La mirabolante guida olimpica del 4 agosto | I temi del giorno, cosa leggere, cosa sapere, chi aspettare, cosa sta succedendo | LIVE

Domenica 4 agosto

LA LETTURA QUOTIDIANA DEL MEDAGLIERE

La giornata-9 delle Olimpiadi comincia con la Cina ancora in testa al medagliere, in vantaggio di due ori sugli USA [16 a 14], ma in netto ritardo nel conteggio dei podi complessivi che ovviamente ai media americani piace di più [61 a 37].

La Francia è ancorata al terzo posto, con lo stesso numero di ori dell’Australia [12], ma con più argenti [14 a 8] e più medaglie totali [41 a 27]. Una Francia a medaglia in 14 discipline diverse, un’ampiezza superata per il momento solo dagli Stati Uniti [17].

Gli altri due giganti asiatici reggono le loro posizioni nel G-7 dello sport, l’Italia è dentro la grande assemblea del mondo quando il G-7 diventa un G-8: l’oro nel windsurf di Marta Maggetti e gli 8 argenti contro 4 consentono di tenere ancora alle spalle la piccola sorprendente Olanda, come previsto nella scia delle prestazioni di Tokyo 2021. Germania ancora fuori dalle prime-10 nazioni, mentre il miglior paese africano [il Sudafrica] è ancora solo al 26esimo posto.   

GLI HIGHLIGHTS PRIMA DEGLI HIGHLIGHTS

Una giornata con 20 eventi da medaglia d’oro. Il golf maschile conclude il quarto e ultimo round. Il tennis tavolo ci darà un nuovo campione olimpico nel singolare maschile, il tennis a tutto campo chiude il suo programma con la finalona Alcaraz-Djokovic nel singolare maschile e la finale del doppio femminile.

È il grande giorno della finale dei 100 maschili, dopo quelli femminili di ieri. Il ciclismo su strada propone la corsa femminile [senza l’uso delle radioline]. Tre anni fa le olandesi furono battute da una matematica austriaca semi-professionista, sbucata a sorpresa dai suoi studi applicati al pedale. Anna Kiesenhofer è anche oggi al via, ma stavolta la guardano tutte.

MAMELISMI

Noi siam pronti alla morte con Sara Errani e Jasmine Paolini nella finale di doppio, andiamo a vedere la conclusione di torneo di Guido Migliozzi e Matteo Manassero fra le buche, mentre Elisa Balsamo, Elena Cecchini, Elisa Longo Borghini e Silvia Persico portano in strada ambizioni da medaglia. Mauro Nespoli scocca frecce nell’individuale maschile, Diana Bacosi e Martina Bartolomei sparano ai piattelli nello skeet femminile. Alice D’Amato è in finale alle parallele asimmetriche e poco dopo l’ora della merendina arriva Gregorio Paltrinieri nella finale dei 1.500. Le lame di turno sono quelle del fioretto maschile a squadre, l’Italia va in pedana con Guillaume Bianchi, Alessio Foconi, Filippo Macchi, Tommaso Marini. Chiusura al tramonto con le semifinali di Ali e Jacobs, e per la finale, boh, chi lo sa.

Sportellate ha preparato questo schema assai utile

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8.30  BADMINTON  Semifinale singolare femminile

 

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Carolina Marín stava dominando la semifinale, si è dovuta ritirare a causa di un infortunio al ginocchio dopo un salto. Ha provato a proseguire, dopo pochi minuti è uscita di campo piangendo. La campionessa olimpica di Rio aveva già dovuto saltare i Giochi di Tokyo per la rottura del legamento crociato del ginocchio destro, lo stesso danneggiato oggi.⁠ ⁠


9.00 BEACH VOLLEY Ottavi di finale femminili


  |  9.00  GOLF  Torneo maschile, quarto giro uomini


|  9.00 PALLAMANO  Torneo maschile
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Svezia vs Giappone 40-27


|  9.00  PALLAVOLO  Torneo femminile
Italia vs Turchia
Tre a zero in meno di un'ora contro le campionesse d'Europa. 
Giuliano Bindoni su Volley News: "Come gioca bene l’Italia di Velasco! Le azzurre sono una tempesta perfetta. Una vittoria schiacciante figlia della grande maturità e consapevolezza raggiunte da questo gruppo. Nel primo set la Turchia fatica tantissimo a mettere palla a terra (appena 4% di efficienza in attacco), all’Italia invece riesce tutto in difesa e in attacco. Egonu (top scorer con 20 punti) stravince il duello con Vargas (tenuta a 13), Sylla ne firma 9 nei primi due set e chiude alla fine a 11 (10 attacchi stellari e un monster block). Continua il suo torneo in crescendo e oggi ricorda in tutto e per tutto una certa Tai Aguero. E non solo per l’acconciatura. 
Come sempre ‘precisa’ la gestione di Velasco, che rimette in panca Antropova dopo una prestazione monstre da 33 punti, e non fa vedere mai il campo a Giovannini nonostante il suo ingresso contro l’Olanda avesse cambiato il match.

