Quelli di Nanterre dicono che la differenza tra loro e i parigini si vede dalle brioche. In città le sfornano come se fossero due palline sovrapposte, nella periferia settentrionale sono invece rettangolari, l’impasto viene diviso in otto parti uguali allineate su due file. Pare poco, invece in mezzo ci passa un mondo. Qui ha fatto i suoi studi universitari Nicolas Sarkozy, qui esiste il più grande centro di accoglienza d’Europa per senzatetto. La città è stata amministrata in modo continuato dal Partito comunista fin dai tempi di Raymond Barbet, anno 1935. Patrick Jarry ha lasciato il PCF nel 2010, oggi la maggioranza appartiene alla DVG, la cosiddetta Divers gauche, una sinistra plurale. A un certo punto in Les Misérables Gavroche recupera le cartucce dai cadaveri davanti alla barricata di Rue de la Chanvrerie, prima di essere ferito a morte, e canta: «Siamo brutti a Nanterre. È colpa di Voltaire. È colpa di Rousseau».
Oggi il sindaco si chiama Raffaele Adamo, si è insediato a ottobre, quattro mesi dopo le rivolte in strada per la morte del diciassettenne Nahel Merzouk, ucciso un agente di polizia a un posto di blocco. Nahel era a bordo di una Mercedes gialla, il poliziotto si avvicinò al finestrino del guidatore, scambiò qualche parola, alla fine disse: «Ti ficco una pallottola in testa». Quando la macchina ripartì, andò a schiantarsi contro un palo. Ma non era stato un incidente. Il ragazzo alla guida era stato colpito da un proiettile al torace. Nahel Merzouk era franco-algerino, viveva a Nanterre con sua madre Mouna, studiava da elettricista, lavorava come fattorino, giocava a rugby nell’ambito di un progetto per il recupero dei giovani in balia del disagio sociale.
Il rugby a Nanterre è quello del Racing 92. Gioca a La Défense Arena, un impianto polivalente inaugurato nel 2017, al centro di una profonda ristrutturazione per i Giochi. Insieme con la costruzione del Villaggio olimpico è il progetto più ambizioso del dossier parigino. È nella casa del Racing 92 che si svolgeranno le gare di nuoto e pallanuoto.
L’Équipe ha dedicato stamattina un pezzo al programma dei lavori. Il comitato organizzatore prenderà in consegna l’arena il 15 maggio, quarantott’ore dopo il quarto e ultimo concerto di Taylor Swift. L’ex sciabolatore Jean-François Lamour, vicepresidente di Ovalto, proprietario dell’impianto e del Racing 92, giura che sono in grado di smontare il palco e tutto il resto in due giorni, per consegnare le chiavi di casa a Parigi 2024.
«Inizialmente – ricorda – avremmo dovuto accogliere la ginnastica, avremmo avuto 50 giorni di chiusura, con le gare di nuoto e paranuoto saranno invece 150 giorni». Per ragioni economiche, il comitato dei Giochi ha deciso di non montare uno stadio temporaneo accanto al Centro acquatico olimpico di Saint-Denis e ha annunciato invece il trasferimento delle gare di nuoto a La Défense. Lamour lo definisce un grande sforzo. «Una delle sfide principali sarà eliminare i sedili fino alla decima fila». Il partner tecnico dell’operazione è Myrtha Pools, l’azienda di Castiglione delle Stiviere. Ha montato la prima piscina olimpica ai Giochi di Atlanta del 96 e da vent’anni fornisce regolarmente quelle per i Mondiali. Da otto mesi i suoi team di lavoro si riuniscono con i proprietari della sala per mettere a punto il cronoprogramma. I margini per l’allestimento sono ridottisimi, riconosce Gandoin, il responsabile francese. Non si può sbagliare. Gli orari di lavoro sono stati calcolati da un algoritmo, in modo che le squadre di operai possano alternerarsi senza dispersione di tempo. Il 27 giugno è il giorno della consegna. Mancherà un mese all’apertura. C’è stato anche un contenzioso legale con il Comune di Nanterre. L’amministrazione ha voluto che ci fosse il nome della città bene in vista. È la prima volta che intorno alle gare di nuoto sarà possibile ospitare fino a 17mila spettatori. Il CIO ha chiesto che il percorso di atlete e atleti dagli spogliatoi fino alla vasca avvenga alla stessa temperatura dell’acqua, 27 gradi. Saranno montate telecamere e luci aggiuntive a un’altezza di 38 metri dal suolo. Gli operai saranno di nuovo mobilitati per i Giochi Paralimpici e una volta calato il sipario inizieranno i lavori in senso inverso, per la restituzione della sala ai proprietari. Giorno di riconsegna: il 15 ottobre. Myrtha Pools smonterà le piscine e andrà a montarle in diversi Comuni dell’Île-de-France, una a Sevran, l’altra sarà divisa in due vasche da 25 metri, destinate a Bagnolet e a un’altra località non ancora individuata. Pierrefitte-sur-Seine ha rinunciato.