Ma che musica, Olimpiadi. Stasera finisce, ma che musica c’è stata ai Giochi di Parigi. Una musica da medaglia d’oro, anzi è stata proprio “la vittoria della musica” dice L’Équipe stamattina dedicando due pagine a tutte le note che abbiamo ascoltato nelle finestre 26 luglio-11 agosto e 28 agosto-11 settembre. Nelle finestre e dalla finestre. Da Celine Dion sulla Torre Eiffel a Sebastien Tellier in Place de la Concorde, “compreso l’imperdibile tema ufficiale”, aggiunge il giornale francese. Olimpiadi e Paralimpiadi hanno avuto “l’aspetto di un grande festival musicale”. Stasera ci aspetta una chiusura elettro allo Stade de France. «Con le quattro cerimonie, Victor Le Masne ha creato la sua Tetralogia. Questo è il nostro Wagner» dice Jean-Michel Jarre del direttore musicale dei Giochi di Parigi 2024, anche se forse gli è slittata un poco la frizione.
Sconosciuto al grande pubblico quattro mesi fa, l’ex membro degli Housse de Racket ha invitato Jarre e altre 23 personalità francesi electro, da Martin Solveig a Kittin, a esibirsi stasera per la chiusura delle Paralimpiadi. «I Giochi lo hanno confermato, oltre allo sport è la musica che crea legami e unisce una nazione» riassume Didier Varrod. L’Équipe ha chiesto allora al direttore musicale di Radio France e firma appuntita della rivista Inrockuptibles, Christophe Conte, di fare un bilancio musicale di questi Giochi, a partire dal tema Parade, scoperto l’8 maggio scorso con l’arrivo della fiaccola a Marsiglia. Le prime reazioni non furono positive, ricorda. Alcuni lo paragonarono alla colonna sonora di Jurassic Park, di John Williams. Quattro mesi dopo, il pezzo di Victor Le Masne è il successo dell’estate francese, “una romantica melodia francese – scrive L’Équipe – che ha l’efficacia di un inno, il lirismo e l’emozione creato dagli archi”. Il suo autore dice di aver scoperto che in molte scuole medie e superiori hanno sostituito il suono della campanella con la sua canzone. A fine anno scolastico ragazze e ragazzi sono stati rilasciati senza alcun riscatto.
Né Parade né l’Hymn to Love di Celine Dion, neppure la cover di Imagine di Juliette Armanet e altri brani delle cerimonie sono disponibili sulle piattaforme, probabilmente per questioni di diritti. ;a su Spotify, Deezer e Apple Music si può trovare Mea Culpa di Gojira e Marina Viott, se proprio non sapete resistere. Nu di Philippe Katerine era disponibile dal 26 luglio.
Céline Dion. The Paris 2024 Opening Ceremony. The Eiffel Tower. Édith Piaf’s “L’Hymne à l’amour”. 😍
It was simply breathtaking! 😮
Can you believe this was one month ago today?#Paris2024 @Paris2024 pic.twitter.com/nBMm6P3HvR
— The Olympic Games (@Olympics) August 26, 2024
Nella colonna sonora di Parigi 2024 predominano due generi, la canzone francese classica, a volte rivisitata, come il Charles Aznavour di Aya Nakamura o la Edith Piaf di Celine Dion; oppure la musica elettronica, in senso lato, da Cerrone a Kavinsky, passando per Jean-Michel Jarre e gli Air. «L’obiettivo era unire la tradizione della canzone francese conosciuta a livello internazionale con la modernità del tocco francese» afferma Christophe Conte. I due filoni di musica francese spendibile sulla scena internazionale. Una ibridazione resa possibile da dieci anni di piattaforme, riassume Varrod, dove si passa da un titolo all’altro senza stabilire una gerarchia negli stili. È l’età del crossover, d’altra parte, e «Thomas Jolly può passare da Shakespeare a Guerre Stellari perché c’è una generazione di trentenni e quarantenni che ha meno tabù con la cultura pop».
Oh, se siete nella schiera di chi trova distratti i francesi per aver tenuto fuori dai loro omaggi storico-culturali Napoleone e Giovanna d’Arco, allora che bisogna dirgli per aver dimenticato Bruel, Guetta e i Daft Punk? «No Bruel, no Pagny, no Sardou, fuori i soliti noti della canzone francese», annota Christophe Conte, ma non sembra che ci sia grande rammarico nelle sue parole, o forse è solo un caso di lost in translation. È una questione di mancanza di notorietà internazionale, spiega L’Équipe . Prima di un concerto a Chambord in giugno, David Guetta si è lamentato su BFM TV di non essere stato invitato, non si hanno notizie invece di un eventuale risentimento di Napoleone. Guetta ha detto di essere fra i primi-15 artisti mondiali più ascoltati mentre Beyonce non si piazza fra i primi-40, sono artisti, sono permalosi, le cose vanno così, inoltre il caldo non aiuta. Thomas Jolly gli ha risposto che non si crea una direzione artistica con la vendite degli album e che David Guetta, «molto semplicemente ha sviluppato un’arte che non era in sintonia con ciò che volevamo raccontare». Editoriale: Gulp. Fine dell’editoriale.
Però c’è stato un lavorio assai diplomatique per ricucire, lo so che vi state appassionando, i rapporti tra Paris 2024 e il DJ si sono intensificati. Romain Pissenem, il grande organizzatore dei suoi spettacoli, è anche il produttore della cerimonia di chiusura dei Giochi Paralimpici. Così ha cercato di coinvolgerlo, egghià Davi’ nun fa’ accussì, gli ha chiesto di intervenire stasera, ma stasera Guetta suona già a Francoforte e non può. Un altro grosso nome dell’elettronica francese assente è Laurent Garnier. Pare che l’abbiano avvisato tardi. In fondo si sapeva solo da sei anni che c’erano le Paralimpiadi a Parigi, e lui ha l’abitudine di non cancellare le date, aveva già un impegno a Marrakech. Quanto ai Daft Punk – e il messaggio va a quelli della Mozione Daft Punk – i Daft Punk si sono sciolti. Si sono sciolti, che ci possiamo fare. Si sono sciolti nel 2021, e nel tornare adesso, subito, dopo soli tre anni, che figura ci fanno rispetto agli Oasis.
Oh, scusate: ma il rap ? C’è stato Jul all’arrivo della fiaccola a Marsiglia, c’è stato Rim’K alla cerimonia di apertura. Stop. “Non è molto per un genere che monopolizza i primi posti nella classifica degli ascolti sulle piattaforme” fa notare L’Équipe. Questa settimana va forte il trio Jul, Ninho e Gims, ma è lo stesso problema di altri, «i rapper francesi sono conosciuti solo in Francia» spiega Christophe Conte. Però chi lo sa, magari stasera, forse, o fra cent’anni.