LETTURE


9.00  TIRO  Qual. turno 1 PFR 25m uomini

|  9.30 TIRO CON L’ARCO Ottavi individuale maschile

ITALIA  MAURO NESPOLI 

ANTAGONISTI Il suo avversario negli ottavi, Eric Peters, 27 anni di Ottawa, fidanzato con Lily Tiffin, anche lei nazionale del Canada. Bronzo ai Giochi Panamericani 2019 battendo nei quarti di finale il tre volte medaglia olimpica Brady Ellison (USA). Ha studiato chimica presso l’Università di Waterloo.  Lettore appassionato, ha iniziato a praticare questo sport per amore del fantasy. È stato aiutato in modo controverso dal suo mental coach Joe Lesner nel cammino verso l’argento ai Campionati del mondo 2023 di Berlino. Lesner eccitava la folla alle spalle dell’avversario di Peters per distrarlo.   6-2  per Nespoli

 


9.30  TIRO  Qualificazione skeet donne

10.00 BEACH VOLLEY Ottavi di finale maschili


|  10.00  HOCKEY SU PRATO  Quarti di finale maschili
INDIA VS GRAN BRETAGNA

|  10.00 EQUITAZIONE  Grand Prix dressage individuale

IL MOTORE INGOLFATO DI FABBRI

Il programma del giorno-3 d’atletica inizia con il mondo italiano ancora impressionato sotto la botta di un Leonardo Fabbri che non solo non ha avvicinato l’oro come sperava, ma neppure ha preso il bronzo annunciato con le sue prove dell’ultimo anno. La sintesi precisa di Gaia Piccardi sul Corriere della sera: È la notte dei giganti bianchi di polvere di magnesio, è la notte in cui Leonardo Fabbri è di panna. Evapora una medaglia che sembrava solo da raccogliere nell’erbetta dello stadio olimpico

Fabbri aveva fatto spantecare già in qualificazione, andando in finale solo al terzo lancio, quando ormai pareva clamorosamente fuori. Invece il clamore lo ha presentato ieri sera. Un tiro da oro diventato nullo per un tallone sulla pedana, e poi la confusione, il panico, chi lo sa, lo sport è fatto anche di cose che ti passano per la testa e paralizzano i gesti imparati a memoria per anni. La pioggia e la pedana bagnata [una patinoire l’ha definita Piccardi] hanno complicato la lettura della scena e l’urgenza di inventarsi qualcosa per uscire dalla buca. Ovviamente in giro la pioggia e la pedana bagnata sono diventati l’alibi perfetto di questa Olimpiade italiana da medaglia d’oro del vittimismo, come se ci fosse stata una nuvoletta fantozziana sulla testa del solo Fabbri, poveretto.  

Emanuela Audisio su Repubblica dice: Il colosso non è nostro. Le mutande viola, come la pista e la sua squadra del cuore, la Fiorentina, non hanno portato bene. Leonardo Fabbri, campione europeo, scivola sotto la pioggia. È quinto. E scivola pure l’Italia. Per l’atletica azzurra un peso enorme che doveva affondare il mondo e invece cola a picco l’Italia. In una serata da Titanic. Fabbri si mette le mani sul viso, non ci può credere, tutto è andato storto, anche il peso. Doveva mettere paura agli americani, era la certezza di una medaglia, aveva battuto a giugno il “cannone” Crouser, non ci era riuscito nessun europeo. Invece il podio sicuro è diventata un’illusione, spazzata via come una foglia morta


10.05 ATLETICA  Batterie 3000m Siepi Donne

Due primati nazionali, di Alicja Koniezek per la Polonia e di Ilona Mononen per la Finlandia. In più altri 9 primati personali. Cinque africane nei primi sette tempi.


10.20 ATLETICA Qualificazioni Lancio del martello femminile
Sara Fantini: «Bellissimo stadio. Non ricordo di aver mai lanciato in uno stadio così pieno, sicuramente nelle qualificazioni mai. Con le altre ragazze ci siamo guardate e ci siamo dette: cavolo». 
| 10.50 BADMINTON  Semifinale singolare MASCHILE


10.55 ATLETICA Batterie 200m Donne
Il primo round dei 200 metri femminili si è chiuso con il miglior crono di Gabby Thomas [22.20]. Anche la campionessa dei 100 Julien Alfred si è qualificata, mentre la campionessa del mondo Shericka Jackson è stata esclusa dopo il suo ritiro dalle semifinali dei 100 metri di ieri sera. 
Record di Svezia per Julia Henriksson, più 2 primati personali. Anna Bongiorni e Dalia Kaddari entrambe con 23.49 ai ripescaggi con due dei sei tempi più lenti. 

