Ma la McLaren non è ancora imbattibile
DI ROBERTO LIBERALE
① DISCUSSIONI MA È SOLO LA SECONDA DOPPIETTA
Il dominio della McLaren, annunciato da tempo, ha avuto il suo autentico compimento solo al terzo tentativo. Se le macchine “papaya” non avevano fatto doppietta nei due precedenti appuntamenti, GP di Australia e Sprint di sabato, è stato solo perché a turno i piloti avevano commesso degli errori. Stavolta, nonostante alcuni episodi che potevano essere rischiosi, soprattutto quando Norris ha dovuto superare in due occasioni Russell, tutto è filato liscio. La strategia è stata conservativa quanto basta, il ritmo è stato alto, ma non tale da rovinare le gomme, tanto che nella classifica dei giri più veloci Norris è stato secondo e Piastri solo quarto. Insomma, non è stato necessario strafare per completare un uno-due che proietta la scuderia di Stella e Brown già 21 punti sopra la Mercedes in classifica costruttori.
In mezzo al cambio di passo, che è iniziato in Gran Bretagna nel 2023 e che si è concretizzato in un quasi dominio nel 2024, c’è però un dato anomalo: quella di Shangai è appena la seconda doppietta di questo ultimo biennio, una prova che la McLaren è ancora lontana dall’ottimizzare al massimo la sua superiorità. Questo dato restituisce un minimo di speranza agli avversari, soprattutto per la classifica piloti, nella quale, nonostante la Red Bull attuale, è difficile scalzare Max Verstappen dalle prime posizioni.

② CADUTE LO ZERO DELLA FERRARI
I 1100 Gran Premi per la Ferrari vengono celebrati con un clamoroso zero. La squalifica finale chiude un weekend iniziato con la perla della prima vittoria in una gara Sprint sia da parte di Hamilton che della Rossa, e terminato con la squalifica di entrambe le vetture di Maranello per irregolarità. Tutti i discorsi sono rimandati al prossimo GP, anche se la situazione in classifica, rispetto a quella immediatamente dopo la fine della gara, è molto più pesante. Qualche errore di strategia con i due pit-stop di Hamilton forse c’è stato, e la lamentela di Leclerc per il danno al baffetto dell’ala anteriore è tutta da valutare.
Eh sì, perché guardando il passo dei due piloti Ferrari resta il dubbio se l’incidente al primo giro tra Hamilton e Leclerc abbia davvero danneggiato gravemente quest’ultimo o se alla fine ha regalato a Charles un’aerodinamica potenziata alla sua Ferrari. In effetti, la mancanza della bandella laterale sinistra sull’ala anteriore ha reso quest’ultima molto più flessibile, trasformandola in un mini DRS anteriore, con l’aletta sinistra che si abbassava ed alzava in funzione della pressione aerodinamica. La direzione gara non ha imposto la sostituzione, e la Ferrari non ha pensato minimamente di cambiare il particolare durante la sosta ai box, anche perché i riscontri cronometrici erano positivi.
Poi le interviste del dopo gara, soprattutto quella di Leclerc, hanno puntato molto su una ipotetica perdita di carico, che però nei fatti è difficile da valutare come tale. Alla fine restano discorsi poco importanti, vista la squalifica di entrambe le monoposto.
③ PROSPETTIVE UNA BELLA COPPIA COL FANTASMA DI MAX
Russell, ancora una volta nel suo ruolo di terzo incomodo, ha conquistato un altro podio, solo teoricamente sorprendente e inatteso. Si tratta anche del 300esimo podio per la Mercedes in 319 gare, con entrambe le “frecce d’argento” ancora una volta in zona punti. E se Russell è forse all’apice della maturità come pilota, anche Andrea Antonelli sta facendo egregiamente la sua parte, senza strafare, imparando a gestire la pressione e gli eventi della gara quasi fosse un veterano. Il suo settimo posto in Sprint ed il sesto nel Gran Premio, anche se frutto della doppia squalifica della Ferrari, sono risultati che vanno al di là di qualsiasi aspettativa, così come il quinto posto in classifica piloti.
