Il 17enne francese che insidia i cinesi nel tennis tavolo

     Dopo cinque cinesi viene lui. L’unico europeo fra i primi nove della classifica mondiale di tennis tavolo. Si chiama Félix Lebrun, 17 anni, la più fresca carta da medaglia per la Francia alle Olimpiadi dell’estate prossima, dove ogni nazione può iscrivere solo due giocatori. Félix va per essere il migliore nel resto del mondo e per portare la nazionale alla finale del torneo a squadre, come ha fatto in questi giorni ai Mondiali di Busan in Corea del Sud. Negli ultimi ventinove anni la Cina ha perso il titolo solo nel 2000 contro la Svezia e in campo femminile solo nel 2010 contro Singapore. Nell’individuale maschile sono imbattibili dal 2003 e in campo femminile dal 1993.

Lebrun è il più vicino al loro livello. Nathanaël Molin, il suo allenatore, è il primo a dirsi stupito di questo prodigio. «Non c’è niente di logico nell’essere sesto al mondo a 17 anni». L’altro singolarista francese ai Giochi potrebbe essere suo fratello Alexis, 20 anni, numero #14 al mondo, ma con lo scalpo nobile di Fan Zhendong, il numero #1 battuto una volta.

«La carriera dei miei sogni? L’ho scritto su un pezzettino di carta quando avevo 7 anni. La mamma ha la foto: campione olimpico Félix, vicecampione Alexis. Era il mio sogno più grande da piccolo e lo è ancora oggi». 

Alexis è quello creativo, Félix è quello veloce. “Sono diventati i volti inconfondibili del ping pong” ha scritto Le Monde, occhiali squadrati, i brufoli, capelli tra il biondo e il rosso, “la nuova forza trainante di questo sport, che aveva visto un calo degli iscritti dopo la pandemia ma ora è tornato ai livelli pre-Covid. Sono i nuovi ambasciatori del tennistavolo tra i media. Sono ancora relativamente sconosciuti, la loro visibilità mediatica è lontana dal rivaleggiare con quella di una grande competizione come i Giochi o di partite di alto profilo come quella tra Camilla e Brigitte Macron nel settembre del 2023. La sfida principale è quella di elevare il tennis da tavolo da sport spesso visto come un passatempo occasionale, o come un’attività terapeutica per patologie come l’Alzheimer e il Parkinson, a disciplina agonistica riconosciuta e rispettata”.

Il fascino diffuso per i fratelli Lebrun sta mettendo in ombra tutto il resto, ha scritto le Monde, tipo questo rovescio dietro la schiena giocato da Lilian Bardet al primo punto del primo match ai Mondiali della Francia. Un biglietto da visita: salve, siamo diventati questi. 

 

Félix e Alexis hanno avuto un papà [Stéphane] e uno zio [Christophe Legoût] che sono stati il #7 di Francia e il #14 al mondo. Félix ha cominciato a giocare all’età di tre anni. Adotta l’impugnatura a portapenna, oggi molto rara tra gli europei ma tempo addietro sviluppata in Ungheria, una delle culle del gioco. I Lebrun vengono da Montpellier e si allenano “lontani dal lusso dei grandi club con aria condizionata e tappeti scintillanti”, anzi frequentano una palestra che Libération ha definito una volta un bozzolo del ping-pong, come se fosse una serra surriscaldata”. 

Eurosport l’ha descritta come una lotta squilibrata: due contro 70 milioni. “Da una parte due ragazzi fragili, due fratelli di Montpellier di 19 e 16 anni. Dall’altra un Paese, addirittura un impero, che ha 70 milioni di possibili crack. In Cina, il paese più popoloso del mondo, il tennistavolo, lo sport nazionale, è una materia insegnata a scuola. Ad ogni angolo di strada, tavolini. E non c’è bisogno di andare oltre per spiegare il dominio incontrastato dei cinesi sulla disciplina”.

 

L’arte in cui eccelle Félix detto Féfé è il servizio. Secondo Simon Gauzy, il terzo miglior giocatore francese, fra i primi #30 al mondo, il piccolo Lebrun ne ha almeno trenta differenti l’uno dall’altro. “Se l’avversario riesce a rispondere, spesso gli regala una palla che gli permetterà di concludere agevolmente il punto al colpo successivo” ha spiegato L’Équipe. Il coach Nathanaël Molin stima che almeno il 30 percento dei punti di Félix siano merito della battuta. La allena per un’ora al giorno, un’ora al giorno solo per quella. Ha cominciato quando dovette restare fermo due settimane per un problema a un tallone.

Il servizio ha regole severe. La pallina deve essere lanciata dal palmo della mano libera e sopra il livello del tavola. Una volta in aria deve percorrere almeno 16 centimetri in verticale, cioè deve superare l’altezza della rete che è di 15,25. È vietato nasconderla all’avversario – pratica di cui viene accusato il cinese Wang Chuqin. Più alto è il tiro, maggiore sarà la velocità della pallina, ma maggiore sarà pure il rischio.

“Il vantaggio di avere un leader diciassettenne, dal talento sconfinato e dall’energia contagiosa, è che il suo atteggiamento spensierato diventa terribilmente contagioso” ha scritto Louis Boulay su L’Équipe per spiegare come abbia fatto la Francia a sedersi al tavolo dei re cinesi, dei re e delle regine perché pure la squadra femminile è arrivata in semifinale. 

Insomma Lebrun è un Sinner del tennis tavolo francese [era un peccato non dirlo, non so se avete notate, adesso va molto dire questa cosa: tutti sono il Sinner di qualcosa o qualcuno].

 

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