In Formula 1 disconoscono Dario Baldan Bembo

Perché lui ha / l’‘amico ha /  il saper vivere che manca a te /

ti spinge a correre / ti lascia vincere / perché un amico punto e basta è

[Dario Baldan Bembo]

 

SETTE CILINDRI | Russell fuori dal giogo di Max. La fine dell’amicizia tra Verstappen e Norris  

DI ROBERTO LIBERALE

 

  DUELLI  SENZA RAGIONI E TORTI

Lo spettacolo del Gran Premio d’Austria ci ha riportato alla Formula Uno di qualche anno fa, quando i piloti se le davano di santa ragione in pista, senza troppi tatticismi e strategie, ma solo con la voglia di mettere il muso della macchina davanti a quello degli avversari. Dopo tanto spettacolo senza esclusione di colpi, si spera che tra Norris e Verstappen torni la pace, è una nuova rivalità che può far solo bene alla Formula Uno. 

Le manovre di entrambi durante il loro duello sono state al limite, e se Verstappen è stato sportivamente cattivo nella sua difesa, Norris non è stato a guardare. Dopo un duello del genere è impossibile distribuire ragioni e torti, la giuria è stata troppo fiscale nel penalizzare Lando di 5 secondi per una manovra francamente involontaria ed inevitabile, mentre allo stesso tempo la penalizzazione di Max finisce per non essere afflittiva. Ma questo argomento merita un cilindro a parte. Resta il punto interrogativo circa la penalità di Norris. Non è chiaro ancora se la stessa è stata scontata al Red Bull Ring quando la monoposto è tornata ai box ed i meccanici hanno atteso 5 secondi prima di toccare la vettura, oppure se Lando sarà costretto a retrocedere di 3 posizioni a Silverstone.

  ARTEFICI  GEORGE RUSSELL, FINALMENTE LIBERO

La Mercedes è la quarta scuderia a vincere nel 2024. Era dal 2021 che non salivano quattro team sul gradino più alto del podio. Allora la quarta scuderia a vincere, dopo Mercedes, Red Bull e Alpine, fu la McLaren, con una doppietta nel GP d’Italia, 14esimo Gran Premio stagionale. Stavolta è successo al numero 11.

Che ci fossero più scuderie in grado di vincere era nell’aria, anche se la vittoria di Russell è stata figlia del duello finito male tra Verstappen e Norris. George Russell sembrava un pilota con un grande futuro alle sue spalle, almeno secondo molti osservatori. In realtà una Mercedes non sempre all’altezza ha pesato molto sui suoi risultati, anche se da quando è arrivato nel 2022 nella scuderia di Toto Wolff ha battuto Hamilton in qualifica 30 volte su 55 e in gara 23 volte sulle 45 in cui entrambi sono arrivati al traguardo.

Più del 50% delle sfide vinte da George non possono essere un caso, e se la Mercedes è riuscita a cogliere due vittorie in questi ultimi tre anni lo deve a lui. Nel frattempo Hamilton, nonostante il quarto posto finale, sembra sempre più un pilota senza il guizzo di un tempo, incapace di tornare al ritmo che un tempo gli valse il soprannome di “Hammer Time”. Il duello infinito del 2021 con Verstappen gli deve essere costato molto mentalmente. Purtroppo Max ha finito per divorare psicologicamente molti piloti, dai compagni di scuderia ai suoi principali rivali. L’approdo di Lewis a Maranello ci dirà se la sua carriera è ormai sul viale del tramonto o se ci sarà un ultimo colpo di reni del pilota più vincente della Formula Uno.

  FERRARISMI   LA CONFUSIONE DI LECLERC

La Ferrari ha approfittato parzialmente del pasticcio tra Verstappen e Norris ed è salita sul podio. Parzialmente perché al momento dell’incidente Sainz era secondo, apparentemente a caccia di Russell. Carlos ha ceduto nel finale, accontentandosi di un terzo posto inatteso e per questo accolto positivamente.

