Il Mondiale di F1 riaperto da un coso che si chiama plank

 

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Le analisi

Il Mondiale riaperto da un coso che si chiama plank

Che cosa c’è dietro [o sotto] la squalifica delle McLaren

 

DI ROBERTO LIBERALE

  ① MEDUSE   Chi non salta è un porpoising

La McLaren aveva fatto un pezzetto alla volta tutto ciò che in tanti non credevano riuscisse a fare. Aveva discretamente designato Norris come futuro campione del mondo, aveva praticamente tagliato fuori Verstappen dalla corsa verso il mondiale dopo il GP del Brasile, aveva preparato delle strategie sufficientemente conservative per consentire a Lando di vincere il mondiale già da domenica prossima. E il risultato in pista aveva confermato tutto, con Norris che, grazie al secondo posto a Las Vegas, aveva accumulato 42 punti di vantaggio su Max, un distacco francamente incolmabile. 

Invece alle ore 1:42 di Las Vegas è arrivata la doccia ghiacciata che nessuno si aspettava. Il famigerato fondo piatto delle macchine papaya era troppo basso. Il consumo eccessivo del cosiddetto plank, che è un tavolato fatto di materiale composito posizionato sotto il fondo della auto, ha rivelato che le due McLaren erano più vicine all’asfalto rispetto a quanto previsto dai regolamenti. 

Le ragioni per cui il fondo non può essere troppo attaccato a terra sono molteplici, le più importanti sono di tipo sportivo, una macchina più bassa produce più carico aerodinamico e più prestazione, ma anche di sicurezza, in quanto c’è più rischio di toccare l’asfalto, e con questo innescare il famoso porpoising (che è un’oscillazione verticale), che fa perdere aderenza se la vettura tocca il suolo, rendendola meno controllabile. 

Tutto ciò avviene proprio pochi giorni dopo essere venuti a conoscenza che la Federazione Internazionale aveva aperto un’indagine su un presunto trucco utilizzato da vari team per aggirare i limiti sull’usura del fondo. Ciò attraverso piastre di titanio espandibili termicamente. Riscaldando il titanio, le piastre, dette anche skid metallici, si abbassano rispetto al plank di composito, diventando l’unico punto di contatto con l’asfalto. In questo modo la tavola di composito rimane più alta, non si consuma e la vettura può correre con un’altezza da terra molto più bassa, garantendo più carico aerodinamico. Le troppe scintille visibili in pista hanno fatto sospettare che non fosse la tavola di composito a toccare terra, ma gli skid metallici. Poi, rientrando ai box a velocità ridotta, il titanio si raffredda e torna alla forma originale, risultando così conforme alle verifiche. 

Per tutte le ragioni sportive e di sicurezza, questa della distanza del fondo piatto è stata ideata come regola non negoziabile e soprattutto inappellabile. Altre scuderie hanno già subito lo stesso tipo di sanzione in questa stagione. La prima è stata la Ferrari, con la macchina di Hamilton messa fuori classifica alla fine del GP di Cina. L’altra è stata la Kick Sauber, con Hulkenberg squalificato dopo il GP del Bahrein. 

Non è dato sapere come sia stato possibile un errore del genere da parte di un team che ha già vinto il campionato costruttori e che si avviava a vincere comodamente anche quello piloti. Stella si è scusato e ha spiegato molto serenamente che il problema è stato innescato dal porpoising, quando in realtà quest’ultimo dovrebbe essere l’effetto e non la causa. Fatto sta che dai box si erano accorti che l’usura stava diventando eccessiva, e il rallentamento di Norris negli ultimi giri era proprio dovuto al tentativo disperato di porre rimedio ad un consumo fuori controllo. 

L’idea maliziosa è che dalle parti di Woking, nella frenesia di scacciare il fantasma di Verstappen, abbiano finito per ritrovarselo addosso. La McLaren dovrà trovare le risorse prima di tutto psicologiche per contrastare il predatore principe della Formula Uno di questi ultimi anni, il pilota che non sente la pressione, anzi, che quasi quasi la predilige.

 

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  ARTEFICI  Parliamo di Max

Verstappen è arrivato alla sesta vittoria stagionale e alla 69esima di sempre. Sarebbe rimasta una vittoria prestigiosa, utile a riempire una bacheca già piena di trofei e ad arricchire le statistiche del miglior pilota dell’ultima generazione. Invece il documento n. 57 degli steward della FIA ha trasformato il trionfo di Max a Las Vegas in una chiamata all’ultimo assalto al titolo mondiale. 