11.00 ATLETICA Qualificazioni Salto in lungo maschile
Mattia Furlani si è qualificato per la finale del salto in lungo con la misura di 8,01. Avremo una finale senza americani. Era successo solo a Pechino 2008


|  11.00 BASKET Torneo femminile
Giappone vs Belgio

LETTURE


|  11.00  PALLAMANO  Torneo maschile
Egitto vs Argentina

IL CASO POLITICO 

Caroline Fourest, direttrice del settimanale Franc-Tireur, esperta dei sistemi di disinformazione, è stata intervistata stamattina da Anais Ginori su Repubblica. E’ la donna che qualche settimana fa aveva denunciato la guerra ibrida della Russia contro i Giochi di Parigi.  A proposito del putiferio intorno a Imane Khelif dice

«Siamo di fronte a un tipico “blitz disinformativo”. Si sparge questa voce, spinta dall’agenzia russa Tass, secondo cui la pugile algerina non avrebbe superato un test di femminilità della federazione pugilato Iba. Un test di femminilità non significa nulla e la squalifica è stata decisa da una federazione che non è più riconosciuta dal Cio perché è nelle mani di Gazprom e dei russi. Ecco però riuniti tutti gli ingredienti per creare esattamente il tipo di polemica che piace ai robot russi e all’estrema destra, dentro all’obiettivo di destabilizzare questi Giochi». «Parigi 2024 è una bestia nera per Vladimir Putin. Tutti i sistemi russi di disinformazione sono mobilitati in questa fase. E la questione di genere è una delle loro tante ossessioni per radicalizzare opinioni e consentire la polarizzazione del dibattito».

Ginori le chiede se è stato così anche per la polemica sulla presunta parodia dell’Ultima Cena. La risposta: «Il meccanismo è lo stesso. Cos’è successo? C’era un momento della cerimonia che poteva essere vagamente ispirato al dipinto di Leonardo da Vinci. Ma c’era anche un cantante (Philippe Katherine, ndr) dipinto di blu con una corona d’uva in testa, chiaro riferimento a Dioniso, sul tema greco dell’Olimpo. I robot russi sono riusciti ad amplificare la voce di coloro che volevano vedere Gesù, e non Dioniso. L’autore dello spettacolo, il regista Thomas Jolly, nega e dice che voleva mostrare un banchetto pagano. Ma la propaganda russa ha funzionato. Ci vorrà del tempo. Siamo partiti in ritardo. Ci sono addirittura studi che dimostrano che sui social la menzogna viaggia sei volte più veloce della verità».

***

Angela Carini e la federazione pugilato hanno rifiutato il premio di 100mila dollari offerto dalla IBA, la federazione guidata dal filoputiniano Kremlev e messa al bando dal CIO, sia nell’organizzazione di questi Giochi sia dal programma di Los Angeles 2028. Cosimo Cito su Repubblica raccoglie le parole dell’allenatore di Khelif e della stessa pugile algerina, certa di una medaglia dopo il successo nei quarti di finale con l’ungherese Hamori.

«L’avete bullizzata tutti, viva l’Algeria » ha urlato lui, mentre Khelif scendeva dal ring e andava incontro al suo destino: le domande dei giornalisti. Ha risposto solo ai suoi connazionali: «Sono molto orgogliosa di regalare una medaglia al mio Paese. Ho lavorato molto duramente per essere qui. Questa è una vittoria per tutte le donne. Allah Akhbar».  E poi: «È una questione di dignità e onore per ogni donna o femmina.
Tutto il popolo arabo mi conosce da sempre. Per anni ho praticato la boxe nelle competizioni delle federazioni internazionali, l’Iba è stata ingiusta con me. Ma io ho Dio». 

Nel suo blog Storie di Sport, Dario Torromeo parla di cannibalismo come dello sport più praticato ai Giochi: L’analfabetismo funzionale arriva secondo tra gli sport di giornata. Qualcuno legge e non capisce, altri non leggono neppure. L’unica cosa che conta è la loro opinione, le loro frasi messe assieme in un italiano sconnesso più di molte strade romane. L’Olimpiade ha momentaneamente raggiunto quello che da tempo inseguiva. È tornata universale. Ma in che modo? Dirà qualcuno che ancora prova nostalgia per la ragione. Cosa volete che interessi a chi mischia la sacralità dell’atletica leggera alla breakdance? È la sintesi del mondo in cui viviamo. Continueremo a divorare corpi umani fino a quando ne rimarrà solo uno, il nostro. È quello che penseremo un attimo prima che l’ultimo cannibale ci rubi la vita.


