Hamilton si è tolto Abu Dhabi dalla testa

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Una volta che si è messo a salutare 140.000 persone fradice ma euforiche sulle tribune di Silverstone, una volta che si è messo a singhiozzare in modo incontrollato nel suo casco, dicendo al suo ingegnere di gara che lo amava; una volta che ha ringraziato il suo team più e più volte; una volta che Lewis Hamilton è tornato Lewis Hamilton fosse anche per un giorno, è stato come se avesse aperto una valvola per lo sfogo di tre anni di emozioni represse. Così dice Tom Cary sul Telegraph, ora che da Silverstone, proprio da Silverstone, si ricompone in gloria la figura di questo 39enne pilota che avevamo dato per perso, smarrito, battuto dal Tempo proprio adesso che fuori dal tempo aspetta di prendersi un sedile della Ferrari.

Sono nove adesso le vittorie di Hamilton su questo circuito, più di qualsiasi altro pilota in qualsiasi altro Gran Premio. Valgono i 14 Roland-Garros di Rafa Nadal, gli 8 Wimbledon di Roger Federer, ci sono persone che in certi posti non invecchiano mai. L’ultima volta che Hamilton aveva vinto, aveva 31 mesi in meno sulla carta d’identità, era stato in Arabia Saudita nel 2021. Quel giorno lasciò Jeddah a pari punti con Max Verstappen in classifica generale. La gara successiva fu quella di Abu Dhabi.

«Quando sono tornato nel 2022 pensavo di averla superata» ha ammesso Hamilton un’ora o due dopo aver tagliato il traguardo, un secondo e mezzo prima di Verstappen, una gara senza fiato, bagnata-asciutta, altalenante” dice il Telegraph. Invece no, non l’aveva superata affatto. L’effetto di Abu Dhabi su re Lewis non è misurabile, ma nelle ultime due stagioni lo abbiamo visto girovagare per il mondo su un’auto per lo più non competitiva, inizialmente furioso per l’ingiustizia, poi disperato per l’incapacità della Mercedes di riportarlo in testa al gruppo” fa notare il Telegraph.

CHE COSA SI DICE IN GIRO

Quella stagione deve essersi conclusa. Daniele Sparisci sul Corriere della sera dice che la squadra di Toto Wolff ha capito come far funzionare l’effetto suolo di questa generazione di monoposto, e come fa notare un alto dirigente di un team rivale, quando sblocchi il potenziale e cominci a comprendere arriva tutto il resto di conseguenza ed è un crescendo. La Mercedes è in questa fase, in pista ci sono due gruppi di macchine: chi ha compreso e chi no. Due vittorie consecutive, ma molto diverse fra loro

Il paziente inglese è vivo dice Alessandra Retico su Repubblica, ricordando che Lewis ha scelto di rimettersi in gioco alla Ferrari. La scuderia che a occhio deve essere tra quelle che non hanno compreso l’effetto suolo. La Ferrari della gestione Vasseur. Giorgio Terruzzi, ancora sul Corriere della sera, scrive: Che succede? Non si sa. Le spiegazioni utilizzano parole vuote, trattano un disarmo palese come se fosse questione di un decimo perso da chi guida nel giro secco. Il tutto con un terremoto in atto al vertice tecnico del team; con una macchina che rischia di prenderle anche da gente capace di lavorare meglio con risorse meno ingenti; con una bussola in apparente tilt, a Maranello come in pista. Si procede al trotto, un’andatura da quarto posto, abbinata a una supponenza che impedisce persino di mettere un’altra pietra sopra questa stagione. Peggiore della scorsa, a sua volta peggiore dell’annata 2022. Chiusa — per uso di memoria — con doppio secondo posto (team e piloti) giudicato fallimentare

Fréderic Ferret dalla Francia su L’Equipe dice che dobbiamo rispettare le leggende, non seppellirle mai. Lewis Hamilton è uno di quei miti già iscritti nel pantheon“, mentre Madeleine Coleman su The Athletic si dedica al week-end illusorio delle McLaren, che a un certo punto occupava i primi due posti della corsa, ma la perdita del primato è dipesa dal modo in cui ha gestito i pit stop, sia da parte del team sia del pilota. Norris e Piastri erano in testa alla gara. La McLaren è parsa la squadra più veloce per tutto il weekend e in gara. Quando entrambi hanno facilmente superato Verstappen, sembrava che avrebbero potuto controllare il GP, da primo e secondo. Ma è caduta la pioggia e le squadre hanno iniziato a valutare quando sostituire le gomme. Le strategie di Mercedes e McLaren sono state opposte.

 

TITOLI    

Corriere della sera: Martin, regalo di matrimonio a Bagnaia che ringrazia e vince” – Trionfo Ducati, lo spagnolo in testa cade. Pecco: «Io non mollo mai» Paolo Lorenzi ha scritto: Meriterebbe anche il premio bontà, Pecco Bagnaia. Dopo aver tagliato il traguardo del Sachsenring, è corso a regalare le sue saponette da gara a due fratellini che l’hanno incitato per tutto il week end, chiedendo in cambio, cartello alla mano, un gadget di ricordo. Come la borraccia di Pogacar lanciata al ragazzino sul Monte Grappa, durante il Giro d’Italia, il gesto del numero 1 della Ducati lo qualifica campione di gentilezza

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