C’è però da specificare che 24 punti sono un distacco minimo solo in apparenza, l’aritmetica garantisce ancora a Norris il mondiale semplicemente arrivando secondo nei due Gran Premi rimanenti, anche rimanendo a secco nella sprint di sabato prossimo in Qatar. Il bottino di Verstappen, vincendo le tre gare rimanenti, può arrivare al massimo a 424 punti. I due eventuali secondi posti di Lando nei GP rimanenti valgono 36 punti, per un totale ipotetico di 426. Il destino non è nelle mani di Verstappen. Però le corse sono diaboliche e soprattutto Max sa come tenere la testa fredda in questi momenti, e Lewis Hamilton ne sa qualcosa. 

Verstappen sta facendo tutto da solo, ma non si può negare che la mancanza di un buon compagno di squadra potrebbe avere un discreto peso negativo negli ultimi due weekend. Chissà che Helmut Marko non provi a coinvolgere i piloti della sorellina minore Racing Bulls in un estremo tentativo di aiutare Max. Loro due, rispetto a Tsunoda, vanno molto veloci, e potrebbero provare a fare quello che riuscì a Perez nel GP di Abu Dhabi del 2021, cioè frenare la corsa degli avversari di Verstappen. 

 

   ASCESE  La zampata di Antonelli

L’altro uomo del giorno è stato italiano. Kimi Antonelli è salito per la terza volta sul podio, grazie a una strategia perfetta studiata dal suo muretto e soprattutto grazie alla capacità di mantenere un passo alto e costante per tutta la gara. La gestione delle gomme dure è stata da pilota esperto, nonostante i suoi 19 anni. Partiva 17° e si è pure beccato 5 secondi di penalità per avvio irregolare. La Mercedes si è presa la vittoria di tappa con 33 punti, grazie al secondo posto di Russell, nono podio stagionale e 24° in carriera. La scuderia di Toto Wolff è sempre più salda al secondo posto in classifica costruttori, con 40 punti di vantaggio sulla Max Bull, pardon la Red Bull, e 53 sulla Ferrari.

 

  CADUTE Il malinconico tramonto di Hamilton

La Ferrari, come è spesso accaduto in questa stagione, a fine gara ha fatto il conto delle occasioni perse. Tutto è iniziato con una delle peggiori qualifiche di Hamilton nella sua carriera, è finita con Leclerc che ha mancato il podio per 190 millesimi di secondo. 

Charles è stato a lungo nella finestra dei 5 secondi di distacco da Antonelli, cosa che gli avrebbe consentito di sopravanzarlo nella classifica finale. Poi, improvvisamente, lo svantaggio si è dilatato e forse Leclerc inizialmente non gli ha dato neanche troppo peso, si trattava di un sesto posto che poteva diventare al massimo un quinto. La squalifica delle due McLaren ha invece trasformato quei due decimi di secondo nella frustrazione di un podio mancato. 

La situazione di Hamilton sta invece diventando sempre più imbarazzante. L’ottavo posto a 8 secondi da Hulkenberg non è un risultato degno di un sette volte campione del mondo, anche se era partito 19°. Perché il suo sostituto in Mercedes, Antonelli, partendo due caselle più avanti è finito addirittura sul podio. La situazione psicologica di Sir Lewis sta diventando anche peggiore di quella tecnica. Nelle interviste appare stanco, cupo, pessimista. Non è ciò che si aspettavano a Maranello al momento del suo ingaggio. Sul fatto che sia la sua peggiore stagione non c’è dubbio. Nel 2024 finì il mondiale in settima posizione, in questa stagione dovrebbe farcela a rintuzzare l’attacco di Antonelli e rimanere sesto. Ma è il totale dei punti a rendere quest’annata molto negativa. Hamilton ne ha 152, contro il suo minimo storico di 189 nel 2013 (ma allora era in 19 Gran Premi, oggi siamo già a 22). Senza parlare della mancanza di podi, cosa mai avvenuta prima nella carriera di Lewis. Hamilton resterà certamente in F1 e in Ferrari. Speriamo solo di non assistere a un malinconico viale del tramonto per un pilota che fino al 2021 era considerato il GOAT della Formula Uno.

 

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     PANORAMI   Le qualifiche ribaltate

Ciò che si era visto il sabato in qualifica è stato totalmente ribaltato nella gara della domenica. Antonelli fuori in Q1 e terzo alla fine. Gasly per la seconda volta consecutiva in Q3, gran risultato viste le prestazioni della sua Alpine, e 13° alla fine. Alonso, settimo in qualifica, ha chiuso 11° e fuori dalla zona punti. Se l’è cavata meglio Sainz, terzo in qualifica e quinto a fine gara, ma sempre grazie alla squalifica delle McLaren. Seppure è vero che le qualifiche sono state sul bagnato, su certi circuiti, per fortuna, le gare riescono a proporre qualcosa di diverso da quanto visto in prova. Gare che partono e arrivano con la stessa classifica delle qualifiche se ne vedono sempre meno. E di questo Liberty Media sarà contenta.