11.00 PUGILATO  57kg Donne – Quarti di finale

11.32  PUGILATO  75kg Donne – Quarti di finale

11.45 ATLETICA Qualificazioni Lancio del martello femminile, gruppo B

11.50 ATLETICA Batterie 110m Ostacoli maschili
Batterie piene di cose strane. L'americano Freddie Crittenden è arrivato al traguardo in 18.27, senza spingere, sapendo che ci saranno i ripescaggi. Ai ripescaggi pure il campione olimpico in carica Hansle Parchment. Simonelli qualificato con il secondo posto in batteria da 13.27. Holloway migliore tempo. 
«Non mi aspettavo di trovare lo stadio pieno già di mattina», ha detto Lorenzo Simonelli. Franco Bragagna in diretta RAI: «Mi stupisco della sua sorpresa. Non sono gli Europei sotto casa tua, dove hanno fatto fatica a riempire lo stadio pure di sera»


11.50 SCHERMA Quarti di finale Fioretto a Squadre Uomini

L’Italia ha la squadra più forte secondo il ranking. Tutti i membri della squadra sono fra i primi-15 del ranking mondiale, come fa notare NBC, ma il Giappone è campione del mondo in carica con tre dei quattro fiorettisti che sono pure qua: Kazuki Iimura, quarto nell’individuale, Kyosuke Matsuyama, Takahiro Shikine e Yudai Nagano.

Gli USA confidano in Alexander Massialas e Gerek Meinhardt che facevano parte dei team di bronzo alle ultime due Olimpiadi. Miles Chamley-Watson aveva vinto con loro a Rio, Nick Itkin si è unito al duo sul podio di Tokyo. Itkin è il numero 2 al mondo, ha vinto il bronzo nell’evento individuale dopo aver sconfitto Iimura

LA REPLICA DI DANIELE GAROZZO AL GIORNALISTA ALDO CAZZULLO

Medaglia d’oro a Rio e argento a Tokyo nel fioretto, Daniele Garozzo vince una medaglia d’oro per sempre con un post su Twitter o come si chiama adesso in risposta all’editorialista del Corriere della sera, Aldo Cazzullo, autore l’altro giorno di una spiritosaggine, un passaggio contestabile segnalato anche da Slalom. Cazzullo aveva scritto che «gli schermidori, come i signori secondo Manzoni, hanno un po’ tutti del matto. Quelli che abbiamo adesso sono un po’ troppo bravi ragazzi: per questo vincono meno di una volta. Domani la squadra di fioretto insegue il cinquantunesimo oro olimpico della nostra storia. La buona notizia è che sono fortissimi. La cattiva è che sono bravi ragazzi». 

Questa è la risposta

Caro Aldo Cazzullo, sono Daniele Garozzo, campione olimpico, mondiale ed europeo di scherma, nonché medico. Trovo piuttosto curioso, per non dire assurdo, il messaggio sottinteso nel suo articolo: che essere “cattivi” sia una qualità essenziale per vincere.

Questa idea è non solo falsa, ma anche diseducativa. Affermare che “essere cattivi” porti alla vittoria sminuisce i successi di tanti atleti che, come me, hanno raggiunto i più alti traguardi grazie a impegno, sacrificio e una sana competitività.

La narrativa romantica del guerriero spietato potrebbe essere affascinante nei racconti epici, ma nella realtà dello sport moderno è fuori luogo e anacronistica.

Essere bravi ragazzi non significa essere deboli o meno competitivi. Significa avere la maturità di comprendere che il vero valore dello sport sta nel rispetto delle regole, degli avversari e di se stessi.

È attraverso questo rispetto che si costruisce una carriera duratura e un esempio positivo per le generazioni future.

Inoltre, la trasformazione culturale e sociale che hai descritto non è una debolezza, ma una forza. Atleti istruiti, rispettosi e consapevoli sono ambasciatori migliori per il nostro sport e per i valori che esso rappresenta.

La scherma non è solo una questione di medaglie, ma di carattere e integrità. Invito tutti a riflettere su ciò che veramente rende grande uno schermidore. Non è la cattiveria, ma la passione, l’impegno e la capacità di ispirare gli altri con il proprio esempio positivo. Con rispetto, Daniele Garozzo

Alla fine dell’Olimpiade bisognerà forse fare una riflessione sulla responsabilità dell’informazione nel racconto tossico dello sport, nella costruzione di un valore o di un dis-valore; bisognerà riflettere su come tutto ciò avvenga paradossalmente proprio all’Olimpiade, dove calano a frotte inviati senza una cultura sportiva specifica, senza studi, senza curiosità. Antonella Bellutti su Domani l’ha chiamata l’Olimpiade di chi parla per sentito dire

***

A FRANCESCO MERLO NON PIACE LA BOXE FEMMINILE. PERO’ NE SCRIVE

Tra gli interventi su Imane Khelif anche quello di Francesco Merlo nella rubrica delle Lettere su Repubblica. Ieri ha scritto che il pugilato femminile non gli piace, lo sport che gli piace di meno, diceva. Uno pensa vabbè, ci sta, mica deve piacere a tutte e tutti. Però ne scrive. Ne ha scritto lo stesso. Su Repubblica. Curioso.  Stamattina accoglie la lettera  di Salvatore Siddi che gli dice anch’io, caro Merlo, non amo il pugilato femminile” e gli chiede nel farlo diventare popolare quanto ha contribuito il film di Clint Eastwood “Million Dollar Baby.

