IL GESTO DEL GIORNO
IL QUADRO DEL SURF
Gabriel Medina, brasiliano, trent’anni, surfa da quando ne aveva 7, si prese una pausa di sei mesi nel 2022, era sconvolto dalla separazione dalla moglie. Ma se adesso si parla di lui, non è per qualche acrobazia nella gara olimpica di surf dall’altra parte del mondo, sull’onda più onda che c’è.
Si parla di lui per merito di Jérôme Brouillet, fotografo dell’Afp che a Tahiti lo ha ripreso così, uno scatto che si candida a più bello del 2024. Un uomo sospeso tra il cielo e l’acqua, un’ascensione da quadro del Rinascimento. Brouillet ha parlato con Time e ha fatto sapere che lui è sì un surfista ma non è mai andato sull’onda di Teahupo’o: troppo pericoloso.
«Ci sono due barche dei media che riprendono gli eventi di surf, quindi a essere onesti, se tutte le condizioni sono soddisfatte – meteo, onde, luce, se chi guida la della barca è nella posizione giusta e se tu sai come usare la macchina fotografica – non ci possono essere foto brutte di surf da Teahupo’o. Tutto il resto è esperienza, tempismo e un pizzico di fortuna. Questo differenzia uno scatto buono da uno scatto fantastico».
Time spiega che tutti i fotografi sul posto stanno scattando a raffica, catturano cioè 20 immagini al secondo. Brouillet sottolinea che di aver scattato i suoi fotogrammi esattamente nello stesso momento in cui altri colleghi stavano facendo lo stesso. Brouillet dice di aver intuito subito di aver preso Medina in aria, ma per non far dispiacere l’ego del capo afferma che è stato in realtà uno sforzo di squadra, perché è stato lui, l’editor, il direttore, quello che è, a riconoscere come straordinario lo scatto e pubblicarlo immediatamente. Brouillet comunque conosce bene le acque di Teahupo’o, si è trasferito a Tahiti circa 10 anni fa da Marsiglia, dopo essersi innamorato della regione durante una vacanza con la sua ragazza.
Emanuela Audisio su Repubblica ha scritto: “Tahiti, colonia dal 1880, cittadinanza francese dal 1946, ma soprattutto sogno di ogni ribelle e fuggitivo. Perché almeno lì le inquietudini si placavano o si arricciavano a forma di onda. Se solo per un attimo potessimo aprire gli occhi. E ricordarci di quando da bambini volevamo giocare anche sotto la tempesta. E di come i Giochi anche quelli con la maiuscola sono o dovrebbero essere un modo per conoscere il mondo, quello vicino e quello lontano. E se ci ricordassimo della nostra adolescenza, alla ricerca dell’avventura, della Ballata del Mare Salato di Corto Maltese, by Hugo Pratt, degli ammutinati del Bounty, sempre Polinesia, però inglese, isole Pitcairn, delle pagine di Herman Melville, di Robert Louis Stevenson, di Mark Twain, di Jack London, di Somerset Maugham. Su tutti quelli che partivano con un dolore e con una ferita dentro, alla ricerca di una cura, che fosse una gara di arrampicata sugli alberi di cocco (è una prova delle Olimpiadi Polinesiane) o il cercare di trovare un mezzo per scavalcare le onde e dare una scossa a un cuore spento”.
Questa invece l’ha scattata Jack Hill, il fotografo del Times, e onestamente non è brutta. Sono Andy Murray e Dan Evans scampati alla sconfitta nel torneo di doppio maschile, nel tennis.