 

  TRACCE  I progressi di Hadjar e Bearman

Hadjar conferma di essere, insieme al già citato Antonelli, il rookie più in forma. Ottavo posto in griglia e sesto posto finale. A Las Vegas anche Bearman si è unito alla festa dei più giovani, arrivando in zona punti per la quinta volta consecutiva. È il miglior risultato di un pilota che non guida una macchina dei quattro top team. 

Per i team di seconda fascia la squalifica delle McLaren ha aperto tante opportunità di classifica. Sono rientrate in zona punti Williams, Racing Bulls, Kick Sauber e Haas. Ora la Williams, soprattutto grazie a Sainz, è sempre più stabile nella prima metà della classifica costruttori. Il duello tra Haas e Aston Martin prosegue, con il contro sorpasso della scuderia americana sul team di Lawrence Stroll per il settimo posto. In fondo alla classifica, ormai quasi irrimediabilmente ultima, la Alpine. Nelle ultime nove gare è andata a punti solo in Brasile con un nono posto. Una stagione da dimenticare.

 

  ORIZZONTI  Il fascino della volata

Gli ultimi due Gran Premi potrebbero far rivivere il finale di stagione 2021. Quel campionato si infiammò grazie al lunghissimo duello tra Verstappen e Hamilton, che si alternarono per tutto l’anno in testa alla classifica. Quella stagione fu l’ultima con il vecchio regolamento, ma la Mercedes, che aveva dominato tutto il ciclo con quelle regole, non riuscì a completare l’opera a causa di un sorpasso all’ultimo giro dell’ultimo GP. 

Il nuovo ciclo, iniziato nel 2022 e che terminerà tra due settimane, ha visto all’inizio il dominio Red Bull, o forse meglio, di Verstappen. La McLaren è ora a un passo dal raggiungere un titolo mondiale piloti che fino ad un paio di anni fa era impronosticabile. E, nonostante il dominio della scuderia di Andrea Stella, ancora una volta l’ultima stagione del ciclo tecnico si concluderà in volata. 

Sembra quasi che una regia occulta stia facendo di tutto per rendere più spettacolare ed attraente la Formula Uno. Bisognerà sperare, sportivamente parlando, che il nuovo regolamento del 2026 non abbia troppe zone grigie in cui i progettisti riescano ad inserirsi per preparare macchine dominanti. Perché ciò che rende uno sport spettacolare è proprio l’incertezza del risultato. E la Formula Uno per troppo tempo si è distinta per la sua routine fatta di cicli e domini da parte di un team e un pilota. Chissà se in un lontano futuro le monoposto saranno così simili e vicine nelle prestazioni da premiare davvero il pilota più bravo. In fondo, quello di Formula Uno si chiama proprio campionato piloti.

 

     

CHE COSA SI DICE IN GIRO

 

▥  CATTIVI PENSIERI   Daniele Sparisci, Corriere della sera: Possibile che gli ingegneri del team britannico, i primi della classe, abbiano completamente sbagliato assetti e simulazioni per cercare prestazione su un circuito cittadino velocissimo (media di 229,201 km/h: più si marcia bassi e più si va forte) e pieno di sconnessioni? … Una doppia esclusione instilla dubbi all’interno della McLaren e timori sui metodi di lavoro, nonostante i numeri restino a favore di Lando (deve uscire da Losail con altri due punti guadagnati su Verstappen e Piastri ormai scoppiato a livello di tenuta mentale, per prendersi il titolo). La Ferrari, dopo il flop di Shanghai, ha dovuto alzare la macchina e non è mai più stata competitiva.

▥  PEGGIO DEL FUORIGIOCO   Umberto Zapelloni, Il Giornale: Norris sono stati cancellati i 18 punti del secondo posto perché (con un minimo consentito di 9 mm) il lato anteriore destro del suo pattino è stato misurato in 8,88 mm e il lato posteriore destro di 8,93 mm, vale a dire un’irregolarità di 0,12 e di 0,07 mm. Provateci voi a misurarlo senza il micrometro Mitutoyo con una precisione di 0,001 mm acquistato a maggio, come specifica la comunicazione Fia.

▥  LA FERRARI, CHE TORMENTO   Giorgio Terruzzi, Corriere della sera: La Ferrari è quarta tra i costruttori, mostra i tratti di un dissesto che mortifica il passato, amareggia il presente, preoccupa il futuro. Viene difficile considerare ancora cieca la fiducia di Leclerc e pare quasi impossibile rilanciare il «matrimonio del secolo» con Hamilton, in stereofonica insofferenza.

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