Così il povero Merlo non si può sottrarre dal doversi occupare di nuovo di una cosa che non gli piace. Lo hanno costretto. Risponde così che le pugili sono state rovinate da Hollywood. Chissà quante povere figlie di mamma hanno cominciato imitando Hilary Swank e sono finite a misurarsi il testosterone. Allo stesso modo, nella mafia esistevano il capo, il don, lo zio… ma non il padrino. Chissà quanti malacarne si sono messi a imitare Marlon Brando. E però anche lo sguardo di Messina Denaro rimase quello inebetito dei macellai.

 


|  12.00  TENNIS  Gara per il bronzo doppio femminile

IL BRONZO DI LORENZO MUSETTI

Da cent’anni l’Italia non portava via una medaglia dalle Olimpiadi. Certo, molti di questi cent’anni sono trascorsi senza tennis alle Olimpiadi, ma ci siamo capiti.

Maro Imarisio sul Corriere della sera torna sul concetto di gioia per gli occhi e scrive che Musetti se l’è portata dietro a lungo, e ce l’ha ancora addosso, ma da ieri, anzi da qualche mese, non la vive più come una limitazione, il bello può andare di pari passo con il concreto. Predestinato a modo suo, grande speranza che sta mantenendo le promesse con i suoi tempi, senza farseli imporre da nessuno, cocciuto lui come il suo coach-padre Simone Tartarini nel perseguire la strada di un gioco che è per metà costruzione e per metà ispirazione, aliseo mentale libero dall’obbligo imperante del mettere ordine, il mantra del tennis moderno.

Stefano Semeraro su la Stampa: Per Musetti è la vittoria più importante della carriera, strappata non solo e non tanto con le magie del rovescio, con la sensibilità da pianista – anche se il lob vincente fra le gambe del primo set vale il premio per il colpo del torneo -, ma anche con la saldezza dei nervi, la resistenza alle intermittenze del cuore: quelle che si porta tatuate insieme ad una racchetta sull’avambraccio e che tante volte in passato lo hanno affondato

|  12.00  TENNIS  Finale doppio femminile

|  12.00  TENNIS  Finale singolare maschile

| 12.00 BADMINTON  Semifinale singolare maschile

L’ORO DI MARTA MAGGETTI

 

Io e te, vento nel vento [Lucio Battisti]

In Italia stiamo celebrando l’oro nel vento di Marta Maggetti, il suo windsurf d’oro in una versione assai diversa e tecnologicamente più avanzata rispetto a quello che Alessandra Sensini condusse al trionfo nel 1996.  Lei, Sensini, ha detto al Corriere della sera che sente come se avesse vinto di nuovo, aggiungendo con un “ma” grosso così, che questa però è un’altra vela, la vela dei giovani, la definisce. «Avevo il mal di pancia per il nervoso. La tecnologia avanza a grandi passi, bisogna adeguarsi. Oggi le tavole volanti sono normali: è la vela che chiedono i giovani. Nel kite, dove abbiamo speranza di medaglia con Riccardo Pianosi, classe 2005, i più forti atleti del mondo hanno diciotto anni. Questo spiega perché sono cambiati i formati e, con essi, le regate. Quella del Mistral con cui vinsi l’oro a Sydney era durata quarantotto minuti, Marta ha vinto in sette».


