Attenti a chi baciate: la kiss cam negli stadi dopo i Coldplay

 

Lo fareste? Se il vostro volto e quello della persona accanto comparissero sul maxischermo di uno stadio che urla «Bacio, bacio» come ai matrimoni: lo fareste? Certo che lo fareste. Perché, come ricorda Bruno Garay su L’Équipe Magazine, da quando la prima camera ha inquadrato una coppia al Dodger Stadium di Los Angeles nel 1982, la kiss cam non è stata nient’altro che una bolla di piacere e dolcezza condivisa.

Lo show è diventato un rito collettivo. Il baseball ha cominciato, ma è la NBA ad aver trasformato quello sbaciucchiamento in un simbolo della cultura pop americana. Gli altri sport sono venuti nella scia. Anche l’Europa l’ha adottata. La sola differenza è che in Italia si chiama kiss cam e in Francia la cam bisou. Durante gli Europei di calcio del 2016 era dovunque. Una sera era pure in un ristorante di Bordeaux. Lasciamo stare. 

«Consideriamo che sia parte del contratto offrire un momento amichevole ai nostri sostenitori», dice Victor Pelissier, responsabile marketing dello Stade Français. Nel mondo delle kiss cam tutto sembrava andare per il meglio, finché una non è deragliata in modo fragoroso. Luglio, Gillette Stadium di Boston. È l’impianto che ha preso il posto del vecchio Foxboro, dove nel 1994 Baggio segnò alla Nigeria salvando la fama di Sacchi e dove un’infermiera mandata dalla FIFA andò a prendere per mano Diego, accompagnandolo per sempre fuori dal calcio. 

Ecco. Proprio lì dentro i Coldplay hanno combinato quel che hanno combinato con Kristin Cabot e Andy Byron, 120 milioni di visualizzazioni della gaffe, dibattiti sulla privacy, racconti globali sulle carriere bruciate [in effetti le conseguenze private devono essere state molto più devastanti].

Da lì in poi, la cam bisou ha assunto sfumature meno innocenti. Liam Gallagher, dal palco di Manchester, ha rincarato la dose: «Non abbiamo camere del cavolo come i Coldplay. Non ci interessa sapere con chi andate a letto». Forse avremmo dovuto prendere in considerazione l’idea di regolamentare un po’ di più queste telecamere: sono più telecamere spia che telecamere per baciare osserva Garay, dopo che nuovi episodi – come quello dello spettatore prepotente con quel bambino agli US Open – hanno reso meno spensierata l’atmosfera.

Eppure, nei palazzetti francesi la macchina dei baci continua a funzionare. L’Equipe Magazine fa un po’ di esempi, riprende qualche aneddoto e dice che ogni arena ha il suo stile. A Tolosa il pubblico è troppo esperto per lasciarsi distrarre, a Parigi è un successone. La precauzione: Le riprese delle kiss cam non vengono trasmesse in TV. Rimangono all’interno dell’ambiente dello stadio. Solo le persone sugli spalti le vedono.

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