Il weekend di Leclerc è stato invece da dimenticare. Venerdì ha perso il giro buono nella qualifica della Sprint Race a causa dello spegnimento del motore. Sabato ha commesso un errore in qualifica mentre stava provando ad andare oltre i limiti nel giro decisivo. In gara si è trovato subito coinvolto in un incidente al primo giro che lo ha costretto a rientrare ai box per cambiare l’ala anteriore. Cose che possono succedere quando si parte più indietro. Non si riesce più a comprendere quanto pesino le sbavature di Leclerc e quanto invece la Ferrari non riesca a fornirgli una monoposto adeguata. Visti i risultati di Sainz, che sembra riuscire meglio ad adattarsi alla gara, Leclerc appare spesso in confusione, non riuscendo ad adattare il suo indubbio talento alle situazioni del momento. 

Intanto in classifica costruttori la Rossa perde punti rispetto a tutte le scuderie rivali. La McLaren è ormai ad appena 23 punti, prossima all’aggancio. La Mercedes, vincitrice di tappa nel weekend austriaco, ne recupera 24 e la Red Bull, nonostante tutto, conquista comunque 4 punti in più della Ferrari. In classifica piloti, Leclerc resta terzo e deve ringraziare il ritiro di Norris se il ritardo da Lando è cresciuto di soli 4 punti, distacco acquisito da Lando nella Sprint Race. A Maranello hanno pochi giorni per aggiustare il tiro, Silverstone sarà decisiva per capire come sarà la seconda metà della stagione ferrarista.

 

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  TEMI  OSCAR, ATTORE NON PROTAGONISTA

La McLaren è tornata a casa con la sensazione di aver buttato via una doppia occasione. La prima è il ritiro di Norris, che si spera non abbia strascichi nel futuro del campionato. La seconda è il mancato aggancio di Piastri a Russell. In effetti Oscar è stato a lungo frenato da Sainz nella sua rincorsa a quello che inizialmente sembrava essere un terzo posto, diventato poi un primo. 

La McLaren continua a crescere, ma raccoglie ancora pochissimo rispetto alle sue potenzialità. In Austria è arrivato comunque il secondo podio stagionale per Piastri e l’ottavo per la scuderia. Ormai i 9 podi del 2023 sono a un passo, ricordando che l’ultima volta in cui la scuderia di Woking superò quota 10 podi fu nel 2012, quando ne arrivarono 13, uniti a 7 vittorie. L’addio di Hamilton alla fine di quella stagione diede il via ad un periodo con scarsi risultati, appena 11 podi in 10 anni ed una sola vittoria, periodo dal quale la McLaren sembra finalmente uscita.

 

  TENDENZE  IL DECLINO DELLA VECCHIA GUARDIA

In questa Formula Uno così spettacolare due piloti sembrano aver scelto, loro malgrado, l’anonimato. Alonso e Perez, per ragioni diverse, stanno lentamente scomparendo dalle classifiche. Il primo, pur se alla guida di una monoposto che non eccelle più, è stato battuto dal compagno Stroll sia nella Sprint che nel Gran Premio. Per la quarta volta non ha preso punti ed è sempre più in difficoltà.

Il secondo è ormai un caso. Nonostante l’incidente, la fermata ai box e i 10 secondi di penalizzazione di Verstappen, Checo gli è rimasto dietro di 17 secondi. Addirittura in difficoltà tra le due Haas ed incapace di sorpassare quella di Hulkenberg. Il tutto su una Red Bull, una monoposto che nella peggiore delle ipotesi è da podio. È una Formula Uno nella quale i più giovani si stanno prendendo tutta la scena, il più anziano vincitore in questa stagione è stato Carlos Sainz, con i suoi 29 anni. Ma ciò non basta per comprendere il lento declino di tre piloti considerati veloci e affidabili tanto da meritarsi onerosi contratti, nuovi o rinnovati, come Hamilton in Ferrari, Pérez ancora in Red Bull per un altro anno e Alonso che resterà in Aston Martin.

Non è passato troppo tempo da quando i più anziani della F1 si prendevano tutti i complimenti, per fortuna in Austria ci hanno pensato Hulkenberg, anni 36, e Ricciardo, anni 35, a contribuire, insieme proprio ad Hamilton e Perez, a far salire un po’ l’età media dei piloti in zona punti. Solo che da Pérez, Hamilton e Alonso è lecito aspettarsi qualcosa in più. Non vorremmo leggere da qualche parte che la Formula Uno non è un “posto per vecchi”.