|  12.00  VELA Multiscafo misto – Manche 4,5,6 

|  12.00  VELA  Dinghy Uomini – Manche 7 e 8

|  12.00  VELA  Dinghy Donne – Manche 7 e 8

|  12.00  VELA  Kite Uomini – Manche 1, 2, 3 e 4  

|  12.00  VELA  Kite Donne – Manche 1, 2, 3 e 4

|  12.00  VELA  Dinghy misto Manche 5 e 6

12.04 PUGILATO Semifinali 54kg Donne

12.20 PUGILATO 51kg Uomini – Semifinali

|  12.30  HOCKEY SU PRATO  Quarti di finale maschili

12.35 ATLETICA Batterie 400m Ostacoli femminili

12.36 PUGILATO 63,5kg Uomini – Semifinali

12.52 PUGILATO 80kg Uomini – Semifinali

13.00 BEACH VOLLEY Ottavi di finale maschili o femminili

|  13.00  PALLAVOLO  Torneo femminile: Francia vs USA

|  13.00 TIRO CON L’ARCO Quarti individuale maschile

13.08 PUGILATO 92kg Uomini – Semifinali

|  13.30 BASKET  Torneo femminile: Canada vs Nigeria

13.30  TENNIS TAVOLO  Finale per il bronzo singolare maschile

|  13.52 TIRO CON L’ARCO Semifinali individuale maschile

14.00 BEACH VOLLEY Ottavi di finale maschili o femminili

|  14.00  PALLAMANO  Torneo maschile: Germania vs Slovenia

14.00 PALLANUOTO Torneo femminile: Ungheria vs Australia

LO SHOW DI EVENEPOEL

Marco Bonarrigo sul Corriere della sera ha trovato la corsa noiosa fino alla mezz’ora finale. Però parla di Percorso meraviglioso, pubblico clamoroso, Evenepoel mostruoso. Non era mai successo, nessun ciclista aveva mai vinto la prova a cronometro e quella in linea ai Giochi olimpici nella stessa edizione. Superiorità impressionante, perfettamente assistito da gregari di lusso come Van Aert, Stuyven e Benoot, Remco conferma classe sopraffina e smentisce clamorosamente chi lo dipinge come una star capricciosa e incostante. Il grande sconfitto è Mathieu Van Der Poel (Olanda disunita e in inferiorità numerica)

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  |   14.00  CICLISMO  Prova su strada femminile

14.30  TENNIS TAVOLO  Finale singolare maschile

|  14.33 TIRO CON L’ARCO Gara per il bronzo individuale maschile

  |  14.46 TIRO CON L’ARCO Finale individuale maschile

| 14.50 SCHERMA Semifinali Fioretto a Squadre Uomini

 

Emanuela Audisio racconta la storia di Nathalie Moellhausen, la spadista italo-brasiliana svenuta in pedana. 
Era scappata (legalmente) dall’ospedale. Per combattere. Una ragazza che si accascia, portata via dai dottori, per un male di cui nessuno sapeva. Nascosto a tutti, anche alla sua ex squadra azzurra. Un tumore nascosto anche alla Nazionale.Nathalie, come sta?
«Stanca e stordita. Sono appena stata operata. Ho una cicatrice di dieci centimetri sul fondo schiena. All’inizio sembrava una lesione tumorale schwannoma all’osso sacro. Soltanto a giugno vista la crescita è arrivata la diagnosi di un tumore fibroso solitario. Rarissimo. Dieci casi nel mondo, solo due operati. Io sono la seconda.
Ringrazio il neurochirurgo, il professore Sebastien Froelich, non è stato facile raggiungerlo, ma lui si è reso disponibile, mi ha evitato il peggio e mi ha permesso di gareggiare. Sono ancora in ospedale, sto facendo fisioterapia, per riacquistare la mobilità, soprattutto alla gamba destra. Solo ora ho appreso che tutti pensavano a un sarcoma».

15.00 BADMINTON  Finale per il bronzo doppio maschile 

|  15.00  GINNASTICA ARTISTICA  Finale Anelli Uomini

| 15.30 CANOA SLALOM  Batterie Kayak Cross Uomini

15.30 PUGILATO 57kg Donne – Quarti di finale

  15.30  TIRO  Finale skeet donne

| 15.35  PALLANUOTO Torneo femminile: Italia vs Spagna

|  15.40  GINNASTICA ARTISTICA  Finale Parallele Donne

|  16.00  PALLAMANO  Torneo maschile: Ungheria vs Francia

16.02 PUGILATO 75kg Donne – Quarti di finale

16.10  BADMINTON  Finale per l’oro doppio maschile

|  16.25 GINNASTICA ARTISTICA  Finale Volteggio Uomini

| 16.34 PUGILATO Semifinali 54kg Donne

16.45 CANOA SLALOM  Batterie Kayak Cross Donne

16.50 PUGILATO 51kg Uomini – Semifinali

17.00 BEACH VOLLEY Ottavi di finale maschili o femminili

|  17.00 PALLAVOLO  Torneo femminile: Cina vs Serbia

17.06 PUGILATO 63,5kg Uomini – Semifinali

|  17.15 BASKET  Torneo femminile: Germania vs USA

17.22 PUGILATO 80kg Uomini – Semifinali

|  17.30  BASKET 3×3  Torneo maschile: Francia vs Cina

|  17.30 HOCKEY SU PRATO  Quarti di finale maschili

17.38 PUGILATO 92kg Uomini – Semifinali

|  18.00 BASKET 3×3  Torneo maschile: Lettonia vs Polonia

18.00 BEACH VOLLEY Ottavi di finale maschili o femminili

IL RECORD DI KATIE LEDECKY

Si chiude stasera il programma del nuoto. Ieri sera l’impresa di Katie Ledecky con la sua nona medaglia d’oro individuale. Ha raggiunto così Larissa Latynina in cima alla classifica di tutti i tempi e di ogni sport. Quarto oro di fila nella stessa specialità, come Michael Phelps nei 200 misti, Carl Lewis nel salto in lungo, il leggendario Al Oerter nel lancio del disco e il lottatore Mijaín López nella categoria dei 130 kg.

Nei suoi 800 metri a stile libero, il quarto posto di Simona Quadarella. Rispetto alla sua consueta inclinazione a rispettare il piazzamento che i crono della vigilia le attribuiscono, stavolta c’è l’aggiunta di un record italiano [8:14.55]: racconta che più di così Quadarella non poteva fare. 

