L’indomabile Verstappen e le parole sfocate di Vasseur sulla Ferrari

DI ROBERTO LIBERALE

 

①  PANORAMI  Il preludio delle sorprese

Il weekend si presentava con bel un po’ di stravolgimenti. Un GP nel quale era assente il recordman della pista. Sergio Pérez, nei precedenti otto GP di Azerbaigian, aveva vinto due volte, era salito sul podio in quattro occasioni e messo insieme 100 punti, più di tutti. Lui non poteva ripetersi, in attesa che torni in gara in Australia nel weekend del 6-8 marzo 2026 alla guida della Cadillac. 

L’altro primatista del circuito, Charles Leclerc, poleman nelle quattro edizioni precedenti, poteva farlo e non l’ha fatto. È finito nel muro durante le Q3.  

Tante novità già in qualifica, con Sainz secondo, prima volta in carriera in prima fila su una macchina diversa dalla Ferrari. E la stessa Williams in prima fila dopo 1484 giorni. L’ultima c’era stata con Russell nel GP del Belgio del 29 agosto 2021, la gara famosa per essere durata un solo giro sotto il diluvio. 

Poi Lawson terzo in griglia. Il suo miglior risultato nei precedenti 27 Gran Premi era stato il quinto posto in terza fila in Brasile 2024. Con i sicuri apprezzamenti di Verstappen che da compagno di squadra alla Red Bull lo aveva sempre difeso nei momenti più bui. 

In gara sono solo continuati gli stravolgimenti. Tutti tranne due: Max che vince e la Ferrari anonima. 

Dietro Verstappen le sorprese sono state molteplici: secondo buco della McLaren dopo Monza, Piastri fuori e match point per il mondiale costruttori sprecato. Poi Sainz, le Mercedes, Lawson e Tsunoda. Ma è tutto negli altri sei cilindri.

 

 ② ARTEFICI  I calcoli sulla classifica di Max

Verstappen ha impartito l’ennesima lezione di guida e di strategia agli altri 19 colleghi, persino nella scelta in partenza delle gomme più dure, difficili da domare con le basse temperature. È un Max diverso, che non ha più bisogno di essere aggressivo per dominare. Nonostante la nascita del figlio, ha continuato a essere velocissimo, smentendo la massima di Enzo Ferrari secondo cui ogni figlio costa fino a un secondo al giro in termini di velocità. Anzi, nel tempo libero Max se ne va scorrazzando sul circuito più difficile del mondo, il Nürburgring Nordscheleife, a battere record con le macchine Gran Turismo GT3. 

Nonostante la seconda vittoria consecutiva, Verstappen sembra tagliato fuori dal mondiale, ma questa doppietta Monza-Baku un po’ di apprensione in casa McLaren finisce per portarla. Il distacco è di 69 punti da Piastri, neanche vincendo tutti i sette GP rimanenti, più le tre sprint, Verstappen potrebbe essere certo di superarlo. Perché se Piastri arrivasse sempre secondo, si i punti recuperabili sarebbero 52, insufficienti per avere il destino del mondiale nelle proprie mani. 

Mondiale a parte, Verstappen continua ad aggiornare i suoi record: 67 vittorie in 226 GP disputati, 29,65%, esattamente come Schumacher. Poi 46 pole position e sesto Grande Slam in carriera [pole, in testa per tutti i giri, vittoria e giro veloce] superando Ascari e Schumacher e raggiungendo Hamilton. Solo Jim Clark, a otto, lo precede. La Red Bull nel frattempo ritorna a sperare nel podio costruttori. Con la vittoria di tappa di Baku, 33 punti, la Mercedes è nel mirino ad appena 18 punti e la Ferrari è a +14. Quindi non è finita, soprattutto se Tsunoda sarà in grado di ripetersi, portando ancora punti alla scuderia di Milton Keynes.



