Norris o Piastri è uguale, l’alternanza dei piloti nel regno Papaya

 

Il peso del doppio pit-stop nel GP di Monaco

DI ROBERTO LIBERALE

 

  ① ARTEFICI  UNA TABELLA PER NORRIS

Norris ha vinto a Monaco secondo pronostico, ma non è stato così semplice. L’introduzione dei due pit-stop obbligatori ha creato un po’ di apprensione ma poi, secondo tradizione, le posizioni finali del podio hanno rispettato quanto già visto in qualifica. 

La McLaren è superiore, ma il traffico sull’affascinante tracciato di Monaco, che con il passare degli anni sembra essere sempre meno adatto alla Formula Uno attuale, non ha permesso di mostrare il vero potenziale delle macchine papaya. Norris ha dimostrato comunque nervi saldi, reggendo benissimo alla pressione di Leclerc e portando a casa il tris di pole position, vittoria e giro più veloce. Il vero problema della McLaren resta il fatto che i due piloti continuano ad alternarsi sul gradino più alto del podio, consentendo a Verstappen di continuare a galleggiare dalle loro parti in classifica piloti. 

Scegliere non è semplice per Stella e Brown, soprattutto se Norris e Piastri continueranno ad esprimersi a turno come pilota migliore di giornata. Il lato positivo è il vantaggio che la McLaren ha accumulato in classifica costruttori, +172 sulla Mercedes, rimasta al palo a Monaco. Otto Gran Premi e otto vittorie di tappa per la scuderia di Woking, 14 podi su 16 possibili e neanche uno zero. Con questi numeri perdere il campionato piloti sarebbe uno spreco.

 

   SCENARI  LA FERRARI METTE LE ALIIII

Il secondo posto di Leclerc si è offerto a molteplici interpretazioni. Un’analisi razionale non può guardare alla mancata vittoria con amarezza. Prima di Monaco, la Ferrari aveva ottenuto un terzo posto come miglior risultato stagionale e anche nel Principato le aspettative erano basse. Su un circuito nel quale dal 2018 ad oggi la pole position è valsa la vittoria sette volte su otto, il secondo posto di Leclerc è forse il massimo possibile. Aver tenuto Piastri alle proprie spalle non era una cosa scontata. 

Anche Hamilton non può lamentarsi troppo. Partito settimo, nonostante una gara anonima, è riuscito a guadagnare due posizioni all’arrivo, portando 28 punti totali alla scuderia Ferrari, che ora è ad appena un punto dalla Red Bull e a cinque dalla Mercedes. Ormai da tempo la migliore gara della Rossa è la prossima, ma stavolta pare che il prossimo GP di Barcellona potrebbe essere davvero un momento di svolta, nella speranza che la direttiva sulle ali flessibili possa cambiare qualcosa. Ma le ali flessibili le hanno tutte le scuderie, ed è poco chiaro perché proprio la Ferrari dovrebbe trarre vantaggio dall’inasprimento delle regole attuali.

 

  OMBRE  LA RIVINCITA DI LAWSON

La Red Bull guarda il bicchiere mezzo pieno e si tiene stretto il quarto posto di Verstappen, sempre più unico pilota della scuderia. Tsunoda ha ancora una volta fallito l’appuntamento con la zona punti, ed è la terza volta su sei da quando guida una Red Bull. Dal cambio tra Yuki e Lawson la scuderia di Horner ha guadagnato poco, soprattutto a Monaco dove invece l’esiliato Liam coglie i primi punti in classifica a bordo della sua Racing Bulls. 

Il rebus del secondo pilota Red Bull è lontano dalla sua soluzione, chiunque si sieda in quella monoposto trova la kryptonite. Tutto ciò porta un deficit di punti in Red Bull che mette a rischio un posto sul podio della classifica costruttori. Nel frattempo la sorellina minore Racing Bulls da Faenza fa un bel salto in avanti, ma ciò merita un cilindro a parte.