Poteva far meglio invece la staffetta 4×100 mista, che aveva due ori individuali nella squadra chiamata a cercare la qualificazione [Thomas Ceccon, Nicolò Martinenghi], ma ha clamorosamente ciccato. La migliore prestazione della squadra è stata della riserva Carini. No, non era la pugile. L’Italia ha chiuso dunque i Giochi di Parigi con 14 finali, cinque in meno di Tokyo. Ma a Tokyo non ci furono ori e qui ce ne sono stati due. Francesco Caligaris, la firma del nuoto per il Foglio, fa notare su X che per il nuoto italiano è comunque la seconda miglior Olimpiade per n° di ori [2)] e di finali [14], la terza per numero di medaglie [4]. Si apre il dibattito su come la vogliamo giudicare. 

VINCERE, PERDERE: CHE SIGNIFICA

Marco Imarisio sul Corriere della sera ritorna sul dibattito intorno al dilemma del quarto posto, quello che nella narrazione egemone è una medaglia di legno, il piazzamento che invece secondo Julio Velasco viene riservato ai migliori al mondo tranne tre.

Imarisio sta con Velasco: Lo sappiamo, che il vincitore si prende tutto. Titoli in home page, gloria, una effimera notorietà, i complimenti del politico di turno. Al medagliato di legno, perifrasi per altro orrenda, restano solo i rimpianti per quel che poteva essere. Funziona così. Ma la verità è che poche volte si vince, più spesso si impara soffrendo. Non ci si deve vergognare, o sentirsi fuori posto per aver dato tutto, senza riuscire a raggiungere la meta. Succede alla maggior parte di noi. Roger Federer è stato il più umano degli dèi, perché ogni tanto tremava. Come dimostra la velista Marta Maggetti, spesso il quarto posto è il preludio di un trionfo a venire. C’è sempre stata molta più vita vera negli occhi tristi di Harry Dean Stanton che in quelli dei super eroi di Hollywood

Concita De Gregorio su Repubblica si domanda cosa significa vincere, se sia un sinonimo di medaglia d”oro. Io credo che Kimia Yousofi, velocista afghana, fosse abbastanza consapevole di perdere i cento metri. Credo che conoscesse le doti atletiche delle avversarie e che non abbia pensato mai neppure per un momento di vincere, tecnicamente, quella gara. Credo che il suo scopo fosse arrivarci, e mostrare al mondo intero un foglio scritto a penna: “Istruzione sport i nostri diritti”. Ha vinto, pur arrivando ultima.
Credo che la sciabolatrice egiziana Nada Hafez, incinta di sette mesi, non puntasse a vincere una medaglia. Credo che volesse superare un altro tipo di ostacolo. Lo ha fatto.
Credo che chi è andato in gara perché lo aveva promesso al padre morente, al fratello scomparso: ci sarò per te.
Abbia vinto.
E così chi è arrivato quarto per un soffio, ma è arrivato fin lì e neppure ci sperava. Chi si era rotto, e si è riparato.
È bene tenere a mente che non è necessario essere eroi, eroine. È molto faticoso, esserlo. Bravi, per quelli che vincono medaglie. Ma si può anche non gareggiare per il podio. Farlo per altre ragioni e vincere così. Dipende da qual è il tuo fuoco, la tua meta. Ci sono storie anche brutte, alle Olimpiadi. Strane, opache, strumento di brutta propaganda. Non è tutto oro quel che riluce ma soprattutto: non riluce solo l’oro. Riluce l’intenzione.
Dipende da dove parti, da cosa cerchi. Sempre. Dipende.

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LEGGI   |  18.30 NUOTO  Finale 50 stile libero femminili

| 18.30 PALLANUOTO  Torneo femminile: Canada vs Olanda

|  18.35 BASKET 3×3  Torneo maschile: Serbia vs Lituania

  |  18.36 NUOTO  Finale 1.500 stile libero maschili

| 19.00  PALLAMANO  Torneo maschile: Danimarca vs Norvegia

|  19.05 BASKET 3×3  Torneo maschile: USA vs Olanda 

19.05 ATLETICA Batterie 400m maschili

19.10 SCHERMA Assalto per il bronzo Fioretto a squadre uomini

  |  19.12  NUOTO  Finale staffetta 4×100 misti uomini

  |  19.35  NUOTO  Finale staffetta 4×100 misti donne

19.50 ATLETICA Finale Salto in alto femminile


| 20.00 ATLETICA Semifinali 100m maschili

Il giorno prima di quel grande giorno, Marcell Jacobs corse una batteria da  primato italiano [9.94] che faceva sperare. Che cosa sperava l’Italia? Che andasse in finale. sperava che ci fosse un canottiera azzurra fra le otto più veloci del mondo. Sarebbe bastato, sarebbe stato storico. Esagerò. Il motore di Jacobs era preparato per altro, per molto di più, fece il record europeo in semifinale,  lo rifece in finale, 9.80, cominciarono i suoi guai. Negli archivi di Slalom trovate lunghe riflessioni sulle conseguenze di quell’oro, la sua pessima gestione, la cattiva interpretazione da parte dello staff di Marcell di prospettive e ambizioni, e su come l’orizzonte di Jacobs sia stato viziato dal risultato imprevisto di quella serata giapponese.

