La bicicletta del cuore di Cassani

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Una storia in una foto

Nigel Mansell mandò tutto a Sotheby’s.  Targhe, piatti, caschi, il volante di una McLaren, una Ferrari intera, anche una Williams, tutti i suoi cimeli personali venduti per 2 milioni di sterline. Il motivo rimase ignoto. Steve Finnan vendette la medaglia e la maglia che aveva la sera di Istanbul, quando il Liverpool rimontò tre gol al Milan in finale di Coppa dei Campioni e dopo vinse ai rigori. Boris Becker si è privato dei suoi trofei per pagarsi una parte dei debiti. Succede. Hai in cantina un tesoro e in quel passaggio della tua vita del romanticismo si può fare a meno.

E poi c’è Davide Cassani – che sulla sua pagina facebook ha raccontato di aver ricomprato un oggetto che gli stava a cuore. Una bicicletta speciale. 

Con questa bicicletta – ha scritto – disputai il mondiale del 1988, quello vinto da Maurizio Fondriest. Era considerata un gioiello. Nell’alluvione di maggio era in cantina insieme ad altre poche cose. Quando l’ho portata dal meccanico, per curiosità ho chiesto di pesarla. Senza i pedali siamo a 9,6 kg. In 35 anni le biciclette hanno perso 3 kg di peso. Si, ormai è una bicicletta del secolo scorso ma la trovo ancora meravigliosa. Questa è una delle poche biciclette che sono riuscito a ritrovare. L’avevo ceduta ad un mio amico di Solarolo che qualche anno fa l’ha rivenduta ad un meccanico, Daniele Caroli, mio ex compagno di squadra. Sono riuscito a ricomprarla ed è tornata mia. Solo la sella non è originale, tutto il resto si. Che bella che è.

 

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