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Oltre il nuoto artistico di Iris Tio, l’altra grande figura del mondiale di Spagna è Felipe Perrone, la leggenda della pallanuoto spagnola che ha potuto dare il suo addio dopo una medaglia d’oro, 15-13 contro l’Ungheria in finale e le lacrime più o meno di tutti.
A circa un minuto dalla fine la palla è arrivata a Perrone, e “Perrone sapeva che qualsiasi palla avesse afferrato da quel momento in avanti poteva essere l’ultima. Poteva essere la sua ultima giocata mentre avanzava – ha raccontato Diego Torres su El Pais – portando la palla tra la testa e le braccia mentre nuotava da solo sulla corsia di destra per far durare l’attacco il più possibile. Fekete e il suo mastino, l’uomo che lo marcava, Adam Nagy, lo inseguivano. Messo alle strette, Perrone, tozzo e rotondo come un mammifero marino, si è girato e ha nascosto la palla con un gioco di prestigio, ondeggiando sul tronco e causando l’espulsione di Fekete.
“Il cronometro si è fermato. Forse in quel momento – continua Torres nel suo racconto omaggio – sia le panchine che i 14 giocatori in acqua hanno capito che la Spagna aveva vinto l’oro. Ma Nettuno doveva rendere omaggio all’eroe. Quando l’arbitro ha fischiato la ripresa, a 20 secondi dalla fine, Perrone e Unai Biel hanno giocato a passarsi la palla, finché il capitano è rimasto da solo contro il portiere ungherese e ha usato l’ultimo pallone dei suoi 25 anni di carriera per segnare l’ultimo gol della Spagna”.
Olé.