hanno letto come fedele alla realtà, ma che per Kashmira ha probabilmente avuto il sapore di un’ulteriore esclusione e un ulteriore risentimento

Nel 2025 la contesa si è complicata. Una donna identificata come B. ha dichiarato di essere la figlia segreta di Mercury, concepita nel 1976, e di possedere 17 diari manoscritti lasciati dal cantante. La rivelazione, contenuta in una biografia di Jones, ha aggiunto un nuovo fronte. Austin ha respinto tutto come inverosimile. Nessun figlio, nessun diario. Freddie, ha detto, non avrebbe mai potuto nascondermi una cosa del genere. Di quei quaderni non è emerso nulla. E Garden Lodge è ancora lì. Invenduta. Chiusa. Al centro di una guerra silenziosa tra la sorella e la donna che Mercury chiamava “la mia unica amica”. Una tregua, per ora, non sembra all’orizzonte.

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