Del Liverpool ormai s’è detto tanto e quasi tutto. Ha trascorso un’estate tragica per la perdita di Diogo Jota, ha ritrovato in Salah una figura anche politica [se ne parlava qui], ha perso il Community Shield contro il Crystal Palace alla sua prima uscita nella nuova versione riveduta e corretta dalle molte sterline spese sul mercato [un’analisi era qui qualche giorno fa]. Stasera arriva l’esordio in campionato contro il Bournemouth e tutto questo deve trovare una sintesi. La sintesi è forse in una foto a cui il Telegraph dà grande risalto, la foto dello spogliatoio dei Reds dove il posto di Diogo Jota è vuoto. L’ha scattata e diffusa il Liverpool.

Chris Bascombe ne parla come di una decisione che vuole avere un peso e vuole essere ispirazionale – come si dice oggi nelle aree marketing. “Oltre agli omaggi floreali, agli striscioni, ai silenzi e ai canti, è uno spazio vuoto nello spogliatoio di Anfield ad avere la funzione di ricordare un compagno di squadra tragicamente scomparso. Nessun giocatore del Liverpool si avvicinerà al punto in cui Diogo Jota si preparava ogni giorno. Anche all’Axa Training Centre è così: un posto libero accanto a Harvey Elliott è diventato un memoriale inaspettato, con giocatori e staff che si mantengono istintivamente a una rispettosa distanza”.Di questa rispettosa distanza da un vuoto, da un’assenza, finanche dal dolore che si avverte dentro sé stessi, ha scritto in modo mirabile Joan Didion quando in un solo anno ha perso figlia e compagno, quando in L’anno del pensiero magico si è ripromessa di «venire a capo del problema dell’autocommiserazione», facendo dire a Ginevra Lamberti che forse “l’opera di una vita si fa anche rinunciando ad avere pietà di sé”.