 

    CADUTE LA STRATEGIA SBALLATA DEI MAESTRI

Giornata buia per la Mercedes. Dopo una qualifica tra le peggiori degli ultimi anni, con le due macchine in settima e ottava fila, una strategia bizzarra ha esposto le due monoposto a una pessima figura. Toto Wolff ha ordinato di restare in pista nell’attesa di una Safety Car o di una bandiera rossa, mai arrivate. Russell e Antonelli sono rimasti nel traffico sin dalla partenza, e sono rientrati ai box per i pit-stop obbligatori quando ormai la frittata era fatta e non c’era più modo di ribaltare la situazione. Anzi, Russell ci ha messo anche del suo con un sorpasso irregolare ai danni di Albon alla Chicane del Porto, tagliando la curva per passare Alex. Gli steward gli hanno imposto un drive-through, una penalità talmente severa che nella Formula Uno degli ultimi anni si era vista pochissimo. 

Le due monoposto tedesche hanno chiuso all’undicesimo e all’ultimo posto, staccate rispettivamente di due e tre giri. Si tratta del primo zero stagionale per la scuderia di Brackley, con la classifica costruttori che la vede ancora seconda, ma ormai braccata da Red Bull a 4 punti e Ferrari a 5 punti. Non una bella giornata per la scuderia che è stata la maestra assoluta delle strategie fino a qualche anno fa.

 

  PANORAMI   I MIGLIORI INTERPRETI DEL DOPPIO PIT-STOP 

La Racing Bulls ha fatto l’esatto contrario della Mercedes, usando il doppio pit-stop come un’arma a proprio favore e chiudendo con il miglior bottino stagionale. I 12 punti, conquistati grazie anche alle splendide gare di Hadjar e Lawson, la lanciano dal nono fino al settimo posto in classifica costruttori, a quattro soli punti dal sesto posto della Haas. La strategia si manifesta sin da subito, anche grazie alle posizioni in griglia dei due piloti che la rendono possibile. Lawson, partito nono, ha girato molto più piano del compagno di squadra per rallentare il resto del gruppo dietro di lui e dilatare il vantaggio di Hadjar (partito quinto) rispetto al trenino che si era formato. In questo modo il pilota franco-algerino ha potuto fare il pit-stop senza perdere posizioni. Al quindicesimo giro Hadjar si è fermato, ma ancora una volta Liam non ha accelerato. Il piano del team di Faenza si è svelato ed è riuscito alla perfezione: consentire a Isack una seconda sosta senza perdere posizioni. Il tutto si è concretizzato dopo appena cinque giri. Un piano perfetto, che è stato possibile anche per la configurazione del circuito, con velocità che hanno permesso pochissima usura degli pneumatici: un piano che ha assicurato a Hadjar la sesta posizione finale e a Lawson l’ottava. La strategia è stata copiata anche dalla Williams che, rispetto alla Racing Bulls, ha invertito anche le vetture con la riuscita per entrambi i piloti. Alla fine Albon e Sainz hanno chiuso rispettivamente nono e decimo, entrambi a punti per il quarto Gran Premio consecutivo.

 

  ORME  IL MALINCONICO ALONSO

Oltre alla Mercedes, gli altri flop di giornata sono arrivati dalle due Aston Martin, senza punti, con Alonso ritirato per la rottura del motore e ancora malinconicamente a zero punti, e con Stroll che si è esibito in una guida molto sopra le righe, soprattutto durante le prove: gli è costata una doppia penalità con la retrocessione di quattro posizioni in griglia. A zero punti in classifica piloti restano anche Colapinto e Bortoleto, oltre a Doohan che però è fermo. 

La classifica dei rookie vede ancora Antonelli a 48 punti, seguito da Hadjar a 15 e Bearman a 6. Gli unici andati a punti a Monaco sono stati i due della Racing Bulls. La Haas, grazie a Ocon, ha fatto un passettino in classifica, mentre continua la crisi di Alpine e Kick Sauber, per la sesta e settima volta senza punti.

 

  ARTEFICI  CHI SI RIVEDE: PALOU A INDIANAPOLIS

L’ultimo cilindro va doverosamente dedicato a un pilota che è passato velocemente in Formula Uno, senza aver avuto il tempo di essere apprezzato. Qualche ora dopo la fine del GP di Monaco, lo spagnolo Alex Palou ha vinto per la prima volta la 500 Miglia di Indianapolis, una delle tre gare simbolo dell’automobilismo sportivo, insieme alla 24 ore di Le Mans e il GP di Monaco. Così come la Formula Uno si sta diffondendo rapidamente in USA, anche la Formula Indy inizia ad avere maggior seguito anche in Europa. 

