Come cambia l’America’s Cup a Napoli: lo spiega Ben Ainslie

La strambata della Coppa di vela

E a proposito ancora di acqua e di Napoli. Gaia Piccardi sul Corriere della Sera racconta la decisione della America’s Cup di vela di cambiare pelle. Un accordo storico tra il defender, Team New Zealand, e quattro sfidanti – Luna Rossa, Athena Racing, Alinghi e K-Challenge – mette fine al potere quasi monarchico del detentore del trofeo, quello che per oltre un secolo ha potuto decidere tempi, regole e barche, tenendo la vecchia brocca il più a lungo possibile.

Nasce l’America’s Cup Partnership, un’alleanza tra team che dal 2027 a Napoli governerà il futuro della competizione: con un calendario fisso, la Coppa ogni due anni, ua struttura indipendente, la condivisione dei ricavi e il controllo dei costi. L’obiettivo è rendere la Coppa più stabile, sostenibile e attrattiva per sponsor, tv e nuovi sfidanti, senza rinunciare a segnali identitari come la Women’s e la Young America’s Cup e la presenza femminile a bordo degli AC75.

Piccardi però non nasconde i dubbi: due anni sono pochi per innovare davvero le barche, il rischio è che la Coppa perda quella distanza mitologica che l’ha resa unica. È una svolta democratica necessaria o un azzardo che può snaturarla, come è successo all’altra grande vecchia del panorama sportivo, la Coppa Davis. In realtà, da mo’ che l’America’s Cup non è più quella – che so – del 1982. Piccardi chiude dicendo che forse è un azzardo da correre per non farla morire. Tempo, vento e onde ci diranno.

Sul Telegraph c’è un intervento di sir Ben Ainslie addirittura, di suo pugno. Dice che gli ultimi 12 mesi sono stati un ottovolante. Ci sono stati momenti, dopo la nostra tanto pubblicizzata rottura con Ineos all’inizio di quest’anno, in cui ho dubitato della nostra capacità di continuare come team. Ci sono stati momenti in cui eravamo al limite della possibilità di concordare un percorso per l’America’s Cup. Sono stati senza dubbio i 12 mesi più stressanti della mia carriera professionale e nessuno di questi stress è stato causato dall’acqua. Quindi sono incredibilmente orgoglioso di annunciare oggi una nuova partnership con Oakley Capital, che ha accettato di acquisire una quota di maggioranza di Athena Racing. Ecco. 

Racconta che ci sono voluti quattro mesi perché gli avvocati e i team associati definissero i dettagli più precisi dell’operazione e li mettessero per iscritto in forma contrattuale. È stato davvero un lavoro enorme. Non riesco a immaginare quante cause legali abbiamo dovuto affrontare io stesso, Grant Dalton e i nostri consulenti, ma credo che ne varrà la pena. Sebbene ad alcuni possa sembrare un tradimento dell’ethos originale della Coppa – che ha sempre visto uno yacht club sfidarne un altro in una serie di regate di match race in una classe concordata – la realtà è che la Coppa ne aveva bisogno da tempo. È semplicemente troppo difficile, troppo costoso e francamente troppo precario per i finanziatori, quando c’è così tanta incertezza da un evento all’altro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.