Il vuoto negli occhi di Summer McIntosh
In Italia si dice che il purosangue si vede alla partenza. Un detto simile esiste pure in Spagna, dove però l’hanno raffinato nella consapevolezza che la partenza non basta. Così raccontano che un purosangue si vede dal primo all’ultimo metro. È l’immagine scelta da Diego Torres su El Pais per la rivincita generazionale che Katie Ledecky s’è presa ieri nei 1.500 metri su Summer McIntosh dopo la sconfitta nei 400, facendo svanire il programmino dei cinque ori in cinque gare per la giovane canadese.
Dal primo all’ultimo metro è il modo in cui Katie Ledecky vince quando vince, sia da quindicenne alle Olimpiadi di Londra 2012, sia ieri nella piscina di Singapore, alla sua settima finale mondiale in questa gara, “Con una dimostrazione di coraggio. Senza speculazioni. Senza farsi intimidire. Dopo 13 anni di imbattibilità”.
A Summer McIntosh [“la nuotatrice più completa del pianeta”] si è aggregata l’australiana Lani Pallister. Per 700 metri hanno nuotato a un ritmo da record mondiale. Pallister è arrivata davanti a McIntosh reggendo una cadenza brutale sia per il fisico sia per la testa. Ledecky si è messa come sempre davanti, infischiandosene delle scie, delle onde, “la dinamica dei fluidi che determina il dispendio energetico a seconda della posizione, come succede in gruppo nel ciclismo. A Ledecky non importava di imbarcare tutta l’acqua. Era la carena della nave perché da così guadagnava morale”.
Dopo la virata dei 650 metri, Fred Vergnoux, il coach di McIntosh, ha fatto una corsa al bordo della piscina e le ha fatto segno che era l’ora di attaccare. La diciottenne ha accelerato. Ha messo due cicli di gambe per ogni bracciata, un tipo di spinta che nessun’altra nuotatrice possiede. Per qualche metro, forse una ventina, ha preso il comando. Ma a una vasca e mezza dalla fine, Ledecky si è aggrappata all’acqua, potenza e orgoglio, e ha trasformato la finale degli 800 metri stile libero “in una delle gare più memorabili nella storia del nuoto” secondo la definizione di El Pais .
Ledecky ha toccato la piastra in 8 minuti e 5 secondi e 82. La ragazza che e la chiamano estate è arrivata “esausta, frustrata dalla pressione che si era imposta, due secondi più lenta del tempo nuotato ai Trials canadesi”.
«Ho cercato di godermela il più possibile» ha detto Ledecky, forse perché sente che già la prossima volta potrebbe essere diverso. «A questo punto della mia carriera – la frase chiave – non avevo più paura di perdere». El Pais racconta che “Ledecky ha abbracciato Pallister appena la gara è finita. L’australiana e l’americana si sono congratulate a vicenda, immerse nell’acqua fino al collo, con la il cordolo della corsia a dividerle. Quando Ledecky si è girata verso McIntosh per congratularsi anche con lei, la canadese non lo ha fatto. Era con la faccia rivolta al muro, immobile, con lo sguardo perso nel vuoto”.
Di questa condizione di vuoto e di abbandono scrive Giusy Cisale su Swim Swam in termini molto interessanti, considerando che “quando l’oro non basta a renderti felice, qual è la misura del successo?”. Eh sì perché il bronzo negli 800 può essere una delusione per chi progettava cinque trionfi su cinque, ma perché tre non ti bastano? Più tardi può arrivare il quarto. Com’è possibile – si domanda Swim Swam – che “a 18 anni, la giovane canadese sembra aver dimenticato come si gode una vittoria. Summer McIntosh – leggiamo – sembra sempre sul punto di rimproverarsi qualcosa. Anche quando arriva l’oro. Il punto è proprio lì. Non si tratta di vincere o perdere, ma di non raggiungere un obiettivo quasi mitico, quello che lei stessa si pone ogni volta che scende in acqua. L’oro non basta. Il podio non basta. Servire la perfezione. O almeno l’illusione di esserci vicini”.
La scacchiera dei Mondiali: giorno-7
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♗ alfieri Gli USA hanno finalmente vinto una staffetta dopo un mucchio di sconfitte e schiaffi presi in faccia nell’acqua di Singapore. Lo hanno fatto battendo il record del mondo [3:18.48] della 4×100 stile libero mista
♕ una regina Kaylee McKeown si è confermata la numero uno del nuoto a dorso, andando a prendersi l’oro nei 200 dopo quello sui 100. L’americana Regan Smith ha vinto l’argento, il quarto per lei in quattro gare in questi Mondiali.
scacco matto Gretchen Walsh ha concesso il bis nella velocità a farfalla, vincendo l’oro nei 50 [24.83] dopo quello dei giorni scorsi nei 100. Silvia Di Pietro è arrivata settima in 25.64.
♔ un re La Francia ha vinto nei 100 farfalla il suo terzo oro ai Mondiali, il secondo con Maxime Grousset [49.62] che a questo punto si gioca il titolo di re di Singapore con Léon Marchand. L’eroe dei Parigi può provare a eguagliarlo oggi nel medagliere con i 400 misti, ma ha passato le batterie con il 7° tempo, i siti francesi stanno scrivendo in questi minuti di petit forme.
Ceccon era secondo dietro Grousset a metà gara e poi ha chiuso all’ottavo posto [51.12] confessando il desiderio di una quarta medaglia individuale da prendere oggi nella 4×100 misti maschile.
Le finali dell’ultimo giorno
Finale 50 metri dorso maschili [eliminato Bacico] | Finale 50 metri rana femminili [con Benedetta Pilato e Anita Bottazzo] | Finale 50 metri stile libero femminili [eliminata Sara Curtis] | Finale 1500 metri stile libero maschili | Finale 400 metri misti maschili [eliminato Alberto Razzetti, miglior crono in batteria di Tomoyuki Matsushita: il Giappone non ha ancora ori] | Finale 400 metri misti femminili [eliminata Sara Franceschi, miglior crono per Summer McIntosh] | Finale 4×100 metri mista maschile [Italia qualificata con il terzo tempo, Australia e Cina fuori] | Finale 4×100 metri mista femminile [eliminata l’Italia., USA in finale con il miglior tempo].