Tutte le sue successive uscite, in questi tre anni, sono state accompagnate da un tremendo clima nazionalista che ha preferito tenere gli occhi chiusi sul campione che gonfia bambinescamente i muscoli come Popeye. Quasi tutte le uscite di Jacobs sono state accompagnate da un commento che invitava ad aspettare la prossima, la prossima sì, vedrete, la prossima conta. Dopo l’ennesima prova debole di ieri, Stefano Tilli in telecronaca RAI ha trovato l’immagine esatta: «Sta arrivando il cameriere con il conto». 

Sui giornali di stamattina tira quell’aria là. Gaia Piccardi sul Corriere della sera ha scritto: “Tre anni dopo, è un altro Jacobs. il mondo è cambiato e va veloce, le scarpe sono più performanti (a volte, troppo) e anche il tartan dell’Olimpiade ha virato verso un color lavanda che sembra uscito dall’arcobaleno Lgbtq+. La speranza è che il re di Olimpia abbia conservato nella manica quei decimi (almeno due) che gli serviranno per permettere al bandierone di continuare a sventolare sul regno della velocità dopo aver già ceduto i due ori nella marcia. Semifinale stasera in ottava corsia contro Simbine, Bednarek e Tobogo, tutta gente che quest’anno ha corso più forte di lui

Giulia Zonca su La Stampa considera: Le perle nei capelli, il ricordo della madre sulle unghie, la patria sul polso: gli uomini più veloci del mondo si sono preparati per la sfida più attesa delle Olimpiadi, ma in pochi erano pronti allo start di ingresso e di certo non lo era il campione in carica. Il primo sorso di Olimpiadi va di traverso a Marcell Jacobs che non vince la batteria senza concorrenza straordinaria, viene punto da un ape che gli lascia un bozzo sulla schiena e chiude in 10″05 (-0,3 il vento) dietro al nigeriano Ajayi che si ritrova oggi nella sua semifinale 


|  20.00  HOCKEY SU PRATO  Quarti di finale maschili
GERMANIA VS ARGENTINA

20.05  PALLANUOTO
Torneo femminile: Francia vs Grecia

20.30 ATLETICA Finale Lancio del martello maschile


20.30 SCHERMA Assalto per l’oro Fioretto a squadre uomini


| 20.40 ATLETICA Semifinali 800m femminili

21.00 BEACH VOLLEY Ottavi di finale maschili o femminili


|  21.00 BASKET
Torneo femminile: Australia vs Francia

|  21.00  PALLAMANO
Torneo maschile: Spagna vs Croazia

|  21.00  PALLAVOLO
Torneo femminile: Brasile vs Polonia

21.15  ATLETICA Semifinali 1500m maschili

|  21.30  BASKET 3×3  Quarti di finale maschili

21.55 ATLETICA Finale 100m maschili

Nel giorno in cui un americano ha perso l’oro nel tiro con l’arco per tre millimetri, un altro americano ha vinto i 100 metri per cinque millesimi di secondo. Non c’è confronto. Questo è l’oro della gara regina, questo è l’oro che la Grande America non vinceva dal 2004.

Noah Lyles è andato a prenderselo lavorando su questa distanza come un’ossessione, con l’obiettivo di vincere quattro corse in una stessa Olimpiade. Non aveva mai corso in meno di 9.80, il tempo dell’oro di Tokyo. L’ha fatto nella sera giusta, quando con un tempo di 9.85 si resta non solo fuori dal podio, ma neppure fra i primi quattro.

Il mondo corre, questa è la lezione che Marcell Jacobs porta via da Parigi, mentre lui è stato troppo tempo fermo in questo triennio. Il 9.85 sulla pista viola dello Stade de France è il migliore mai fatto dopo Tokyo. Conferma la sua propensione all’agonismo nelle grandi manifestazioni, ma nel riconoscergli l’eccezionale risultato di una seconda finale consecutiva, entrambe corse sotto 9.90, allo stesso tempo invita a farsi due domande sulla gestione di un campione olimpico fra Tokyo e Parigi.

Due primati nazionali: Akani Simbani per il Sudafrica [9.82] e Letsile Tebogo per il Botswana [9.86], un primato personale, due migliori prestazioni stagionali, una delle quali per Fred Kerley, anche lui protagonista di un 9.81 nel momento del bisogno. 


| 22.00 BEACH VOLLEY Ottavi di finale FEMMINILI


|  22.05 BASKET 3×3  Quarti di finale maschili 

SERBIA VS FRANCIA

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