③ TRACCE  Il risveglio della Williams

Sainz è il secondo uomo copertina di giornata. Dopo la migliore prestazione in qualifica su una monoposto diversa dalla Ferrari, con il terzo posto in gara ha conquistato il suo terzo podio lontano dalla Rossa, dopo il terzo posto in Brasile 2019 e il secondo a Monza 2020, entrambi su McLaren. Carlos arriva così a 28 podi, sesto tra i piloti in attività. Non male per un pilota che ha centrato il primo al 101° tentativo e la prima vittoria dopo 150 gare. È stato spesso bistrattato e sottovalutato per questo suo curriculum giudicato poco vincente, in realtà il suo palmares rispecchiava una carriera quasi sempre trascorsa in scuderie meno competitive. Forse a Maranello la scelta di mandarlo via per far posto a Lewis Hamilton qualche riflessione postuma l’ha generata. 

La Williams è tornata sul podio dopo quattro anni. Ha compiuto un nuovo salto in avanti a caccia del quinto posto in classifica costruttori, con 101 punti ne mantiene 29 di vantaggio sulla Racing Bulls. La gloriosa scuderia creata da Sir Frank è la settima a salire sul podio in questa stagione, dopo le prime volte di Kick Sauber e Racing Bulls. Anche se per la Williams si tratta del podio numero 314, terzo posto nella storia della F1 dopo Ferrari e McLaren.



  ANALISI  Le ragioni dell’inquietudine in McLaren

La McLaren ha sprecato il primo match point per la conquista anticipata del mondiale costruttori. Nessuna delle combinazioni aritmetiche si è concretizzata, e dopo Baku ci sono ancora tre scuderie [McLaren, Mercedes e Ferrari] che possono teoricamente, solo teoricamente, diventare campioni. Ma non è tanto la conquista anticipata del titolo costruttori a turbare Stella e Brown, loro sanno che prima o poi il mondiale si vestirà di color papaya. È dover rinviare ancora una volta il via libera ai due piloti, il via libera per una lotta senza vincoli, a non lasciare tranquilli. 

L’obiettivo dichiarato a Woking era quello di vincere il mondiale costruttori, per poi consentire a Piastri e Norris di correre senza le stringenti “papaya rules”. Ora Verstappen fa un po’ più paura, e se Piastri dovesse incappare in un’altra giornata come quella di Baku la gestione della coppia si complicherebbe. 

In ogni caso, un weekend con appena sei punti non si vedeva da Las Vegas 2023, ovvero da 42 Gran Premi. Errori in prova, con Piastri nel muro e appena decimo in griglia e Norris incapace di approfittarne, con il suo settimo posto. Poi in gara Oscar è andato totalmente nel pallone. Prima una evidentissima falsa partenza, poi è finito subito nello stesso muro del giorno precedente. Norris è a sua volta rimasto imbottigliato nel gruppo di auto più lente e ha finito per correre in maniera meno aggressiva per preservare il minimo bottino di punti che gli consente di rimanere attaccato al suo compagno di squadra, a una distanza, 25 punti, che equivale a una vittoria. Un minimo di razionalità indica che entrambi i mondiali non dovrebbero sfuggire alla McLaren, ma il ritorno alla rinomata serenità papaya dipenderà dai risultati del prossimo GP di Singapore il 5 ottobre.



⑤  SCENARI  Il valore di Russell

Russell, l’eterno sottovalutato, è il terzo uomo copertina del GP di Azerbaigian. Pilota che sembra spesso correre sottotraccia, ma che alla fine porta a casa il miglior risultato possibile più spesso di altri piloti, predestinati e non. Con il secondo posto di Baku è al suo 22° podio, settimo stagionale, a uno solo dal suo record della stagione 2022. È uno di quei piloti capaci di andare oltre i limiti prestazionali della propria macchina, anche se a Baku la Mercedes si è dimostrata molto veloce. 

