I Mondiali di nuoto, giorno-3: le finali

Anteprima alle finali di martedì 29 luglio

Finale 200 metri stile libero maschili

Una delle gare più imprevedibili nel panorama internazionale degli ultimi anni. È capitato spesso che i favoriti abbiano nuotato ai grandi eventi al di sotto delle loro possibilità. È una delle poche gare in cui resiste un record del mondo nuotato con il vecchio costumone [1:42.00 di Paul Biedermann nel 2009, Michael Phelps secondo nelle liste con 1:42.96]. Negli ultimi 16 anni nessuna finale mondiale è stata nuotata sotto l’1:44, un tempo alla portata di David Popovici nelle ultime stagioni [2022]. Nelle semifinali di ieri ha chiuso con il quarto tempo. È oro olimpico in carica e primatista mondiale junior [1:43.64] ma Swim Swam fa notare che le sue prestazioni migliori sono tutte arrivate in vasche all’aperto. Luke Hobson è una seria minaccia, miglior crono in semifinale [1:44.80]. Gabriel Jett aveva stupito ai Trials USA [1:44.70] migliorandosi di oltre due secondi, ma è stato solo ottavo nelle semifinali.

 

Finale 1500 metri stile libero femminili

Katie Ledecky non avrà rivali. Ha vinto sei titoli mondiali consecutivi nella distanza e nel 2025 ha già nuotato in 15:24.51 a maggio, seconda prestazione di sempre dietro solo al suo stesso record mondiale di 15:20.48 [2018].

Nuoterà contro sé stessa e contro il cronometro. L’Australia getta in vasca il riscatto di Lani Pallister, costretta al ritiro per il covid a Parigi, record australiano ai Trials [15:39.14], terza di sempre dietro Ledecky e Lotte Friis. Ha cancellato l’iscrizione dai 200 per concentrarsi sulle distanze lunghe. Moesha Johnson viene dalle prove in acque libere e si è qualificata come 6ª. Per il bronzo se la gioca con la franco-russa Anastasia Kirpichnikova, la tedesca Isabel Gose e la cinese Li Bingjie. Simona Quadarella è stata campionessa a Doha 2024 in assenza di Ledecky. Ha nuotato le batterie con il terzo tempo (15’47″43) e la sua migliore prestazione stagionale, a sei secondi dal primato italiano italiano (15’40″89 a Gwangju 2019). 

 

Semifinale 50 metri rana maschili

Nella terra dell’abbondanza della rana si è infilato Simone Cerasuolo. Si presenta alle semifinali con il miglior crono nuotato in batteria [26.42 – nuovo primato personale] e con grossi sogni, ma proprio grossi grossi. Com’è già successo per i 100 dorso, non ci sono USA qualificati. Dietro di lui Kirill Prigoda in 26.76, reduce dalla squalifica nella finale dei 100 rana, e Koen de Groot in 27.01. Nicolò Martinenghi si sta riprendendo dal virus intestinale. In nona batteria ha nuotato in 26.90, nono crono. Avanti pure Shymanovich (26.89), Corbeau (26.94) e Qin (26.98).

 

Finale 100 metri dorso femminili

Corsia 4 e corsi 5, il solito duello: Regan Smith contro Kaylee McKeown. Pochi duelli nel nuoto oggi sono riconoscibili come questo. Dominano da cinque anni, si dividono record, titoli e podi. Entrambe sono scese sotto i 57.50 più volte, 23 delle 25 migliori prestazioni di sempre sono di loro proprietà. Smith si è ripresa il record del mondo ai Trials USA [57.13], unica atleta due volte sotto i 57.30. Ma McKeown mette le mano davanti quando serve: Mondiale 2023 e  Parigi 2024.

 

Finale 100 metri dorso maschili

La finalona di Thomas Ceccon. È la gara in cui si presenta con il miglior crono dell’anno, una delle due in cui l’Italia parte in pole position. Ma c’è una profondità di campo impressionante, nonostante le assenze di Ryan Murphy e Hunter Armstrong. Undici atleti si sono presentati a Singapore con un tempo sotto i 53 secondi. Si è pure capito che Kliment Kolesnikov al Sette Colli barava, si nascondeva, o forse stava male. Qui è di nuovo al picco, nuota in corsia 5 di fianco all’ungherese Hubert Kos, il più veloce in semifinale. Ceccon è in corsia 6.

 

Semifinale 200 metri stile libero femminili

La gara di Federica Pellegrini. Miglior tempo nella notte per la neozelandese Erika Fairweather [1:56.54] – squalificata nei 400 – davanti alla USA Erin Gemmell. Bianca Nannucci è rimasta fuori: 25esimo tempo [1:59.24].

 

Semifinale 200 metri farfalla maschili

Léon Marchand ha scelto di lasciar perdere farfalla e rana per concentrarsi solo sui misti. Miglior tempo per Luca Urlando, il californiano d’Italia. Papà Alex è stato un discreto discobolo, nonno Giampaolo un martellista perfino migliore nella Nazionale italiana di atletica leggera e vive ancora a Padova. Luca si è diplomato alla C. K. McClatchy High School prima di frequentare l’Università della Georgia nell’autunno del 2020. Ha studiato gestione sportiva. È allenato da Billy Doughty. «Sembra nato per nuotare a farfalla» ha detto di lui Michael Phelps.

Finale 100 metri rana femminili

Andiamo a vedere che combina quel bel tipo di Anita Bottazzo. Per dire cos’è la rana oggi: Lilly King è rimasta fuori dalla finale, nessuno ha avuto ripetto né pietà per i suoi 3 ori olimpici e i suoi 11 titoli Mondiali in vasca lunga più 7 in vasca corta.

 

   13.00  su Sky Sport, Rai Sport

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