I due ragazzi gestiti da Toto Wolff si stanno dimostrando una coppia molto ben assortita e solida. Il vero problema sarà la gestione del futuro, con Toto che non ha mai smesso di sognare Verstappen alla guida di una delle sue macchine. Anche se Wolff nega e negherà sempre, il mercato per la prossima stagione potrebbe essere destabilizzante, anche perché i contratti entrambi i piloti Mercedes sono a breve scadenza e dovranno essere rinnovati a fine 2025, secondo una politica contrattuale che all’interno della scuderia di Brackley dura da anni.
④ ORIZZONTI IL RISCHIO CHE CORRE LAWSON
L’abilità di Verstappen nella gestione delle gomme e nella comprensione dell’andamento della gara meglio di altri gli ha consentito di portare a casa un risultato insperato, dopo un andamento silente e anonimo per tre quarti buoni di gara. Rimanere coperto per quasi tutto il Gran Premio, senza usurare eccessivamente le gomme, gli ha permesso di alzare il ritmo nel finale in maniera tanto dolce quanto veloce come solo Max è capace di fare.
Probabilmente la Red Bull è stata l’unica scuderia a programmare sin dall’inizio la gara su una sola fermata ai box. E la seconda sosta di Hamilton, studiata ed attuata per neutralizzare l’eventuale undercut di Verstappen, ha finito per far perdere in pista entrambe le posizioni alle Ferrari, al di là di ciò che è successo dopo. Verstappen, zitto zitto, resta secondo in classifica mondiale a 8 punti da Norris e continuerà a spaventare i suoi avversari, indipendentemente dalle prestazioni della sua Red Bull. Intanto dall’altro lato dei box si è consumata un’altra giornata molto negativa per Lawson, 13esimo su 16 piloti classificati, a più di un minuto dal suo caposquadra. A Liam resta forse solo il prossimo GP del Giappone per non perdere il posto. Che, vista la verve di entrambi i piloti della scuderia gemella Racing Bull, è pronto a essere riassegnato a Tsunoda o Hadjar. Senza dimenticare che la prossima gara sarà in Giappone, a casa di Yuki. E questo aspetto potrebbe pesare non poco nelle decisioni di Marko e Horner.
⑤ SGUARDI SOLO LA ALPINE ANCORA A ZERO
La squalifica delle due Ferrari e della Alpine di Pierre Gasly ha ridisegnato tutta la classifica dei team di seconda fascia. A parte la Haas, che stavolta si è meritato un cilindro tutto suo, entrambe le Williams e la Aston Martin di Stroll hanno preso punti nel GP della domenica. Dopo due GP, solo la Alpine Renault è ancora a zero punti, ma è probabile che anche questa statistica negativa sarà presto cancellata.
Quello del 2025 sembra un mondiale con maggior fermento dal punto di vista della partecipazione dei team meno forti, soprattutto per la presenza in molte scuderie di piloti giovani e desiderosi di mettersi in luce. L’ingrato ruolo del team che ha sbagliato strategia è toccato stavolta alla Racing Bulls, scuderia che ha mostrato un bel potenziale nelle prime due gare. Anticipare la seconda sosta ai box è costato tre-quattro posizioni in classifica finale e qualche punto a Hadjar, mentre Tsunoda nel finale ha avuto un problema all’alettone anteriore che si è spaccato e lo ha costretto ad una terza fermata in pit-lane. Probabilmente al muretto guidato da Laurent Mekies non immaginavano che tutti sarebbero andati su una sola sosta e hanno provato a fare undercut per prendere un ulteriore vantaggio sugli avversari. Invece, nonostante la squalifica di tre monoposto arrivate davanti, la scuderia con sede a Faenza è rimasta a un secondo e mezzo dal decimo posto e non ha portato altri punti a casa dopo i 3 conquistati da Tsunoda nella Sprint Race del sabato.