 

  DISCUSSIONI IL RISVEGLIO DELLE PICCOLE SCUDERIE 

Altra novità: in Austria ben 4 vetture di scuderie cosiddette “minori” sono entrate in zona punti: le due Haas di Hulkenberg e Magnussen, la Racing Bull con Ricciardo e la Alpine, per la quarta volta consecutiva a punti con Gasly. Il gap tra le scuderie più forti e le altre è ancora ampio. Si spera sempre che alla festa del podio possano partecipare prima o poi anche quei piloti che oggi lottano tanto per arrivare almeno in zona punti.

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     PROSPETTIVE  IL CORPO A CORPO

Le regole sono sacrosante e vanno rispettate. Nessuno rimpiange le decisioni macchinose, tardive o bizantine che caratterizzarono il periodo in cui Michael Masi era direttore di gara. Un po’ di elasticità non sarebbe però così male. Le penalizzazioni automatiche per l’infrazione dei “track limits” dovrebbero tenere in considerazione la volontarietà dei piloti e l’effettivo vantaggio ricavato nell’infrangerli. È anche vero che si rischia di andare nel campo della discrezionalità, un campo dal quale ormai quasi tutti gli sport si stanno allontanando, calcio compreso. Però i 5 secondi a Norris sono sembrati davvero poco opportuni, soprattutto nel bel mezzo di un duello fino ad allora cavalleresco. Soprattutto perché non solo Lando non lo ha fatto di proposito, ma anche perché ha subito ceduto la posizione a Verstappen. La Formula Uno è uno sport pericoloso, però il corpo a corpo è sempre stato il momento più emozionante di questo sport. Non ce lo togliete per favore, non vorremmo tornare all’epoca dei sorpassi ai box.

   PUZZLE  |  CHE COSA SI DICE IN GIRO

  LE RELAZIONI PERICOLOSE

Daniele Sparisci, Corriere della sera: Come è facile passare dal padel, dalle garette virtuali, alle prese in giro sui social, allo scontro totale. Furioso Lando ieri sera riguardava le immagini del contatto, da solo, senza pace. Dal colpo Mondiale al ritiro e con il retrogusto amarissimo di aver visto Max, pur penalizzato (10’’ per aver provocato la collisione), tagliare il traguardo da quinto Ma in fondo Lando non lo conosce così bene, l’orange ha costruito il suo regno anche attraverso il ricorso a scorrettezze. Quando si sente sotto attacco, la McLaren ora è al livello della Red Bull, reagisce. Le scuse? Non adesso, chissà forse mai.  Quante relazioni ha consumato la pista: Villeneuve-Pironi, Hamilton-Rosberg

  IL MONELLO

Alessandra Retico: Cattivissimo Max. Il Verstappen del passato, prima che diventasse imprendibile, invincibile. Il (tre volte) campione del mondo ritorna il ragazzo terribile che fu. Brutale, crudele, spietato. Sempre al limite, spesso oltre. Stavolta, oltre: manovre a zig zag, spostamenti in frenata, spinte, sgambetti.

  LA NAZIONALE ROSSA

Umberto Zapelloni, il Giornale: Carlos Sainz salva il fine settimana di una Ferrari decisamente appannata. Leclerc era addirittura uscito di scena al via, quando, toccato da Piastri, aveva rotto l’ala anteriore: ha chiuso undicesimo. Paga le qualifiche, l’esser scattato troppo indietro. Un leggero miglioramento da venerdì a domenica c’è stato, ma è poco per essere contenti.

  QUALCHE NUMERO

La Gazzetta: Con il successo di George Russell, salgono a 5 i vincitori stagionali: escludendo le Sprint, 7 vittorie Max Verstappen, una a testa Carlos Sainz, Lando Norris, Charles Leclerc e George Russell. In tutto il 2023 si registrarono solo 3 vincitori mentre nel 2022 furono 5, ma rimasero 4 fino alla vigilia del 21° GP stagionale. Nell’intero 2021 sei piloti salirono sul gradino più alto del podio ma anche in quel caso erano 4 dopo 11 GP. L’ultimo campionato con 5 vincitori nei primi 11 GP era stato il 2013, anzi addirittura 5 nelle prime 10 gare, anche se poi Sebastian Vettel si aggiudicò le successive 9. Grazie a Russell diventano 310 le vittorie dei piloti britannici in F.1, record assoluto

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