Con questo podio George fa 17-0 nei confronti di Antonelli. Ma Kimi è un rookie ed è comprensibile. Però nel 2024 aveva concluso la stagione con un 14-9 nei confronti di Hamilton e anche nel 2022 fu un 12-10 per Russell su Lewis. Dei tempi della Williams neanche ne parliamo. Nei confronti di Latifi fu un 15-5 nel 2021 e un 11-6 nel 2020, ma quando Latifi gli arrivava davanti era spesso per problemi meccanici o incidenti capitati a George. E nell’anno del suo esordio in Formula Uno, il 2019, concluse con un bel 17-3 su Kubica. La Mercedes non gli ha ancora rinnovato il contratto, anche se è scontato che un pilota così non se lo può lasciar sfuggire. Grazie alle sue prestazioni, la Mercedes è tornata seconda in classifica costruttori, anche se con soli quattro punti sulla Ferrari. 

Anche Kimi Antonelli ha concluso una gara molto positiva, rispondendo con i fatti e con i punti alle critiche (costruttive) di Toto Wolff. Una dimostrazione ancora una volta di grande maturità e della capacità di restare concentrati sugli obiettivi e sulla crescita personale. Senza dimenticare che, se la Mercedes dovesse finire la stagione sul podio della classifica costruttori, il 2025 di Kimi diventerebbe un grandissimo primo anno in Formula Uno.



⑥ ORIZZONTI  Tre rookie a punti

Con Antonelli, i rookie a punti in Azerbaigian sono stati tre, con Lawson sugli scudi con il suo quinto posto, miglior risultato in carriera, e Hadjar decimo. La Racing Bulls sorride ancora una volta e, grazie ai suoi due giovanissimi piloti, che messi insieme fanno più o meno l’età di Alonso, tiene botta nella classifica costruttori, scalzando la Aston Martin dal sesto posto. 

Baku ha rappresentato la rivincita degli sconfitti della prima ora. Hadjar, subito fuori alla prima gara in Australia e in lacrime, fu apostrofato da Helmut Marko come autore di “uno show piuttosto imbarazzante”. Ora Isack è nono in classifica e secondo tra i rookie 2025. 

Lawson fu cacciato dalla Red Bull dopo appena due gare e retrocesso alla scuderia “gemella” Racing Bulls. Ora è risalito in classifica fino al 13° posto, terzo tra i rookie. Il suo vantaggio sul pilota che lo ha sostituito in Red Bull, Tsunoda, è di 10 punti. 

Ma lo stesso Yuki, dopo tanti GP a zero punti, si sta lentamente riabilitando agli occhi della sua scuderia. In Azerbaigian ha ottenuto il miglior risultato stagionale con il sesto posto, secondo miglior risultato in carriera dopo il quarto posto nel GP di Abu Dhabi del 2021. 

L’unico rookie ancora a zero punti resta Colapinto, ma molto è imputabile alla sua monoposto, visto che il suo compagno di squadra, l’esperto Pierre Gasly, è andato a punti solo 5 volte su 17, ed è attualmente 16° in classifica mondiale.



   ⑦ DISCUSSIONI  Le parole sfocate di Vasseur

Ultimo cilindro dedicato a una Ferrari che tocca quasi il fondo, con il terzo peggior risultato stagionale e il sorpasso della Mercedes in classifica costruttori. Ma c’è qualcosa persino di peggiore del risultato in pista. Perché quando si ascolta Vasseur a fine gara si può solo restare sconcertati. «Siamo rimasti bloccati nel traffico» ha affermato a Sky Sport F1. Per il team principal della Ferrari le due rosse hanno avuto né più né meno gli stessi problemi di qualsiasi cittadino che si reca al lavoro nell’ora di punta. 

«Quando le McLaren brillano, noi siamo appena dietro» ha azzardato poi Fred, facendo un avventuroso parallelo tra le prestazioni della Ferrari e quelle del team papaya. Naturalmente numeri e dati gli danno torto marcio. 

Ha chiuso con la scusa dei KW mancanti per i mancati sorpassi. Come se denunciare un problema bastasse a giustificarli. Come se errori e fallimenti non fossero mai una responsabilità del Team Principal. 

Alla domanda di Carlo Vanzini sul perché tanti tecnici abbandonano Maranello, ha risposto che si tratta di una barzelletta. E allora si capisce che pensa di essere un estraneo che si trova lì per caso. E si capisce anche perché la Ferrari fa così fatica ad uscire dall’anonimato.

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