Tutti pazzi di Iris
Detto così sembra il titolo di un film di Carlo Verdone. Ma la Spagna sta celebrando il proprio nuoto artistico e l’eccellenza raggiunta, “un punto dove non era mai arrivata” si legge su El Pais per le nove medaglie complessive conquistate, le sei di Iris Tió, tre delle quali d’oro, e per la prima medaglia di Dennis González, l’uomo che nel paese ha rotto una barriera come da noi è accaduto con Minisini. “
Un’avanguardia rivoluzionaria” ha scritto Diego Torres raccontando la storia del giorno in cui “la timida, riservata e unica Iris Tió incontrò Andrea Fuentes, una punk, dando il via a una fusione di atomi”. Andrea Fuentes, ve la ricorderete, è la signora che dalla tribuna intuì che Anita Alvarez stava annegando e si lanciò per salvarla. Si aprì un memorabile dibattito sulla ferocia che nel nuoto artistico non si vede.
Era il 2022 e Slalom ne parlò qui
Oggi Andrea Fuentes è la donna che ha scavato dentro Iris. «Quando la vidi da bambina – spiega Fuentes a El Pais – dissi: Wow! Alle elementari vinceva delle medaglie, ma poi scomparve dalla vista, e mi sentii in colpa. Quando sono arrivata in nazionale, ho pensato che una delle prime cose da fare sarebbe stata dare a Iris le ali, perché volevo davvero scoprire come liberarle». El Pais ricorda che hanno iniziato a lavorare insieme nell’ottobre 2024 presso lo stadio del nuoto sincronizzato del Sant Cugat CAR, e lì “si è verificata una reazione a catena dalle conseguenze imprevedibili, fino all’impatto giunto sulla mente dei giudici della federazione internazionale”.