La ragazzina che ha trovato l’albero magico di Djokovic

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La ragazzina che ha trovato l’albero magico di Djokovic

 

 

Un giorno di undici anni fa, un ragazzina quattordicenne stava passeggiando al Royal Botanical Gardens di Melbourne, quando rimase a bocca aperta per la sorpresa. C’era Novak Djokovic. Esatto, quello là era proprio Novak Djokovic. Stava gironzolando in modo strano ma familiare intorno a un albero. Si sa come vanno le cose a quattordici anni. Matilda – così si chiamava la ragazzina, e così si chiama ancora – tirò fuori lo smartphone dalla tasca e chiese al campione una foto. Djokovic fu gentile, andiamo, certo, facciamola, ma come spesso succede furono meno gentili gli uomini attorno a lui. Ordinarono a Matilda e al suo amico di fare in fretta e smammare, perché Novak si stava allenando. 

Mmm. Allenando? Strano, pensò Matilda. In mezzo al parco? Senza nemmeno una racchetta? Bah, sarà una scusa, immaginò lei. Scrollò le spalle, applicò il filtro seppia più seppia di cui disponesse e mise la foto su Instagram. Prese 16 like. Le parve un trionfo. Ma un tarlo le è rimasto da allora nella testa, come in genere i tarli fanno con il legno. Come diavolo si stava allenando Djokovic al Royal Botanical Gardens? 

Undici anni dopo c’è la risposta. I giornali hanno raccontato in queste ore di una speciale relazione tra il numero 1 al mondo e un albero, un albero che andava ad abbracciare, per meditare, per prendere energia dalla natura, eccetera eccetera. Djokovic è stato sempre attento a non rivelare la posizione esatta dell’albero, ma sulla scorta dei ricordi adolescenziali Matilda è tornata nel parco, sicura di rintracciare l’albero giusto, quello là. 

Non è che abbia intenzione di svelare dove sia, semplicemente si sta chiedendo se per caso sia rimasta in giro altra magia, se per caso possa aiutare anche lei. Pare averlo individuato dopo due ore – dopo aver scartato altri 67 esemplari. Lo ha raccontato lei stessa, perché oggi Matilda – Matilda Boseley – è una giornalista del Guardian Australia. Probabilmente – ha scritto – il successo di Djokovic nel tennis non ha alcuna relazione con l’albero, ma non si sa mai, ora ho questo bisogno irresistibile di prendere una racchetta e scendere in campo.

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