⑥ GESTI LA HAAS E I SALUTI DI BEARMAN
Haas sugli scudi e, dopo la débâcle della scorsa gara in cui, per la fretta di cambiare gli pneumatici, aveva perso una grande occasione, diventa in Cina la migliore scuderia tra quelle di seconda fascia. Già senza la squalifica delle due Ferrari e di Gasly il team statunitense avrebbe portato entrambe le monoposto a punti, poi dopo qualche ora si è ritrovata con 14 punti e con il sesto posto in classifica costruttori, ad appena 3 punti dalla casa di Maranello. Ottimo quinto Ocon con 6 posizioni recuperate rispetto allo start, ma soprattutto ottimo Bearman, partito 17mo e che aveva finito già decimo e a punti “sul campo”, per poi essere riclassificato ottavo con un bel +9 posizioni rispetto al via. Pur se nelle retrovie, Il giovane pilota di scuola Ferrari ha disputato una gara spettacolare, con una serie di sorpassi salutati con un “ciao” agli avversari che potrebbe sembrare poco rispettoso, ma che fa capire quanto fosse carico Ollie. Alla fine, una volta smaltita l’adrenalina, si è un po’ pentito di averlo fatto, anche se, come spesso accade, la cosa ha avuto grande risalto tra i patiti dei social network. Speriamo solo che i suoi avversari “salutati” non se la leghino al dito.
⑦ STRATEGIE I PIT-STOP E IL DEGRADO DELLE GOMME
La sorpresa principale è stata quella poco attesa del cambio delle strategie, con le due soste ai box date per sicure. Invece quasi tutte le scuderie hanno deciso alla fine di fare un solo pit-stop, soprattutto per il tempo lunghissimo che si perdeva nel passaggio attraverso la pit-lane, unito ad un degrado delle gomme molto inferiore al previsto.
Questa situazione imprevista è stata causata soprattutto dalla presenza della Sprint Race, che ha costretto i team ad un solo turno di prove libere. Di fatto nessuno aveva avuto il tempo di provare tutte le mescole degli pneumatici, che nella Formula Uno attuale sono diventati il fattore chiave più di qualsiasi altro componente meccanico o elettronico. Solo una volta in gara ogni scuderia si è resa conto del degrado delle gomme e i piloti più bravi nella gestione delle gomme sono stati quelli che hanno reso meglio. Alla fine chi ha scelto la doppia sosta, esattamente per come era stata studiata a tavolino, ci ha rimesso, vedi Hamilton e Racing Bulls. Evidentemente il fattore umano, in una Formula Uno studiata e preparata in ogni minimo dettaglio, conta ancora. E le sensazioni umane e la bravura dei singoli in caso di pioggia o di cambio di strategia fanno ancora la differenza.
PUZZLE | CHE COSA SI DICE IN GIRO
▥ IL COLORE ROSSO ”Mai era accaduto, in 75 anni di Formula 1, che due macchine della stessa squadra fossero squalificate per due irregolarità diverse, in questo caso peso inferiore al minimo e usura eccessiva del fondo. È successo alla Ferrari. La più grande, la più prestigiosa, che rossa lo è da sempre ma ieri è ulteriormente arrossita per l’imbarazzo, esposta a una figuraccia globale proprio nel giorno del suo Gp numero 1100, altra cifra tonda indigesta”.
▥ NESSUNO SI SCUSA Giorgio Terruzzi, Corriere della sera: “Al crepuscolo di una primavera che non arriva, viene in mente l’ultima doppia squalifica delle rosse, Malesia 1999. Deflettori irregolari. Decisione contestata e ribaltata pochi giorni dopo. Altri tempi. Piloti Schumacher e Irvine, direttore tecnico Ross Brawn, capogita Jean Todt, presidente Luca di Montezemolo. Tutta gente meno abituata a chiedere scusa.
▥ I DUBBI E LE DOMANDE Alessandra Retico, Repubblica: “Tra i due “errori” dei rossi quello che suscita più allarme è quello sulla rossa di Lewis: la Ferrari ha bisogno di viaggiare più alta, perdendo prestazioni (si calcola che si perdano due decimi nel tempo su giro stando un millimetro più alti), altrimenti consuma troppo il fondo? E con questa consapevolezza, quella di Hamilton non è stata sollevata abbastanza dopo la sprint dominata (stando più bassa, con poco carburante, per 19 giri in aria pulita)?”
▥ LA SPERANZA “La Ferrari vista fin qui, dai proclami mondiali della vigilia milanese alle titubanze in Australia al trionfo nella sprint e i disastri di ieri, è talmente indecifrabile che potrebbe d’un tratto stupirci. In fondo sperarlo è gratis” [Benny Casadei Lucchi, il Giornale]