Alex, 28 anni, dopo aver vinto il campionato Indy 2021, è stato un pilota di riserva McLaren in F1 nella stagione 2022, partecipando alle prove libere del GP di USA nel mese di ottobre. Nel 2023 sarebbe dovuto diventare il terzo pilota del team di Zak Brown, ma decise di dedicarsi totalmente alla formula americana, nella quale ha poi vinto anche i campionati 2023 e 2024. 

A Indianapolis erano presenti altri piloti passati dalla F1, come Takuma Sato [11°] e Robert Švarcman, poleman alla sua prima esperienza, chiusa con il 29esimo posto finale. Un bel successo per Palou, proiettato sempre più ai vertici dell’automobilismo made in USA.

 

      CHE COSA SI DICE IN GIRO

 

▥  ALLA FINE STRINGI STRINGI  Umberto Zapelloni, Il Giornale: L’anno prossimo dovranno inventarsi un diluvio artificiale. Non c’è altro modo per ravvivare un Gran premio di Monaco che, come al solito, mostra la sua faccia migliore in qualifica. La doppia sosta obbligatoria non è servita a mescolare il mazzo e nessuno ha trovato il jolly vincente.

▥  LA DIFFERENZA TRA IL MARKETING E UN INGEGNERE Daniele Sparisci, Corriere della sera: Il volto tirato sul podio regale dove l’anno scorso le lacrime si mischiavano agli spruzzi di champagne. Sorride alla principessa Charlene che gli consegna il trofeo, lo impone il protocollo. Ma non c’è vera gioia in Charles Leclerc, con la tuta bianca e blu (ennesima edizione speciale) si confonde con la coppia McLaren (vestito speciale anche per Norris e Piastri, ma le squadre non si parlano?). Se il reparto tecnico di Maranello fosse attivo come il marketing, avrebbe vinto anche stavolta.

▥  SECONDO MA NON BASTA  Leo Turrini, Il Resto del Carlino: Ammetto senza pudore, da ferrarista vero, che se a Leclerc fosse riuscito il miracolo userei altri toni e altre parole: anche se, in verità, è già un capolavoro il secondo posto ottenuto da Carletto a casa sua. E’ il miglior risultato stagionale della SF25: ma non può bastare.

▥  IL CROCEVIA DI VASSEUR  Luigi Perna, La Gazzetta dello sport: La speranza della Ferrari e delle altre inseguitrici – Red Bull e Mercedes – è che la McLaren perda il vantaggio attuale, avvicinando ulteriormente i valori al vertice. Il team principal Frederic Vasseur non ha nascosto la sua fiducia nel fatto che le nuove regole possano cambiare le gerarchie in campo. L’esito del GP di Spagna potrebbe essere in ogni caso determinante per le strategie della Ferrari. Se gli scenari cambieranno, riaprendo la lotta per il Mondiale, avrà senso che il Cavallino continui a spingere sullo sviluppo di questa vettura. In caso contrario, la Ferrari farebbe meglio a dirottare in fretta tutti i suoi sforzi sulla macchina del 2026, per non rischiare di essere in ritardo all’inizio del nuovo ciclo regolamentare. Vasseur è davanti a un crocevia.

▥  LA VARIABILE SCHIZOFRENICA DELLA TECNOLOGIA Giorgio Terruzzi, Corriere della sera: La sensazione che questo Gp rappresenti un caso a parte dentro una stagione di segno molto diverso. La controprova l’avremo domenica in Spagna, su un tracciato vero, dove il tocco di Leclerc ben difficilmente potrà generare effetti altrettanto magici. La verità è che ogni presunta verità, in questa F1, vale come il due di picche. Basti pensare ai pronostici che le squadre, a cominciare dalla Ferrari, propongono in continuazione. È come se la tecnologia, ormai dominante, fosse una variabile schizofrenica, capace di smentire progettisti e campioni, di trasformare il vincente Verstappen in un comprimario arruffato, di scaraventare la stella Mercedes in una stalla, di convertire una macchina «lenta nei tratti lenti» in un Cavallino davvero rampante. E di regalarci, persino nel regno del cemento, dello sfarzo, uno squarcio romantico.

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