
Le IA fanno quello che noi gli consentiamo di fare, niente di più e niente di meno. Tutto quello che accetteremo che facciano sarà una nostra scelta
Ernesto Assante
I Mondiali con la tecnologia
Dei quattro giudici impiegati per valutare l’incontro di boxe tra Oleksandr Usyk e Tyson Fury nello scorso dicembre, a uno mancava una caratteristica condivisa dagli altri tre, la carne, un corpo, probabilmente un’anima. La tecnologia dell’intelligenza artificiale è stata utilizzata per la prima volta a bordo di un ring, sebbene senza potere, senza poter dire a tutti gli effetti la sua. Un esperimento. È venuto fuori che il giudice dell’IA era d’accordo con i colleghi umani che avevano assegnato la vittoria a Usyk, ma riteneva che quest’ultimo avesse vinto più round e con un margine più ampio. Sebbene la scheda punteggi dell’IA non facesse parte dei risultati ufficiali, il suo utilizzo è stato l’ultima finestra sul futuro, sulla visione di come la tecnologia avanzata possa essere messa a disposizione di sport come il pattinaggio artistico e i tuffi, dove la soggettività dei giudici gioca un ruolo importante. Decisivo.
L’intelligenza artificiale è in grado di svolgere un buon lavoro nel valutare la difficoltà di una prestazione. Così dice Willem Standaert, professore associato presso l’HEC di Liegi in Belgio, dove si occupa di digitalizzazione sportiva. Un altro tentativo è stato fatto nell’halfpipe per gli snowboarder agli X Games in Colorado, dove le camere hanno catturato i movimenti di ogni atleta e le informazioni sono state usate per assegnare un punteggio alla routine, come ha raccontato il New York Times.
La ginnastica internazionale è più avanti di tutti gli altri sport. Sta vivendo la sua piccola grande rivoluzione digitale grazie alla collaborazione tra la Fédération Internationale de Gymnastique e Fujitsu [con cui Slalom non intrattiene alcun rapporto commerciale – casomai parliamone].
L’obiettivo è lo sviluppo di un sistema di supporto alla valutazione delle gare che sfrutta sensori 3D e intelligenza artificiale, con la promessa di rendere i punteggi più precisi e trasparenti. Morinari Watanabe, presidente della FIG, ha sottolineato in passato come la difficoltà di giudicare le competizioni nasca dall’estrema velocità dei movimenti e dalla complessità delle tecniche: gli arbitri devono segnare manualmente le performance in tempo reale, con il rischio di errori che allungano le gare e frustrano atleti e pubblico.
Il progetto nasce da un’idea venuta a Watanabe osservando un sistema di analisi del movimento del golf sviluppato da Fujitsu: «Quando ho visto per la prima volta quello strumento, ho sentito che poteva essere usato per la valutazione nelle competizioni di ginnastica». Da allora l’idea è tradurre la precisione digitale nello sport. La soluzione Fujitsu prevede sensori laser 3D capaci di rilevare circa 2 milioni di punti al secondo, combinati con un software di riconoscimento scheletrico sviluppato per la riabilitazione medica. L’IA confronta poi i dati con un dizionario delle abilità, calcolando con accuratezza punteggi, elementi eseguiti e grado di difficoltà.
Il sistema non richiede marcatori sul corpo degli atleti e promette di visualizzare in tempo reale tutte le informazioni sul monitor appena la performance si conclude. «Se questo sistema sarà perfezionato, i punteggi inaccurati diventeranno una cosa del passato, e un sogno di lunga data del mondo dello sport diventerà realtà». [La lettrice e il lettore possono indovinare se il riferimento di Watanabe sia Matrix, Blade Runner o forse Metropolis].
Il percorso non è semplice. Watanabe mantiene una fiducia incrollabile nella tecnologia Fujitsu: «Molti ostacoli appariranno lungo la strada, a volte è meglio aggirarli anziché cercare di scavalcarli. Se falliamo, sarà responsabilità mia, ma se avremo successo sarà merito del team Fujitsu. Voglio che tutti procedano audacemente, senza paura di fallire».
Dai Giochi di Parigi dell’estate scorsa, Riccardo Luna su Repubblica scrisse: “Il debutto è stato ai mondiali di Anversa del 2023 dove la tecnologia ha funzionato ma ci si è anche resi conto di alcuni limiti intrinseci: un conto è sapere chi ha vinto uno sprint per un centesimo, o se la palla ha superato la riga di un centimetro; un altro è pretendere di giudicare uno sport che è fatto di bellezza, di fascino, di magia come la ginnastica artistica”.
Domani cin risiamo, una nuova edizione dei Mondiali di ginnastica comincia a Giacarta e l’adozione della tecnologia IA sarà più ampia, “differenziando i campionati da tutti i precedenti” – dice la federazione. “Permetterà al pubblico e agli spettatori di comprendere facilmente le motivazioni dei risultati della competizione” è l’annuncio della vigilia.
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